Impronta ecologica: proposta di calcolo (parte II)

Concludiamo la trattazione della proposta per un metodo sisntetico di calcolo dell’impronta ecologica con la seconda parte dell’articolo di Ivan Tani (Sistemi informativi territoriali e tecnici, Famula On-Line del Gruppo Hera) e Ciro Gardi (Dipartimento di Sceinze ambientali dell’Università degli Studi di Parma)

I dati
Ogni comune è stato qualificato con i dati relativi alla popolazione residente, ai consumi di gas, acqua e al quantitativo dei rifiuti raccolti con riferimento all’anno 2007.
Di seguito il dettaglio riferito ai dati di cui sopra.

Georeferenziazione contatori
Sono stati georeferenziati sul territorio di ogni comune i punti di rilascio della fornitura (POD – Point Of Delivery) e gli strumenti di misura (contatori) a questi associati.
Il processo di georeferenziazione è eseguito in maniera automatica: una procedura batch genera chiavi univoche per ogni civico rappresentato geometricamente su cartografia vettoriale, utilizzando quali elementi di costruzione della chiave l’ISTAT_COD, il Codice Via e il numero civico presente sia nella componente intera che letterale (o subcivico).
Il contatore, caratterizzato dall’indirizzo di fornitura, assume l’identica chiave del civico ed è rappresentato anch’esso da una geometria di tipo puntuale collocata geograficamente sul civico.
In caso di non corrispondenza del civico tra indirizzo di fornitura e componente cartografica, si procede con i seguenti processi.
1) Collocazione del contatore tramite interpolazione lineare geometrica (possibile nel caso vengano reperiti su cartografia un civico intero con valore assoluto inferiore e un civico intero di valore assoluto superiore). La posizione interpolata viene calcolata suddividendo la distanza misurata sulla retta che congiunge idealmente il civico maggiore e il civico inferiore, e suddividendo la stessa per il numero dei civici presumibilmente contenuti in tale distanza.
2) Collocazione del contatore sulla mezzeria della strada (possibile nel caso venga riconosciuta la strada). Tale metodo è utilizzato nel caso di civici non reperiti e privi sulla cartografia della coppia civico inferiore e civico superiore che ne consentirebbe la georeferenziazione per interpolazione.
Reperita la strada, vengono collezionate le tratte del grafo che la costituiscono. La somma della lunghezza delle singole tratte consente di identificare quale tratta contiene il punto intermedio della via (Σ lunghezza archi strada/2) ed in tale punto viene collocata la geometria puntuale che rappresenta il contatore
3) Collocazione del contatore nel comune, possibile anche in caso di assenza corretta sia di civico che di strada.

Consumi gas e acqua
Ogni contatore viene letto con periodicità diverse in relazione alla tipologia di contratto: la frequenza in genere varia da un mese fino ad un massimo di sei mesi. Da cui ne emerge che si avranno un numero diverso di letture (da un minimo di due fino ad un massimo di dodici) in relazione alla tipologia di fornitura sottesa al contratto.
Le letture effettuate (rilievo diretto dallo strumento di misura), associate alla data di effettuazione, sono state memorizzate in una banca dati: il consumo per singolo contatore è dato dalla sommatoria delle differenze tra le singole letture valide effettuate nel periodo diviso per il numero dei giorni dell’intero periodo.

Σ Δ letture valide/Δt
Δ letture valide = espresso in mc
Δt = espresso in giorni

I dati relativi ai consumi sono stati oggetto di un’accurata procedura di “validazione”, basata sulla verifica e rispondenza a diversi requisiti, tra cui:
– una lettura deve essere maggiore di zero,
– una lettura deve essere riferita ad una data, ed il valore del consumo deve essere maggiore del valore rilevato nella lettura precedente,
– il consumo nel periodo intercorso tra due letture successive deve essere congruo con la media dei consumi di quel contratto per periodo storici già memorizzati e deve essere coerente con il periodo (in genere periodi invernali sono caratterizzati da consumi maggiori rispetto ai consumi estivi).
Se una lettura non supera il processo di validazione non viene considerata nel calcolo dei consumi.
Per contratti caratterizzati da due sole letture nell’anno, nel caso in cui una di queste letture non risulti valida, l’intero consumo viene attribuito basandosi sulle serie storiche di consumi memorizzati. Tali serie hanno profondità di almeno tre anni.

