L’Antitrust sgrida gli Ordini

Ingegneri, architetti, avvocati, farmacisti, giornalisti, medici, odontoiatri e notai. Sono questi i professionisti “rimproverati” dall’Antitrust per la presenza, nei codici deontologici dei rispettivi Ordini professionali, di disposizioni che regolano compensi, organizzazione societaria e attività di pubblicità.

Secondo quanto si legge nella relazione finale di un’indagine conoscitiva effettuata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, la maggior parte degli Ordini oppone resistenza ai principi della libera concorrenza nei servizi sanciti dalla riforma Bersani, “che va dunque rafforzata per garantire maggiore concorrenza nei servizi professionali”.
Per questo l’Antitrust auspica un intervento del legislatore per emendare la legge Bersani, prevedendo:
1) l’abolizione delle tariffe minime o fisse
2) l’abrogazione del potere di verifica della trasparenza e veridicità della pubblicità esercitabile dagli ordini
3) l’istituzione di lauree abilitanti
4) lo svolgimento del tirocinio durante il corso di studio
5) la presenza di soggetti ‘terzi’ negli organi di governo degli ordini

L’indagine dell’Antitrust ha rilevato, da un lato, una certa resistenza all’introduzione dei principi concorrenziali e, dall’altro, l’uso incongruo della potestà deontologica adoperata non per fornire una guida alle questioni di ordine etico legate all’esercizio della professione, ma piuttosto come strumento di disciplina dei profili di natura economica dell’attività professionale.
In particolare, si legge nella relazione, in materia di determinazione dei compensi e di attività pubblicitaria, in un numero significativo di codici deontologici emendati in seguito alla riforma Bersani e in circolari emanate da alcuni organismi deontologici in seguito all’entrata in vigore della legge Bersani è utilizzata la nozione generale di decoro della professione al fine di indurre gli iscritti ad applicare tariffe uniformi e di limitare ingiustificatamente l’attività pubblicitaria dell’attività professionale, per ostacolare l’applicazione della riforma Bersani da parte dei professionisti.

Rimandando alla lettura del documento completo dell’Authority, riassumiamo alcune delle raccomandazioni proposte:
Tariffe
Agli Ordini è concesso l’utilizzo delle tariffe minime come riferimento, sebbene la riforma Bersani ne abbia cancellato l’obbligatorietà. I minimi, invece, devono essere completamente aboliti.
Pubblicità
Agli Ordini andrebbe impedito il potere di verificare trasparenza e veridicità della pubblicità.
Accesso agli Ordini
Per il Garante sarebbe auspicabile attivare dei corsi universitari per consentire l’accesso diretto alla professione e durante i quali sia possibile effettuare il tirocinio.
Formazione
La formazione, elemento fondamentale per i professionisti, non può essere appannaggio del solo Ordine. Le offerte formative dovrebbero provenire anche da fonti esterne
Decoro della professione
Non può essere una “scusa” per ostacolare la concorrenza tra i professionisti, ma, anzi, deve essere uno strumento per incentivarla.

Leggi il testo integrale del documento
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