Irrigazione Solare

Se si dice Africa subsahariana subito si pensa ad un clima arido, dove la pioggia è un miracolo o comunque un evento eccezionale. Dove il Vecchio Continente sperava di impiantare distese di pannelli fotovoltaici per poterne trarre l’energia elettrica. E dove gli abitanti cercano di coltivare quelle stesse distese con una meticolosa tecnologia di irrigazione goccia a goccia. Sistema efficace ma che richiede notevoli quantità di energia elettrica al contempo.

Da qui forse la scintilla che fatto capire come la scarsa piovosità e la prevalenza di cielo sereno potessero diventare il punto di forza anziché una situazione sfavorevole!
L’irrigazione goccia a goccia è in grado di raddoppiare la produttività di un terreno, ridurre la richiesta d’acqua e l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi. Tuttavia per funzionare necessitano di una pompa idraulica. E qui entra in gioco l’utilizzo dell’energia solare, dando vita al sistema di irrigazione a goccia fotovoltaica (Pvdi). In poche parole si sono combinate due tecnologie amiche dell’ambiente (ecologically correct), che permettono di evitare l’utilizzo di batterie, kerosene e gas.

L’irrigazione goccia a goccia si adatta molto bene alla situazione dell’Africa subsahariana per i seguenti motivi:
– funziona con basse portate istantanee (80 L/min/ha per un frutteto, 150-200 L/min/ha per il mais ad esempio);
– la pressione di esercizio può essere minore di 1 atm;
– basse portate e alta efficienza permettono di coprire tratti anche molto lunghi (sui 400 m).

Un sistema fotovoltaico può azionare pompe che alimentano l’impianto goccia a goccia a patto che:
– i pannelli fotovoltaici siano di superficie commisurata alle necessità delle pompe;
– vi sia un sistema di accumulo dell’energia prodotta o inutilizzata;
– la pompa sia alimentazione mediante corrente continua.

Sicuramente l’investimento iniziale di un sistema Pvdi è maggiore rispetto a quello richiesto da un sistema tradizionale a kerosene, tuttavia sul lungo termine esso porta a dei vantaggi economici e dei benefici anche a livello ambientale, andando ad eliminare le emissioni di anidride carbonica.
Una sperimentazione condotta in due villaggi di Kalalé in Benin ha dimostrato risultati molto soddisfacenti applicandola ad appezzamenti di terreno che una trentina di donne coltivavano per ricavare ortaggi per le proprie famiglie e per la vendita sul mercato.
Anche se non appare ancora possibile sfruttare questo sistema per superfici importanti, in quanto appunto i costi da sostenere all’inizio sono molto elevati, oltre a necessitare via via di superfici  maggiori a seconda delle potenzialità delle pompe necessarie, visto che ogni kWe utilizzato necessita di 7 mq di pannelli fotovoltaici per essere prodotto, il Pvdi non può che destare interesse ed essere prospettato come soluzione parziale per le coltivazioni locali, ricordandosi che grandi cambiamenti si possono fare anche a piccoli passi.

Articolo dell’Ing. Roberta Lazzari

Fonti:
Internazionale n. 842 del 16 aprile 2010 Innaffiate dal sole di Maywa Montenegro
http://www.tractorum.it/forum/coltivazioni-arboree-f22/irrigazione-goccia-e-sole-un-binomio-perfetto-4439/


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