Rifiuti conferiti
Il rifiuto indifferenziato raccolto nei comuni limitrofi a Bologna è di norma conferito presso impianti del Gruppo Hera.
I principali impianti in gestione sono il termovalorizzatore, ubicato presso l’area servizi di via del Frullo, 5 a Granarolo dell’Emilia (Bo), l’impianto di stoccaggio provvisorio di via degli Stradelli Guelfi a Bologna e la discarica di Galliera.
La raccolta dei contenitori è strutturata per zone, intendendo con tale termine una collezione di punti di raccolta da visitare per raccogliere i rifiuti immessi nei contenitori ubicati sui medesimi.
La zona è servita da uno o più automezzi con frequenze che variano in relazione alla progettazione del servizio.
Tali automezzi effettuano, di norma, uno o due carichi all’interno della zona, raggiungendo la capienza massima (in termini di volume e/o di peso). Raggiunta tale capienza si recano presso gli impianti di smaltimento ove il rifiuto conferito viene pesato.
Il processo di pesatura generalmente comporta il doppio passaggio del mezzo sulla pesa (per determinare correttamente peso lordo e tara). Il dato del rifiuto conferito per comune è quindi il risultato della sommatoria delle singole operazione di scarico effettuate per ogni zona nel periodo preso in esame. Nel caso lo smaltimento avvenga presso altri impianti, alla precedente sommatoria sono stati aggiunti i pesi complessivi comunicati dai gestori di tali impianti.

Risultati
L’analisi dell’incidenza relativa dei fattori impiegati per il calcolo dell’impronta ecologica sintetica ha consentito di evidenziare come la ponderazione dei fattori stessi sia risultata abbastanza equilibrata (tabella 2). Si osserva sostanzialmente una ripartizione abbastanza omogenea tra i diversi fattori, ad eccezione dell’acqua, per la quale si osserva un peso pari circa al 50% degli altri fattori.

Nonostante nella metodologia proposta vengano utilizzati solo quattro fattori, essi sono rappresentativi dei principali impatti dell’uomo sull’ambiente, che possiamo riassumere nelle seguenti categorie:
– uso di risorse naturali (gas, acqua, urbanizzazione, Rsu),
– produzione di rifiuti/emissioni (Rsu, gas),
– cambiamenti nell’uso del suolo (urbanizzazione).
In termini assoluti i valori dell’impronta ecologica calcolati con il metodo presentato si attestano attorno al 10% del valore dell’impronta ecologica media della provincia di Bologna, calcolata con il metodo analitico (fonte: Provincia di Bologna).
Nella tabella 3 sono mostrati i valori di impronta ecologica sintetica per i tredici comuni nei quali è stato possibile utilizzare anche il dato relativo alla produzione di Rsu. È possibile osservare come tali dati oscillino tra un minimo di 0,37 (Galliera) a un massimo di 0,97 (Bentivoglio).

Nell’attuale configurazione di questo indicatore è stata attribuito un peso importante al fattore urbanizzazione (consumo di suolo), in quanto questo tipo di impatto incide notevolmente su una risorsa non rinnovabile, quale è il suolo. Si deve osservare tuttavia come i valori più elevati rispetto al fattore urbanizzazione (pro capite) siano determinati da due strutture (Interporto e Centergross), il cui indotto supera ampiamente i limiti territoriali comunali. In futuro sarà quindi necessario apportare delle correzioni nel calcolo, in funzione della scala di applicazione (comunale, provinciale, regionale). Il confronto tra i valori di impronta ecologica sintetica, con i valori dell’impronta ecologica calcolata con il metodo standard (provincia di Bologna) mostra una soddisfacente correlazione , che può essere migliorata escludendo valori “anomali”, come il comune di Bentivoglio. Escludendo tale dato il valore di r2 della regressione lineare risulta statisticamente significativo.
Articolo di Ivan Tani e Ciro Gardi


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