Il collaudo di opere di ingegneria civile: cosa fare e come fare

Il collaudo di opere di ingegneria civile: cosa fare e come fare

In un periodo che vede un abbassamento della tensione morale da parte di molti (per fortuna non tutti): dai funzionari pubblici agli imprenditori, passando anche per i professionisti, è quanto mai necessario formare e consolidare un corretto abito mentale negli ingegneri e negli architetti che svolgono il ruolo di collaudatore di opere di ingegneria civile.

Con queste parole il prof. ing. Antonio Migliacci presenta l’ultima opera di Arturo Donadio e Dario Previ dal titolo Il collaudo di opere di ingegneria civile, un libro della collana “Professione in Tasca” appena pubblicata per i tipi Maggioli e che illustra procedure e metodi del collaudo contemporaneo delle opere edilizie sia in ambito pubblico che privato.

Il testo è quanto mai attuale, poiché a una particolare attenzione per gli aspetti tecnici ancora poco trattati in letteratura, come i controlli sugli elementi non strutturali in zona sismica e l’importanza delle verifiche dei progetti (quanti casi di insuccesso causati dall’uso indiscriminato e/o improprio degli strumenti informatici!), gli autori tratteggiano con chiarezza quali sono i compiti e le responsabilità del collaudatore di opere di ingegneria civile sia dal punto di vista professionale che da quello morale.

Quest’ultima affermazione potrà sembrare eccessiva, ma occorre riflettere sulle essenziali caratteristiche di moralità e di volontà di bene operare in un periodo storico dove non è purtroppo difficile assistere alle drammatiche conseguenze di mancati o insufficienti controlli sulle costruzioni.

Non potendo trattare un argomento così vasto nello spazio limitato di un post, possiamo però tratteggiare grazie all’aiuto degli autori (Arturo Donadio è ingegnere strutturista e progettista di grandi opere; Dario Previ è ingegnere civile edile, progettista ed esperto in campo tecnico-legale) le cinque attività del collaudatore in corso d’opera.

  1. La verifica delle caratteristiche e della qualità dei materiali
  2. La verifica del progetto, sia per quanto riguarda la correttezza che la completezza
  3. La verifica della necessità, opportunità e correttezza di ogni variante proposta sia che questa provenga dall’impresa che dall’ente appaltante
  4. La verifica del rispetto delle disposizioni contrattuali sia da parte dell’impresa che dall’ente appaltante
  5. La verifica della corretta e tempestiva predisposizione dei SAL nonché della tempestiva corresponsione del compenso all’impresa

Le 3 qualità che il collaudatore deve possedere

Queste cinque attività, sottolineano gli autori del libro sul collaudo e sul collaudatore delle opere di ingegneria civile, presuppongono nella figura del collaudatore tre qualità:

Anzitutto il Carisma, qualità che si acquisisce con il tempo e con l’avanzare della professione e che possiamo considerare un insieme di personalità, preparazione e serietà. Si tratta di un aspetto della persona che viene rapidamente percepita dai diversi soggetti che hanno rapporti con il collaudatore a seguito dell’incarico affidatogli, dei quali ottiene prima di tutto il rispetto.

Una qualità che dovrebbe essere già nota ai soggetti coinvolti nel collaudo delle opere di ingegneria è la Competenza professionale e che rappresenta (o dovrebbe rappresentare) la discriminante sulla quale si basa la scelta del collaudatore.

Terza, ma non ultima, l’Onestà. Nulla vi dovrebbe essere da dire su questo punto, se non fosse che in taluni casi si avverte una sorta di acquiescenza del collaudatore alle esigenze dell’ente appaltante.

Il collaudo delle opere di ingegneria civile

Il collaudo delle opere di ingegneria civile


Arturo Donadio - Dario Previ , 2016, Maggioli Editore

In questo testo, che non è stato volutamente impo- stato per essere un “manuale”, dopo una digressione introduttiva su come erano concepiti i collaudi delle strutture nel secolo scorso, gli autori hanno voluto fornire una informazione il...


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