Incentivi fotovoltaico. Per le Regioni non è una bocciatura senza appello. E il GIFI mostra soddisfazione

Dopo la riunione di ieri della Conferenza Stato-Regioni è positivo il giudizio del Gruppo imprese fotovoltaiche italiane che, nel commentare il testo della bozza del Quarto Conto Energia sugli incentivi al fotovoltaico, esprime soddisfazione per alcuni elementi che sarebbero emersi durante la discussione.
Le principali novità emerse durante la riunione sarebbero l’estensione a 1 MWp su edifici della categoria di impianti non soggetta a limiti di spesa ed al registro informatico per gli anni 2011 e 2012 e l’istituzione di un canale preferenziale per gli impianti che entrano in esercizio entro il 31 agosto 2011, al fine di salvaguardare i grandi impianti attualmente in realizzazione.

Altri elementi di cambiamento riguarderebbero la modifica del premio per l’installazione di impianti in sostituzione di coperture contenenti amianto dal valore percentuale ad un valore fisso e lo snellimento delle procedure per la formazione delle graduatorie degli impianti iscritti al registro e la suddivisione dell’anno 2012 in due semestri con registri separati.

Conto Energia: si può farne un altro
Anche il Governo sembra essere tornato sui suoi passi. Il sottosegretario Saglia, infatti, a margine della conferenza ha dichiarato che “il decreto ministeriale su fotovoltaico e solare si può modificare, oppure farne un altro ex novo”.

A chi faceva notare che, forse, sarebbe il caso di chiudere la vicenda il prima possibile, il vice ministro ha aggiunto: “Mi auguro che questo provvedimento possa durare anche perché cambiare troppo spesso la norma non aiuta. Ora è il sistema che deve vedere come funziona – ha sottolineato Saglia riferendosi al decreto – noi abbiamo accolto alcune osservazioni delle Regioni”. Regioni che, ha ricordato il sottosegretario, hanno espresso un parere negativo ritenendo che non  fossero state accolte alcune richieste.

Incentivi
Sul fronte incentivi, la proroga delle vecchie tariffe al 31 agosto consentirà alle imprese di realizzare i loro impianti con una certa serenità. Saglia ha poi concluso che ‘”Se gli incentivi arrivano al 20-30% ci troviamo di fronte al margine giusto; ma se il livello dovesse attestarsi intorno al 70% allora ci troveremmo di fronte ad un fenomeno speculativo”.

La posizione e i commenti dalla Regioni
Sul tema dei diritti acquisiti e sulle premialità c’è stata una chiusura totale da parte del governo e dunque il parere delle Regioni non poteva che essere negativo“. Questo il commento della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, a margine della Conferenza unificata di ieri.

Positiva è stato invece il riscontro a riguardo la modifica del premio per l’installazione di impianti in sostituzione di coperture contenenti amianto. “L’amianto è un’emergenza che abbiamo da tanti anni – ha sottolineato la Polverini – questa è una buona occasione per cercare di bonificare anche i tetti degli edifici pubblici. Se ogni normativa viene usata per bonificare faremo passi avanti”.

Anche le Marche, per bocca dell’assessore all’Energia, Sandro Donati, esprime soddisfazione sul tema fotovoltaico e bonifica dell’amianto, sottolineando anche l’elevazione del contributo a 5 centesimi di euro a kWh; per favorire la filiera del fotovoltaico, incentivando chi realizza impianti con materiali prodotti in Italia e Europa, rafforzando anche gli strumenti di controllo. Soddisfazione anche per le misure incentivanti per i condomini con impianti fino a 20 kW di potenza.

Cosa non piace alle Regioni
Non è tutto “rose e fiori”, però. Dopotutto il parere dato dalle Regioni è stato negativo. Ma perché?

Sempre secondo Donati, “le ombre che hanno portato ad esprimere parere negativo sono legate al mancato accoglimento delle proposte per tutelare i diritti acquisiti; rimodulare le tariffe del conto energia 2011, superando gli scaglioni di riduzione mensili; non porre limiti di potenza sugli edifici e aree urbane; tutelare imprese ed investitori dai ritardi per gli allacci imputabili ad Enel e GSE”.

Anche altre regioni rimarcano l’insoddisfazione per la bozza presentata in Conferenza unificata.
‘”Ciò che soprattutto ha determinato il nostro parere negativo – spiega Silvano Rometti, assessore regionale all’Ambiente della Regione Umbria – sta nel fatto che con il decreto ministeriale non vengono riconosciuti i diritti acquisiti nel caso di investimenti già avviati e, inoltre non viene accolta la proposta di attenuare nel tempo la diminuzione degli incentivi, che pure condividiamo in linea di principio”.
Altro elemento di dissenso, ha spiegato sempre Rometti, è stato anche manifestato rispetto al tetto stabilito dal ministero di incentivi all’anno, che impone un vincolo insormontabile anche per gli anni futuri senza tenere conto delle disponibilità finanziarie possibili e dei potenziali investitori nel settore.

 


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico