Ingegneri: è ancora piena occupazione, ma cresce il Tempo Determinato

Nonostante la crisi abbia inciso pesantemente sul processo di inserimento dei laureati in ingegneria nel mercato del lavoro, accrescendo in particolare la quota dei contratti di lavoro “a termine”, essi possono ancora contare su una condizione di “piena occupazione”. Questo è l’incipit con il quale si apre l’analisi del Centro Studi del CNI sul tema dell’occupazione e remunerazione degli ingegneri in Italia nel corso del 2010 (leggi anche L’Università italiana piange, ma Ingegneria tiene).

L’analisi conferma il permanere di criticità che, ormai, si possono considerare strutturali:
livelli retributivi in contrazione e inferiori del 20-30% rispetto a quelli garantiti nei principali Paesi europei;
squilibri territoriali tra offerta e domanda di competenze di ingegneria, “sanati” attraverso il perpetuarsi di consistenti flussi migratori che dalle regioni meridionali si orientano verso quelle del Centro e del Nord-Ovest;
fallimento del percorso accademico di ciclo breve (laurea) poco apprezzato dal sistema produttivo e considerato solo propedeutico al conseguimento alla laurea magistrale dalla quasi totalità degli studenti delle Facoltà di Ingegneria;

Sono queste le considerazioni di sintesi che discendono dalle analisi e dalle indagini realizzate dal Centro Studi del CNI sulla condizione occupazionale e retributiva dei laureati in ingegneria, relativamente agli anni 2009 e 2010 (leggi anche Ripensare la laurea in ingegneria. Studio su occupazione e remunerazione).
In base ai dati dell’indagine Istat sulle Forze di lavoro, nel 2009 la popolazione in possesso di un titolo accademico in ingegneria ha raggiunto quota 547.000, di cui 417.000 occupati: nel 73% dei casi si tratta di lavoratori dipendenti mentre il settore che assorbe il maggior numero di laureati in ingegneria continua a essere quello dei servizi (64% circa).
Rispetto al 2008, il tasso di disoccupazione cresce significativamente, passando dal 3,1% al 4%, in conseguenza del crollo delle assunzioni nelle imprese private che nel 2009 si sono attestate a 16.210 unità. Già nel 2010, però, i laureati in ingegneria dovrebbero tornare a una condizione di sostanziale “piena occupazione”.

Se il numero di assunzioni riprende a crescere, continua invece a calare la quota di offerte di lavoro a tempo indeterminato: nel 2010 scende sotto il 57% contro il 64,8% del 2009. Il minor ricorso ad assunzioni con contratti a tempo indeterminato è un fenomeno che coinvolge l’intero mercato del lavoro, ma nel caso dei laureati in ingegneria, da sempre considerata una categoria “privilegiata”, esso risulta ancora più significativo visto che, soltanto nel 2006 la quota di assunzioni a tempo indeterminato ad essi destinata superava il 75%!

Retribuzioni
I laureati specialistici/magistrali in ingegneria continuano a godere di retribuzione più elevate rispetto agli altri laureati: a un anno dalla laurea, infatti, essi percepiscono mediamente quasi 1.300 euro netti al mese, laddove la media tra tutti i laureati è di poco superiore ai 1.100 euro.
Tali retribuzioni, però, continuano a essere significativamente più basse di quelle riconosciute all’estero dove esse, per i laureati specialistici/magistrali a un anno dalla laurea, superano i 1.800 euro mensili netti.
A cinque anni dalla laurea il divario con l’estero si amplia ulteriormente: per i laureati in ingegneria occupati nel nostro Paese la retribuzione netta mensile si aggira mediamente intorno ai 1.650 euro, per quelli occupati all’estero essa sfiora i 2.500 euro!


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