Incentivi Rinnovabili. Le novità sulla cogenerazione nel Decreto Romani

Sul tema cogenerazione, i contenuti nel decreto legislativo 23 marzo 2011, n. 28 (il c.d. Decreto Romani), riguardano gli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; specifici incentivi, da determinarsi con futuri decreti attuativi, sono previsti: per il biometano utilizzato negli impianti di cogenerazione ad alto rendimento per la produzione di energia elettrica (articolo 21); per gli impianti alimentati da biogas, biomasse, bioliquidi che entreranno in esercizio dopo il 31 dicembre 2012 (articolo 24), incentivi cumulabili con altri incentivi pubblici nel caso di impianti cogenerativi e trigenerativi alimentati da fonte solare o da biomasse e biogas (articolo 26).

Gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento sono anch’essi interessati dalle norme transitorie dettate dal d.lgs. 28/2011. In particolare, il comma 4 dell’articolo 25 dispone che il GSE ritiri i Certificati Verdi (CV) rilasciati in favore di tali impianti negli anni che vanno dal 2011 al 2015, ad un prezzo di ritiro pari al prezzo medio di mercato registrato nel 2010.
Si tratterà di una progressiva scomparsa dei Certificati Verdi. Gli impianti che entreranno in esercizio dopo il 31 dicembre 2012 non saranno più incentivati attraverso i CV ma attraverso nuove disposizioni in tema di regimi di sostegno dettate dal d.lgs. 28/2011 stesso e da successivi decreti attuativi.

Le norme di transizione riguardano principalmente:
– i prezzi di ritiro da parte del GSE dei certificati “eccedenti le quote dell’obbligo“;
– la cessazione dell’emissione di CV al 2015;
– la progressiva scomparsa delle quote dell’obbligo a carico dei produttori da fonti non rinnovabili.

Sull’uso efficiente dell’energia grazie alla cogenerazione, le disposizioni del d.lgs. 28/2011 intervengono ad individuare come aventi diritto agli incentivi previsti dalla normativa nazionale, una specifica categoria di impianti e cioè quelli entrati in esercizio dopo il 1° aprile 1999 e prima della data di entrata in vigore del d.lgs. 8 febbraio 2007, n. 20 Attuazione della direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia, nonché modifica alla direttiva 92/42/CEE. Tale tipologia di impianti avranno diritto al 30% dei Certificati Bianchi di cui godranno gli impianti cogenerativi ad alto rendimento entrati in esercizio dopo il 6 marzo 2007, data della pubblicazione in G.U. del d.lgs. 20/2007.

La cogenerazione al alto rendimento (CAR) viene introdotta con la direttiva 2004/8/Ce e recepita con il d.lgs. 20/2007.
Il d.lgs. 20/2007, al punto 2 dell’Allegato 3, così definisce la cogenerazione ad alto rendimento: “Definizione di cogenerazione ad alto rendimento. Ai fini del presente decreto, la cogenerazione ad alto rendimento risponde ai seguenti due criteri:
a) la produzione mediante cogenerazione delle unità di cogenerazione fornisce un risparmio di energia primaria, calcolato in conformità del punto 3, pari almeno al 10% rispetto ai valori di riferimento per la produzione separata di elettricità e di calore;
b) la produzione mediante unità di piccola cogenerazione e di micro-cogenerazione che forniscono un risparmio di energia primaria è assimilata alla cogenerazione ad alto rendimento”.

Se da una parte è indubbio l’impegno del legislatore nel non discriminare gli impianti che già da molti anni contribuiscono al contenimento dei consumi, sebbene con tecnologie meno prestanti di quelle utilizzate dagli impianti di più recente realizzazione, è anche vero che il problema sta nel fatto che ad oggi nessuno può accedere a questi incentivi perché da quattro anni si attendono i decreti attuativi.
Il solito ritardo all’italiana.

Articolo di Roberta Lazzari

Fonti
www.nextville.it : Certificati Verdi, le novità del d.lgs. n. 28/2011 – 5 Aprile 2011 di Anna Bruno
www.nextville.it: Cogenerazione, le novità del d.lgs. n. 28/2011 – 12 Aprile 2011 di Maria Antonietta Giffoni


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