Il Durc ha valenza nazionale

Secondo i giudici del Consiglio di Stato il rilascio del documento è indipendente dalla sede dell’azienda. Il Consiglio di Stato con la sentenza 2401/2009 ha stabilito che il Durc, Documento unico di regolarità contributiva, accerta la posizione dell’azienda complessiva, secondo una rilevazione telematica su base nazionale.

E chiarisce che non è possibile che l’Inps, chiamata a pronunciarsi sulla regolarità contributiva unificata di una società, possa rilasciare la certificazione limitatamente alla filiale periferica in cui viene inoltrata la richiesta, soprattutto se ci si avvale della procedura telematica.
 
Gli accertamenti sulla regolarità complessiva delle imprese sono inoltre facilitati dalla legge 2/2009. Questa norma prevede infatti che le stazioni appaltanti possano acquisire d’ufficio il Durc anche attraverso strumenti informatici, rivolgendosi agli istituti o agli enti abilitati al rilascio.
Secondo i giudici di Palazzo Spada il ritardo nella produzione del Durc, non imputabile all’impresa, non può comportare la sua esclusione dalla gara.

In caso di fusione o trasferimento di un ramo di azienda, il nuovo soggetto per la qualificazione può avvalersi dei requisiti appartenenti all’impresa cedente. Inoltre l’affittuario di un ramo di azienda può quindi essere ammesso a una gara di appalto, dal momento che con la locazione si acquisiscono i requisiti necessari di capacità professionale.
Il Consiglio di Stato ha stabilito che nelle gare per l’aggiudicazione di un appalto con la pubblica amministrazione è infine possibile il ricorso all’avvalimento, anche se non previsto espressamente dal bando.
L’avvalimento deve però essere accertato da un vincolo giuridico precedente all’aggiudicazione della gara.


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