Innovare, integrare, costruire

Da qualche tempo nel lessico dei tecnici professionisti nel settore dell’edilizia è entrato un nuovo vocabolo: “innovazione”. Esso si affianca a quelli già largamente in uso, sui quali si sono già consumati molta carta e inchiostro: sostenibilità, qualità, tecnologia, efficienza energetica, sismica, sicurezza, ambiente, progettazione integrata, social housing, bioarchitettura, green building solution e altri ancora.

Questi termini fanno tutti riferimento a nuove esigenze emergenti dal mercato delle costruzioni, a nuove istanze di rinnovamento nel modo di lavorare nell’edilizia, in una parola sono il risultato di una necessaria innovazione, in una forma composta e articolata di senso, che sia in grado di tradurre, nei modi e negli strumenti, il passaggio verso il futuro del terzo Millennio.

Il significato del termine “innovazione”, secondo lo Zingarelli, è “modificazione che comporta elementi di novità”.
Applicato al settore delle costruzioni, il termine “innovazione” può essere riferito a diversi aspetti e declinato in diversi livelli di azione.

Nel processo normativo, attraverso la definizione di una struttura più articolata, che tenga conto dei nuovi disposti nazionali entrati in vigore quasi contemporaneamente nel giro di pochi anni, tra cui le nuove Norme tecniche delle costruzioni con il d.m. 14 gennaio 2008, il d.lgs. 81/2008 che sostituisce ed integra la legge 626/1994 e il d.lgs. 494/1996 in materia di sicurezza, l’o.P.C.M. 3274/2003 per le costruzioni in zona sismica, il d.m. 37/2008 che aggiorna la legge 46/1990 sulla installazione e certificazione degli impianti, il d.lgs. 311/2006 sul rendimento energetico, in parte declinati a livello regionale con specifiche leggi e regolamenti di attuazione. Allo stesso tempo questa struttura complessa cerca di trovare una strada di semplificazione, attraverso lo snellimento dei procedimenti e degli adempimenti amministrativi, in forme e formule più o meno riuscite, di cui l’ultimo esempio è la SCIA (leggi anche Dalla Dia alla Scia, ovvero la semplificazione che complica).

Nel processo edilizio, con l’introduzione di nuove competenze, professionalità e responsabilità, affiancate a quelle già consolidate del progettista e direttore dei lavori, rese indispensabili da una specializzazione normativa nei diversi settori e quindi esperti in grado di gestire specifiche richieste progettuali ed esecutive, ad esempio nel campo dell’ingegneria sismica, acustica, energetica e antincendio.

Nell’architettura, dalla progettazione alla costruzione, mediante l’utilizzo di soluzioni, materiali e componenti tecnologicamente avanzati, alla vita dell’edificio, con il calcolo e l’ottimizzazione della sua resistenza strutturale e materica, dei suoi consumi e dei suoi rendimenti, mediante una serie di azioni programmate di manutenzione;

Nella gestione urbana, attraverso la definizione di un modello sistemico che, dal punto di vista antropico, funzionale e fisico, sia in grado di attuare azioni di controllo sui fenomeni territoriali aventi caratteri di non linearità, irreversibilità e dinamicità.

Luisa Bravo, Ingegnere, PhD, Università di Bologna

L’articolo di Luisa Bravo continua sulla e-zine n. 12 di Ingegneri, interamente dedicata ai concetti di innovazione, integrazione e gestione in ambito edilizio.

Sul numero 12 della e-zine:
– L’innovazione delle città non passa per l’Italia!
di Giovanni Virgilio

– Innovare, integrare, costruire
di Luisa Bravo

– Interpretazione della gestione urbana
di Luca Gullì

– La vocazione materica del concetto di integrazione
di Luigi Bartolomei

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