Integrative non alternative. Intervista a Franco Traverso di Silfab

Il fotovoltaico e le altre energie rinnovabili rappresentano un’opportunità straordinaria per creare sviluppo e allargare il paniere dell’offerta energetica in Italia, ma sarebbe ingenuo pensare che possano soddisfare l’intera domanda. Abbiamo incontrato Franco Traverso, da trent’anni sul mercato del solare e presidente e amministratore delegato di Silfab s.p.a., società specializzata in componenti e sistemi che abbracciano l’intera filiera (Supply Chain) del fotovoltaico. La persona più adatta per capire in che direzione si sta muovendo il nostro Paese nel settore energetico più interessante degli ultimi tempi e quali saranno gli sviluppi futuri.

Ingegneri. Fotovoltaico e nuove tariffe. Le associazioni di categoria si sono unite per proporre al Governo una piattaforma comune per la revisione del Conto Energia. Secondo lei cosa succederà?
Franco Traverso. Innanzitutto, in qualità di membro fondatore del Grid Parity Project (1) non posso che accogliere con molta soddisfazione la proposta comune che APER, GIFI/ANIE e Assosolare hanno presentato al Governo. È stato proprio in occasione dell’ultima riunione della Grid Parity che le tre associazioni, per la prima volta, hanno confermato una linea d’azione condivisa. Sul nodo delle tariffe si è proposta una riduzione del 25% a livello generale con alcune necessarie modulazioni in determinati settori, per evitare un decremento indiscriminato.
Anche con queste importanti riduzioni delle tariffe, peraltro avanzate dagli stessi operatori del settore, il mercato del fotovoltaico rimane interessante e conveniente, in grado di attirare l’industria e la finanza “sana”, che cercano sì la remunerazione, ma anche un certo grado di sicurezza nell’investimento.

Ingegneri. Quindi, secondo lei, con riduzioni così consistenti proposte dagli stessi addetti ai lavori non esiste un rischio di ulteriori tagli?
FT. Il rischio di altri tagli sul Conto Energia esiste, anche se minimo. Certo è che se il Ministro Scajola dovesse decidere per un’ulteriore riduzione degli incentivi, oltre quelli proposti, il Governo si assumerà la responsabilità di mettere a rischio un settore che è tra i più vitali nel panorama imprenditoriale italiano. E non penso solo alle aziende che operano direttamente nel fotovoltaico, ma anche a tutto l’indotto che in questi anni si è venuto a creare.

Ingegneri. Il fotovoltaico non può ancora camminare da solo?
FT. Esatto. Il fotovoltaico non è ancora pronto a mantenersi da solo sul mercato dell’energia senza strumenti di incentivazione concertati. Il tempo di ritorno dell’investimento è ancora troppo lungo senza un aiuto e, se venisse meno una politica attenta come lo è stata finora, si rischierebbe di mettere in fuga gli investitori, che troverebbero conveniente impiegare i propri capitali in altre attività maggiormente remunerative. Il discorso sarà diverso quando si raggiungerà la Grid Parity, ossia quando il prezzo per kWh da fonte fossile e quello da fotovoltaico raggiungeranno il pareggio.

Ingegneri. L’Italia ha sostenuto il settore con il Conto Energia, ma come giudica le dichiarazioni del Ministro Scajola e di tutto il Governo a favore del ritorno al nucleare? O agli incrementi di importazione di gas fossile dai Paesi del Nord Africa?
FT. Nel corso della mia attività imprenditoriale nel settore dell’energia ho sentito entrambe le campane: da un lato chi vorrebbe solo le energie rinnovabili e bandirebbe volentieri quelle tradizionali, dall’altro chi ritiene le energie pulite un abbaglio poichè non potranno mai competere con il petrolio, il carbone e il gas.

Ingegneri. E quale campana ha ragione?
FT. Nessuna delle due! Come spesso accade la verità sta nel mezzo. Mi spiego meglio.
Quelle che vengono chiamate energie “alternative”, in realtà sarebbe più corretto definirle “integrative” a quelle tradizionali.
L’eolico, il geotermico, il solare stesso rappresentano delle fonti energetiche interessanti: sono strumenti di sviluppo strategico da coltivare per ampliare il paniere d’offerta delle energie e rendere il sistema Paese meno sensibile alle fluttuazioni dei prezzi del petrolio. Ma da questo ad affermare che da sole potrebbero sostenere i ritmi di produzione e il benessere raggiunti dalla nostra società è una forzatura che non sta in piedi.
Da qualche tempo, anche per la rinuncia dell’Italia allo sviluppo del nucleare fatta negli anni Ottanta, molte aziende “energivore”, come per esempio le cartiere, sono state costrette a lasciare l’Italia per altri Paesi dove il prezzo del kWh è più conveniente.

