Ingegneri, albo professionale e contratti a progetto

Può un ingegnere libero professionista, a date condizioni, avvalersi della tipologia contrattuale, di recente introduzione, denominata “Lavoro a progetto”?

La questione, di estremo interesse per tutti gli operatori del settore, datori di lavoro e ingegneri, era stata posta dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Teramo. Il CNI aveva a sua volta interpellato il Centro di contatto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per avere un parere sul tema.

In sostanza, la controversa questione, che ora il Ministero ha risolto positivamente, era la seguente. Di fronte a un iscritto che aveva ricevuto da un’azienda privata un’offerta lavorativa con la formula del “contratto a progetto”, l’Ordine di Teramo chiedeva se tale contratto di lavoro comportasse per l’ingegnere la necessità di cancellazione/sospensione dell’iscrizione  all’albo professionale (cfr art. 61, d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30).

Il comma 3 dell’art. 61 del d.lgs. 276/2003 (inserito nel capo I Lavoro a progetto e lavoro occasionale) afferma che: “Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di in vigore del presente decreto legislativo …”.
Sulla base di questa disposizione la ditta privata sosteneva che gli ingegneri iscritti all’albo non possono avvalersi della tipologia del lavoro a progetto e che quindi l’iscritto si doveva (per la durata della prestazione lavorativa) cancellare dall’albo.

L’opinione del CNI era, invece, che l’esclusione prevista dal comma 3 dell’art. 61 citato doveva intendersi limitata alle attività professionali che per il loro esercizio richiedono l’iscrizione agli albi professionali.
Mentre l’art. 61, comma 3 del d.lgs. 276/2003 non varrebbe per il caso di un ingegnere, iscritto all’albo, destinatario di un contratto a progetto per svolgere un’attività lavorativa non riservata agli iscritti all’albo e quindi diversa e distinta rispetto alle prestazioni professionali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali.

La discussione dunque verteva se fosse consentito a una persona che ha anche il titolo e la qualifica di ingegnere iscritto all’albo di accettare lavori non afferenti e non riservati alla professione di ingegnere mediante un contratto a progetto.

La risposta del Ministero del lavoro
La Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha affermato che l’esclusione prevista dall’art. 61, comma 3 del d.lgs. 276/2003 “opera nel caso in cui l’attività prestata dal collaboratore sia attinente all’albo professionale di iscrizione”. 
La Direzione generale ha aggiunto che il problema posto dall’Ordine degli ingegneri di Teramo appare risolta nell’interpello n. 65/2008 (di cui si riporta il testo tra gli allegati) in materia di contratto a progetto relativo al conferimento di un incarico di ‘collaborazione autonoma’ a un soggetto titolare di partita IVA e iscritto alla Gestione separata Inps, che svolge un’attività non rientrante tra quelle per le quali sia prescritta l’iscrizione a un albo professionale.
L’interpello citato sulla questione specifica precisa che “Il soggetto titolare di partita IVA può rendere prestazione lavorativa in regime di collaborazione coordinata e continuativa a progetto solo qualora la stessa non rientri nell’ambito dell’attività ordinaria svolta professionalmente”, confermando così la possibilità per i professionisti di stipulare contratti a progetto.

Scarica la circolare e gli allegati annessi

A cura di Mauro Ferrarini


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