Industria 4.0 nel Belpaese: come ci stiamo preparando?

Industria 4.0 nel Belpaese: come ci stiamo preparando?

Termini come Internet of Things, Manifattura o Industria 4.0 stanno rapidamente entrando nel lessico dei professionisti e delle imprese italiane. La possibilità che i robot e i macchinari progettati dagli ingegneri possano agire in modo intelligente per correggere errori, aumentare l’efficienza e “dialogare” con il prodotto è affascinante e apre scenari nuovi tutti da esplorare sia per le opportunità di lavoro sia per l’evoluzione tecnologica.

Ma di cosa si tratta esattamente? “Con Industria 4.0, o Fabbrica Intelligente ci si riferisce ad una evoluzione tecnologica da sistemi embedded a sistemi ciber-fisici” … tutto più chiaro no? “Detto in parole povere, si legge nella recente indagine condotta da Staufen Italia sulla diffusione dell’industria smart in Italia, “l’Industria 4.0 rappresenta il punto di arrivo della quarta rivoluzione industriale, sulla base del cosiddetto Internet delle Cose. L’intelligenza decentrata aiuta a creare una rete di oggetti intelligenti, con l’interazione del mondo reale con quello virtuale che rappresenta un aspetto nuovo e cruciale dei processi produttivi”.

La ricerca sull’Industria 4.0 pubblicata risponde a una serie di interessanti domande: “Qual è il livello di conoscenza e quali sono le prime applicazioni dell’Industria 4.0 in Italia? Le aziende italiane ci stanno già pensando? Hanno avviato qualche primo progetto? Sono pronte? Che impatti si attendono sulla competitività, sull’organizzazione interna, sui profili di risorse necessarie?”.

Iniziamo con il dire che nel panel della ricerca la maggior parte degli interlocutori appartengono alle industrie dell’ingegneria meccanica, dell’industria metallica e del settore automobilistico. Approfondendo la conoscenza della penetrazione della Manifattura 4.0 risulta che solo il 20% degli intervistati ha già “ampiamente implementato progetti di questo tipo” (8%) o “sta portando avanti progetti operativi sul tema” (20%). Dall’altro lato della medaglia il 37% degli intervistati dichiara di “non avere ancora affrontato l’argomento” a cui si aggiunge un ulteriore 29% di risposte “in fase di osservazione e analisi”.

La situazione peggiora se si analizzano altre due risposte al questionario posto da Staufen Italia: da un lato gli intervistati ritengono il proprio personale “non ancora pronto e adeguatamente preparato per affrontare il tema dell’Industria 4.0”, dall’altro 3 imprenditori su 4 non ritengono necessario organizzare dei corsi di formazione … come a dire: “non ci interessa, grazie”.

“La lettura di questi dati è certamente un po’ amara”, ammette Giancarlo Oriani, amministratore unico di Staufen a Il Sole 24 Ore. Nessuna sorpresa, continua Oriani, osservando come questo comportamento sia in linea con l’atteggiamento medio delle aziende italiane nei confronti della evoluzione della organizzazione aziendale.

Alla fine, dunque, emerge dall’indagine una dicotomia abbastanza evidente: le aziende italiane hanno grandi aspettative verso l’innovazione dell’Internet of Things applicata all’Industria 4.0 (per ora, ricordiamolo, legata quasi esclusivamente ad applicazioni di logistica e magazzino), dall’altro però non si avverte nessuno sforzo per poter tramutare in realtà queste opportunità. Perché?


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