Fuori le Università dai Bandi di Progettazione

Le Università non possono costituire società aventi scopo di lucro e, quindi, non possono partecipare ai bandi di progettazione. A stabilirlo è una recente sentenza del Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada hanno infatti evidenziato come la partecipazione a gare di progettazione vada in senso contrario agli scopi dell’Università che sono quelli della ricerca e dell’insegnamento.

L’azione delle Università nella erogazione di beni e servizi è limitata al perseguimento delle finalità istituzionali”, continua la sentenza, “qualunque sia il modello organizzativo posto in essere (partecipazione diretta o costituzione di società aventi scopo di lucro)”.

Comprensibile la soddisfazione degli Ordini degli Ingegneri per l’esito del ricorso portato avanti dall’Ordine di Venezia, contro la decisione da parte dell’ Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) di costituire la srl IUAV Studi e Progetti (Isp srl) che, in base alla decisione del Consiglio di Stato, opera illegittimamente sul mercato se concorre a gare d’appalto di progettazione e di esecuzione di opere pubbliche.

I giudici d’appello hanno infatti ribadito il principio espresso dall’articolo 27 della legge 244/2007, secondo il quale un ente pubblico non può esercitare un’attività di impresa laddove non espressamente consentito dalla legge, vietando anche la costituzione di società di capitali “in mano pubblica”, salvo per il perseguimento di fini istituzionali.

Più precisamente, per enti pubblici si intendono (art. 1, comma 2 del d.lgs. 165/2001) “tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale”.

Commentando la sentenza, Ivan Antonio Ceola, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Venezia, ha dichiarato che: “Questa sentenza del Consiglio di Stato può essere analogamente riferita a tutti i casi consimili di intervento di un ente pubblico, qualora concorra in gare di appalto di progettazione e di esecuzione di opere pubbliche”.

Leggi la sentenza del Consiglio di Stato


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