Gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali. Controlli necessari per il via libera ai lavori

Con il d.lgs. 35/2011, pubblicato sulla G.U. dell’8 aprile, è stata data attuazione alla direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture. Il dispositivo di legge ha l’obiettivo di istituire e attuare procedure di valutazione di impatto sulla sicurezza stradale, di gestione della sicurezza stradale e delle ispezioni di sicurezza.
Il provvedimento si applica, per ora, alle strade che fanno parte della rete trans europea, siano esse in fase di pianificazione, di progettazione, in costruzione o già aperte al traffico. Solo a partire dal 1° gennaio 2016 i contenuti del decreto si applicheranno anche alle strade appartenenti alla rete di interesse nazionale. Il d.lgs. 35/2011 non si applica, invece, alle gallerie, per le quali si deve fare riferimento al decreto legislativo 5 ottobre 2006, n. 264.

Con questo decreto, che entrerà in vigore il prossimo 23 aprile, si stabilisce che, per tutti i progetti di infrastruttura, deve essere effettuata una Valutazione di Impatto sulla Sicurezza Stradale (VISS), in fase di pianificazione o di programmazione e comunque prima dell’approvazione del progetto preliminare. Le modalità, i contenuti e i documenti che costituiscono il VISS saranno individuati con un decreto specifico del Ministero delle infrastrutture, che sarà emanato entro il 19 dicembre 2011. Fino all’adozione di tale decreto, la VISS potrà essere redatta seguendo i criteri generali indicati nell’allegato 1 del d.lgs. 35/2011

I controlli della sicurezza stradale
Sulla base dell’allegato 2 del decreto 35/2011 devono essere eseguiti i controlli della sicurezza stradale che riguardano tutti i livelli di progettazione dei progetti di infrastruttura, compresi i progetti di adeguamento che comportano delle modifiche del tracciato.
I risultati di questi controlli costituiscono parte integrante della documentazione per tutti i livelli di progettazione, e rappresentano una parte fondamentale ai fini dell’approvazione dei progetti da parte degli organi preposti e della successiva realizzazione dell’opera, fino all’emissione del certificato di collaudo.
La relazione di controllo, predisposta dal controllore, definirà per ciascun livello di progettazione gli aspetti che possono rivelarsi critici ai fini della sicurezza stradale e le relative raccomandazioni.

Le ispezioni per la sicurezza
Entro tre anni dall’entrata in vigore del decreto e poi con cadenza triennale, il Ministero dei trasporti deve effettuare la classificazione dei tratti a elevata concentrazione di incidenti. Sulla base di tale classificazione verranno effettuate delle visite in loco mediante personale esperto inserito in apposito elenco.

Formazione dei controllori: ok per ingegneri civili e ambientali
I corsi di formazione iniziale per i controllori e gli ispettori saranno svolti dal Ministero delle infrastrutture e da università ,ordini professionali, organismi ed enti di ricerca accreditati.
Ai corsi avranno accesso i soggetti in possesso di laurea magistrale in ingegneria o di laurea specialistica in ingegneria o di diploma di laurea in ingegneria.
Questi soggetti dovranno essere iscritti da almeno cinque anni all’albo degli ingegneri nel settore dell’ingegneria civile e ambientale.

Decreto legislativo 15 marzo 2011, n. 35, Attuazione della direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture


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