Il Massimo Ribasso fa male anche ai professionisti dell’edilizia

No alla logica del massimo ribasso in edilizia, sì alle intese con le istituzioni, locali e nazionali, per restituire al coordinatore della sicurezza il ruolo che gli spetta. È questo il senso della Seconda Giornata Nazionale per la Sicurezza nei cantieri, la manifestazione organizzata da Federarchitetti, sindacato dei liberi professioni della progettazione, e celebrata oggi presso la Casa dell’Architettura.

Al centro della Giornata, il problema della sicurezza visto dalla particolare angolazione del professionista.
Messo in difficoltà dalla crisi, costretto ad accettare onorari di gran lunga al di sotto delle tariffe professionali, il coordinatore della sicurezza in cantiere, a fronte delle numerose responsabilità sancite per legge, è indotto a ridimensionare non soltanto l’onorario, ma soprattutto le attività che gli competono e le eventuali segnalazioni di inadempienze da parte dell’impresa esecutrice dei lavori o dal committente, perché le imprese vogliono guadagnare il massimo, e i committenti vogliono spendere il minimo (sulla figura del Coordinatore della sicurezza, leggi l’articolo di denuncia dell’ing. Sandri dal titolo Il Valore aggiunto del coordinatore per la sicurezza nei cantieri mobili, pubblicata sul n. 13/2011 della e-zine di Ingegneri.cc).

In questo senso, sottolinea Giancarlo Maussier, presidente di Federarchitetti Roma, “il coordinatore della sicurezza, oggi, è un vaso di coccio, stretto da un lato dalle richieste delle imprese, dall’altro dagli obblighi di legge, sacrosanti ma difficili da conciliare con la crisi economica e la logica del costo stracciato”. Eppure, se oggi gli infortuni in cantiere sono in calo, “lo si deve al lavoro, spesso solitario e mal pagato, dei professionisti”.

Per raccontare le vicissitudini giudiziarie e umane di un coordinatore della sicurezza dopo la visita in cantiere di un ispettore del lavoro e le successive contestazioni legali, è stato presentato Non ne valeva la pena, una breve fiction, che vuole essere una rappresentazione emblematica dei problemi della categoria, e che ha dato lo spunto per il dibattito, moderato dal presidente Maussier, tra rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni professionali e degli organismi di vigilanza.

I professionisti non sanno “fare gruppo”
È stato stigmatizzato, per i professionisti, l’incapacità di essere “categoria”, pur avendone i numeri e le caratteristiche. Soltanto così sarà possibile riconoscere al coordinatore della sicurezza il ruolo di protagonista che gli spetta in edilizia.

Contro la logica del massimo ribasso, sono possibili due strade.
Una consiste nella la terzietà del coordinatore della sicurezza, finora scelto direttamente dal committente, che, invece, potrebbe essere designato dalla Direzione Provinciale del Lavoro, sulla base di uno specifico albo dei coordinatori, previo sorteggio e rotazione degli incarichi. L’altra soluzione è quella di assimilare la parcella ai costi della sicurezza che, per legge, non possono essere soggetti a ribasso. Una via, questa, già scelta da alcuni Comuni. In tal senso, Federarchitetti ribadisce la sua disponibilità a collaborare con le istituzioni a livello locale.


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