Il pallone, la chimica dei materiali e i Maya

Che gli antichi Maya sapessero fabbricare la gomma a partire dal lattice vegetale è cosa risaputa. Ma che giocassero a pallone proprio grazie alle loro avanzate nozioni di chimica dei materiali, è una recente scoperta di alcuni ricercatori del MIT di Boston.

Gli studiosi americani hanno riprodotto in laboratorio il procedimento utilizzato dai Maya più di 3.000 anni fa, scoprendo che alla base c’erano lattice estratto dagli alberi della gomma e succo dei viticci della pianta di ipomea, un rampicante.

Miscelando in parti uguali questi due ingredienti si otteneva una gomma gonfiabile, impiegata per riprodurre palle da usare per i loro giochi rituali (una via di mezzo tra basket e calcio).
Il gioco aveva una funzione sacra: il moto della palla nel campo di gioco riproduceva il moto del Sole e della Luna.

A conferma di queste abitudini, nello Yucatan recenti lavori di edilizia hanno portato alla luce il più antico campo di calcio maya che risale a 25 secoli fa, cinque secoli prima di Cristo.
Lungo 25 metri e largo 4,5 è il primo che si trova nella regione nord-ovest dello Yucatan.

Ma le conoscenze dei Maya in chimica dei materiali non si fermano certo ai palloni! Erano per esempio in grado di produrre una gomma più dura adatta ai sandali descritti nei diari dei conquistadores, ma mai trovati. Infine, dal lattice puro ottenevamo un adesivo, usato per fissare al manico le lame dei pugnali.

Fonte Federchimica

 


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