Ingegneri e lavoro: la specializzazione premia sempre

Chi preferiscono le aziende a un ingegnere? Sempre un ingegnere ma con una solida specializzazione, magari in un settore ad alto contenuto tecnologico. A dirlo è Fabiano Peveralli, senior manager specializzato nel mercato industriale di Hays Italia, società di ricerca e selezione del personale. L’attività di Hays è globale e si rivolge con particolare riguardo al middle e al top management: un’occasione preziosa quindi l’incontro tra la nostra Redazione e Peveralli per cogliere “l’aria che tira” nel mondo del lavoro per gli ingegneri.

L’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato finalmente positivo. “Rispetto al passato, il 2015 è stato caratterizzato da una significativa ripresa e un incremento della ricerca di personale qualificato, con un bagaglio di competenze prettamente ingegneristiche, da parte dei nostri clienti”. Quando chiediamo se questo sentiment positivo si protrarrà anche nel 2016, Peveralli non si sbilancia: “Le prospettive sono stabili : ci aspettiamo, anzi, un sensibile ulteriore miglioramento, sebbene è innegabile che esistano tuttora incertezze sul futuro”. E per settori come le grandi costruzioni, le infrastrutture e l’impiantistica Oil & Gas non è poi così difficile immaginare a cosa pensi il Manager di Hays: dal continuo calo del prezzo del greggio (e con il prossimo ingresso dell’Iran sul mercato petrolifero l’ipotesi è di un ulteriore ribasso), l’instabilità, per non dire il caos, geopolitico nell’area mediorientale e, per restare in casa nostra, la situazione spinosa delle banche e del credito in generale.

Nel settore delle grandi infrastrutture, per esempio, l’estero è un mercato molto interessante per gli ingegneri, sebbene proprio la situazione fuori dai confini nazionali rappresenti oggi un freno a un’ulteriore espansione, come testimoniano le difficoltà di garantire la sicurezza dei tecnici che dovranno occuparsi della diga di Mosul in Iraq a seguito della maxi commessa ottenuta da Trevi nel paese arabo.

Fabiano Peveralli

Fabiano Peveralli, senior manager Hays per il settore industriale parla alla nostra Redazione di Ingegneri e lavoro

Quale che sia l’evoluzione degli scenari nazionale e internazionale, per la committenza di Hays in cima alla lista dei desideri c’è sempre una figura specializzata. “Il mercato è sempre più orientato verso una spinta competenza tecnica; di conseguenza le aziende chiedono figure specializzate”, conferma Peveralli che, entrando nel merito della questione, rivela come l’ingegneria meccanica e quella elettrica ed elettronica siano le competenze maggiormente ricercate. “L’ingegneria gestionale, per contro, è sempre più apprezzata nell’ambito delle società di consulenza. Più delicata la posizione degli ingegneri laureati nel campo ambientale e del territorio. Per questi profili l’esperienza specifica si fa sul lavoro e risulta perciò più raro che i nostri clienti li richiedano espressamente”.

Non manca il capitolo “retribuzioni” riconosciute agli ingegneri. “Bisogna distinguere tra settori e livelli di esperienza”, spiega correttamente Peveralli, specificando come, per un ingegnere neo laureato con zero esperienza lavorativa “le aspettative di guadagno debbano essere secondarie alla crescita professionale e alla maturazione delle competenze”. Il discorso cambia quando si inizia a collezionare qualche anno di pratica. “Verosimilmente un ingegnere con 3-5 anni di esperienza può legittimamente aspirare a un compenso annuo tra i 30 e i 35mila euro”. E per un ingegnere senior? “Anche in questo caso è necessario fare delle precisazioni”, dice Peveralli: “Se l’ingegnere esperto svolge attività «squisitamente da ingegnere» le aspettative possono essere di 50-60mila euro. Se, invece, il lavoro si sposta sul campo manageriale le cifre salgono e possono tranquillamente superare i 70/80 mila euro”.

In ogni caso anche per gli ingegneri in cerca di lavoro è necessario un certo impegno, poiché non sono solo le competenze tecniche ad essere valutate, ma anche la reputazione e le c.d. soft skills, come hanno suggerito recentemente proprio gli esperti di Hays. “La rigidità, l’arroganza o, meglio, la presunzione di sapere già tutto unite alla scarsa capacità di ascolto sono forse gli elementi che 9 volte su 10 determinano l’insuccesso in un colloquio di lavoro”, racconta Peveralli che, di contro, consiglia a tutti coloro che devono affrontare una selezione (ingegneri compresi) un atteggiamento flessibile e grande capacità di ascolto: “E anche un po’ di ironia e un sorriso, a volte, possono essere un plus non indifferente”.


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