Incentivi fotovoltaico. Il ministro dell’Ambiente chiede siano riconosciuti alla data di fine lavori non all’allaccio impianto

Alla vigilia dell’apertura del Solarexpo, il Ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, torna a parlare degli incentivi sul fotovoltaico che dovranno essere rimodulati con il decreto del c.d. Quarto Conto Energia (la cui firma, peraltro, è stata nuovamente posticipata al prossimo Consiglio dei ministri). In estrema sintesi, la responsabile del dicastero dell’ambiente ha chiesto che il sistema degli incentivi sia garantito a una data certa e non sia subordinato alla discrezionalità dell’allaccio, situazione questa – ha spiegato Prestigiacomo – che penalizzerebbe sicuramente gli impianti di taglia medio-piccola.

Il sistema di incentivi al fotovoltaico nel Quarto Conto Energia, “sia garantito ad una data certa e non subordinato alla discrezionalità dell’allaccio dove é sicuro che i piccoli impianti saranno penalizzati“. La proposta è del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che, in un’intervista all’ANSA, espone la sua ricetta per il decreto che stabilisce il nuovo sistema di aiuti per il settore. Testo sul quale, in questi ultimi giorni, dopo la bocciatura da parte delle Regioni e le relative proposte di emendamento, c’è stato un vero e proprio scontro con il ministro dello sviluppo economico Romani (leggi anche Incentivi, Rinnovabili e Conto Energia. Il Ministro Romani al Solarexpo). In particolare Prestigiacomo spiega che “poiché l’incentivo andrà rapidamente a scendere, è chiaro che se c’e un ritardo nell’allaccio si va a incidere pesantemente su quanti hanno realizzato il proprio impianto sulla base di un determinata previsione economica“.
Se chiedo un finanziamento in banca per un impianto che deve partire il primo gennaio quando l’incentivo è 100 e poi l’ impianto non viene allacciato fino a settembre quando l’ incentivo – ha sottolineato il ministro nel corso di un’intervista rilasciata all’Ansa- sarà 50, io perdo 8 mesi di incentivi e soprattutto avrò incentivi a 50 e non a 100 come preventivato. In queste condizioni rischia di saltare tutto il piano economico dell’investimento“.

Alla domanda se una soluzione alternativa sia quella di riconoscere gli aiuti anche senza allacciamento alla rete, il ministro si è affrettata a negarlo in modo categorico, ribadendo, invece, che secondo il suo ministero è necessario che l’incentivo venga riconosciuto al momento della data di fine lavori “o al massimo nei 60 giorni successivi alla data della certificazione di fine lavori”.


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