Ingegneri cercansi

Dopo anni di surplus di laureati rispetto alle richieste del mercato, il 2007 segna una inaspettata inversione di rotta e, per la prima volta dal 2001, la domanda di neolaureati risulta superiore all’offerta.

In particolare la professione dell’ingegnere risulta molto ricercata da tutti i comparti: imprese di produzione, società di servizi e pubblica amministrazione.
Questi sono i risultati emersi da un’indagine promossa dal centro studi del Cni sulle possibilità occupazionali dei laureati in ingegneria. Più nel dettaglio, nel corso del 2007 la domanda di lavoro si è attestata su circa 22.000 unità, mentre le facoltà di ingegneria hanno “prodotto” 21.000 laureati (80% di ciclo lungo “3+2” e 20% di ciclo breve): un deficit di offerta di 1.000 unità. E per quest’anno la situazione dovrebbe continuare così. Infatti secondo l’indagine Unioncamere- Ministero del lavoro Sistema Informativo Excelsior le richieste di laureati nel 2008 da parte delle imprese arriveranno a oltre 26.000 unità con un incremento del 35% rispetto allo scorso anno.
Sempre dagli studi citati emerge un altro dato importante: la laurea in ingegneria rappresenta ancora il titolo accademico più spendibile sul mercato. A un anno dall’ottenimento della laurea, oltre il 75% dei giovani laureati con il ciclo “3+2” ha trovato una collocazione nel mondo del lavoro.

Ma ogni rosa ha le sue spine. Esistono infatti alcune criticità, peraltro comuni a molte altre professioni. Il livello di retribuzione, per esempio, è uno dei più bassi d’Europa. A distanza di cinque anni dalla laurea, un ingegnere italiano, occupato nel 2007, percepisce in media 1.648 euro netti in busta paga, contro i 2.620 euro netti di un collega che lavora all’estero. Addirittura un neolaureato in ingegneria, occupato nel 2007 a un anno dal conseguimento del titolo accademico, riceve uno stipendio inferiore alla retribuzione media registrata nel 2006.
Altra criticità è rappresentata dal divario tra domanda e offerta nelle diverse zone d’Italia. Se, per esempio, nel Nord-Ovest si registra un eccesso di domanda di quasi 2.500 unità, i giovani ingegneri del Sud e delle Isole sono in eccesso di oltre 2.000 unità rispetto alle richieste del mercato del lavoro.

Diventa allora necessario”, ha dichiarato il presidente del Cni, Paolo Stefanelli, “ non soltanto rafforzare le politiche che mirano ad accrescere la capacità dei sistemi produttivi regionali più deboli di assorbire competenze ingegneristiche, ma anche avviare iniziative che facilitino la mobilità dei laureati in ingegneria verso le regioni più ricche di offerte di lavoro”.

Articolo di Mauro Ferrarini


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