Incentivi per le rinnovabili “meccanismo succhia-soldi”? GIFI risponde a Report

Con una lettera indirizzata a Milena Gabanelli non si è fatta attendere la risposta delle associazioni di categoria del fotovoltaico alla messa in onda della puntata del 28 novembre scorso, durante la quale, trattando del tema delle rinnovabili, si sono descritti gli incentivi alle rinnovabili come un “meccanismo perverso succhia soldi”.

Presa carta e penna, il presidente del GIFI, Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane parte di Confindustria ANIE, ha trasmesso alla redazione della testata alcune precisazioni con l’auspicio che le stesse possano essere veicolate ai telespettatori.

La quasi totalità della forza lavoro impiegata nell’installazione e manutenzione degli impianti fotovoltaici, figure professionali di elevata specializzazione e vario profilo, è italiana – si precisa nella lettera che GIFI/ANIE ha trasmesso alla Gabanelli. “In soli tre anni lo sviluppo del mercato fotovoltaico ha creato in Italia almeno 20.000 posti di lavoro lungo tutta la filiera e ne stimiamo ulteriori 70.000 per i prossimi 10 anni. Sono numeri importanti che ci permettono di osservare come, in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo, l’industria fotovoltaica italiana – anche beneficiando dell’incentivazione – ha potuto fronteggiare la crisi e nel contempo creare nuova occupazione”.

Incentivi succhia-soldi? Non scherziamo
Sul tema degli incentivi, poi, la risposta del GIFI è perentoria. I costi reali per la collettività, infatti, sono molto inferiori ai costi derivanti dalle tariffe incentivanti in quanto i ricavi del Conto Energia, a parte i casi in cui il proprietario dell’impianto è una persona fisica, sono soggetti a imposizione fiscale. Le aziende del settore, nate proprio grazie alla disponibilità di tali incentivi, restituiscono allo Stato tramite la normale fiscalità un’ulteriore importante quota dei fondi utilizzati per la diffusione degli impianti fotovoltaici.

In un contesto sicuramente favorevole l’industria fotovoltaica italiana ha proposto al Governo di ridurre il valore dell’incentivo a partire dal 2011, in virtù del fatto che i prezzi per i componenti e i sistemi fotovoltaici hanno registrato una significativa riduzione conseguente alle economie di scala raggiunte – si prosegue nella lettera. “Il ruolo degli incentivi è quello di accompagnare gradualmente la crescita del fotovoltaico, fino a quando sarà un mercato capace di “camminare con le proprie gambe”. Chi guarda agli incentivi come a un sussidio perenne o a una occasione di speculazione opera in errore. Le aziende riunite nel GIFI, che profondamente credono nel valore di questo mercato e nel valore che gli operatori della filiera possono offrire al nostro Paese, non hanno mai guardato agli incentivi in una logica di speculazione”.

Curioso poi il messaggio emerso durante la trasmissione in cui si paventa il rischio di illegalità collegato allo sviluppo degli impianti fotovoltaici.
Report più volte in passato ha mostrato casi di Paesi europei quali buoni esempi da seguire in tema di sviluppo delle fonti rinnovabili, denunciando l’arretratezza dell’Italia – ha dichiarato Valerio Natalizia presidente GIFI/ANIE. “La situazione oggi è finalmente cambiata, probabilmente grazie anche alle passate denunce di Report – ha proseguito Natalizia – e di questo la trasmissione andata in onda lo scorso 28 novembre non ne ha tenuto conto, limitandosi a dare evidenza dei malfunzionamenti nei meccanismi di incentivazione e degli elevati costi per la collettività”.

E intanto ci sono polemiche anche sul decreto per la promozione dell’uso delle rinnovabili…
Con la recente approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva 2009/28 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, anche Assosolare alza la voce. Il testo introduce rilevanti limitazioni per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia nei prossimi anni, a partire dal provvedimento che non consente di realizzare, su terreni agricoli, impianti fotovoltaici superiori ad 1 MW di potenza nominale e dove si richiede anche 1 ha di terreno agricolo a disposizione per ogni 50 kWp, ovverosia 20 [Ha/MWp].

La tematica verrà ampiamente dettagliata nel contesto del convegno Il fotovoltaico in Italia nel triennio 2011-2013, che si terrà a Roma presso il centro congressi Frentani, giovedì 9 dicembre 2010. A tal proposito si ricorda che oggi, giovedì 2 dicembre alle ore 18, scadrà la possibilità di confermare la prenotazione per rendere attivo il voucher di ingresso.


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