Ingegneri. Una parola sulla situazione associativa italiana. Se mi permette una battuta, si potrebbe dire: “Due associazioni per un unico Sole”. Secondo la sua opinione si avrà prima o poi la fusione in un unico soggetto rappresentativo delle istanze delle imprese del settore?
FT. Non voglio sembrare pessimista, ma non credo che avremo un’unione. Il futuro ci dirà cosa accadrà. Però anche se è senz’altro negativo suddividere la nostra forza nei confronti dei diversi interlocutori, ritengo che sulle questioni importanti (quale la proposta comune per la revisione del Conto Energia) ci sia stata una condivisione di opinioni e un accordo unanime nel presentare un fronte compatto e unitario.

Ingegneri. Parliamo di produzione. Nel 2008 il fotovoltaico ha prodotto 430 MW sui 58.000 GWh totali provenienti da fonti rinnovabili. Meno dell’1%. Come mai?
FT. Mi lasci aggiungere che nel 2009 siamo già arrivati a oltre 700 MW. Anche se i numeri sono piccoli, la crescita è esponenziale. Per un settore “bambino” come è quello del fotovoltaico sono performance di tutto rispetto. Nel futuro si crescerà ancora ma occorre eliminare alcuni ostacoli che rendono talvolta impervio il nostro lavoro. La burocrazia in alcune regioni, come in Umbria o in Toscana, non consente la possibilità di installare impianti. Le faccio un esempio: se per avviare un impianto viene richiesta una V.I.A., in pratica si certifica la morte del fotovoltaico. Tenga presente che occorrono dai 9 ai 18 mesi per ricevere una risposta dalla Regione, e può anche essere negativa. Tempi così dilatati scoraggiano gli investitori: si arriva all’assurdo che nel tempo di attesa di un parere per un solo impianto se ne sarebbero potuti costruire cinque o sei.
Non sto dicendo che il paesaggio non debba essere tutelato, anzi! Però costringere a sottoporre a V.I.A. un impianto fotovoltaico come fosse una centrale termoelettrica non è ragionevole.

Ingegneri. Per concludere parliamo dei progetti futuri. Come sta agendo su questo versante Silfab?
FT. Da pochissimo abbiamo completato la realizzazione di cinque parchi fotovoltaici di nuova generazione, da 1 MW ciascuno, ad Acquaviva delle Fonti (BA) e Fragagnano (TA) mentre altri quattro si concluderanno entro la fine dell’anno in provincia di Bari, a Gioia del Colle, Sammichele e Turi per un investimento complessivo vicino ai 40 milioni di euro.
Nel prossimo anno abbiamo in cantiere la costruzione di “solar farm” prevalentemente nelle regioni del Centro-Sud Italia ma anche in Europa, per un totale di oltre 60 MW di potenza installata.
Contemporaneamente è stata avviata un’intensa attività di sviluppo internazionale nei paesi emergenti nel campo della generazione elettrica da fonti rinnovabili.
Ma il nostro progetto più ambizioso riguarda la realizzazione della filiera fotovoltaica integrata che intendiamo localizzare in Nord America.

Ingegneri. Perché in Nord America?
FT. Nella valutazione dell’opportunità di insediamento oltre oceano ha avuto un grande peso il costo dell’energia e l’abbondanza di energia idroelettrica. L’utilizzo esclusivo di tale energia, pulita e rinnovabile, nell’intero processo produttivo, dal polysilicon al modulo, permetterà alla nostra azienda di essere la prima realtà industriale “Green-to-Green”. Saremo gli unici al mondo a realizzare un effetto “moltiplicativo”: ogni singolo kWh (chilowattora) di energia idroelettrica utilizzato nel processo produttivo, infatti, si trasformerà in oltre 15 kWh di energia fotovoltaica prodotta dal pannello durante il suo ciclo di vita.

Note
1. Il Grid Parity Project è un’associazione senza scopo di lucro, nata nel 2008 per iniziativa di un gruppo di operatori nazionali e internazionali dell’industria fotovoltaica, che si pone l’obiettivo di raggiungere il punto di pareggio fra energia fossile e solare: la Grid Parity, appunto.

A cura di Mauro Ferrarini


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico