Gel fotovoltaico:

La tecnologia basata su celle nano-cristalline é brevettata da quindici anni ma necessita ancora di perfezionamenti e miglioramenti perché possa essere introdotta nel mercato. È questo il messaggio diffuso dal Gifi (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane) per rassicurare la filiera industriale del fotovoltaico a seguito della recente campagna pubblicitaria sul gel fotovoltaico.

La tecnologia, che si basa sull’integrazione di celle a film sottile nano-cristalline e gel solare, già conosciute da almeno 15 anni al prestigioso Fraunhofer Institute, é sicuramente interessante e da tenere d’occhio“, afferma il Vice-Presidente del Gifi, Giancarlo Gechelin. “Tuttavia” – continua Gechelin – “i dati sperimentali di laboratorio devono essere ulteriormente testati e verificati, ma soprattutto, perché questa tecnologia possa usufruire dell’incentivazione del Conto Energia, deve prima di tutto poter ricevere le certificazioni da enti accreditati oltre che rispettare le norme di sicurezza e qualità stabilite dal Cei. Dubito che ciò possa verificarsi nel giro di pochi mesi, anche perchè nessun dato tecnico specifico al momento é stato reso noto dall’azienda promotrice e questo mi induce alcune perplessità“.

Dunque una tecnologia sicuramente interessante ma su cui occorre ancora altro tempo per risolvere alcune questioni. Nel corso dell’ottava edizione dell’Italian Energy Summit, proprio Gechelin ha partecipato alla presentazione del gel fotovoltaico e ribadisce: “Esistono inoltre tutta una serie di interrogativi ai quali non ho avuto risposta ponendo i quesiti ai diretti interessati. Quale é la durata del prodotto e le relative garanzie? Cosa succede ai doppi vetri se il prodotto deperisce? Dopo l’applicazione del gel e quindi la trasformazione d’uso, un infisso continuerà a svolgere la sua naturale funzione senza limitazioni?

Infine, anche il presidente del Gifi, Gert Gremes, chiarisce altri aspetti sul gel fotovoltaico per una corretta informazione.
Prima di tutto, l’orientamento e l’inclinazione delle finestre rispetto ai raggi del sole. A oggi, in Italia, molte delle finestre delle abitazioni, ma anche di edifici industriali, sono orientati a nord e soprattutto non hanno una inclinazione perpendicolare ai raggi del sole, senza considerare il fatto che la maggior parte delle finestre degli italiani hanno strutture per la protezione dai raggi solari (tende, persiane, ecc.). Inoltre, il gel fotovoltaico diminuisce del 20% la trasmittanza della finestra, ragion per cui, le stanze che si trovano all’interno delle finestre fotovoltaiche sono più buie e, oltre ad aver bisogno di utilizzare maggiori quantitativi di energia elettrica per mantenere livelli di illuminazione adeguati, si contravviene ai dati di progetto iniziali dell’abitazione, riducendo gli standard minimi per l’abitabilità.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, invece si evince dai pochissimi dati disponibili di questa tecnologia che il costo industriale di un 1 kWp di gel fotovoltaico si aggira oggi sui 2.000 euro. In questa cifra non sono presi in considerazione i costi di installazione, degli inverter, della connessione alla rete, degli eventuali schermature/isolamenti agli infissi e l’applicazione di anodi alle finestre per il trasporto dell’energia elettrica prodotta.
In laboratorio, in condizioni ottimali, sono stati ottenuti 100 W per ogni metro quadro di vetro con gel fotovoltaico applicato, il che significa la necessità di disporre di almeno 30 metri quadri di vetrate (in condizioni ottimali di esposizione ed inclinazione – 30 x 100 W = 3kW) per poter disporre di una potenza installata paragonabile ad una utenza domestica.
Il Gifi conclude invitando alla prudenza e a valutare bene la fattibilità economica e il ritorno dell’eventuale investimento.

Dunque, una tecnologia sicuramente interessante e che, con i dovuti sviluppi e ricerche, avrà un ruolo di primaria importanza nelle generazioni future del fotovoltaico. Al momento non c’è però nessuna rivoluzione industriale in atto nel settore fotovoltaico. Le tecnologie al silicio, mono e poli cristallino, amorfo e film sottile probabilmente saranno ancora per alcuni anni gli attori principali del mercato.


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