Francesco Meduri, Service Area Manager GE: “Per l’Eolico non solo Business, anche Sicurezza”

A giugno 2011, in Sardegna, il parco eolico di Sa Turrina Manna (Sassari) è stato teatro di una spettacolare simulazione pratica di recupero, da una altezza di 80 m, di un operatore ferito durante una normale attività in navicella, attraverso l’ausilio dell’elisoccorso. Protagonisti dell’esercitazione il Nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) del Corpo dei Vigili del Fuoco e il 118 di Sassari, Enel Green Power (proprietario del Parco eolico) e GE Energy. Per capire meglio cosa è avvenuto a Sa Turrina Manna e per conoscere da vicino le attività nel settore eolico della General Electric nel nostro Paese, abbiamo incontrato Francesco Meduri, Service Area Manager Wind di GE in Italia.

Ingegneri. Prima di iniziare a parlare dell’esercitazione, faccia un identikit di GE Energy nel nostro Paese. Di cosa parliamo?
Francesco Meduri. Quando parliamo di GE Energy intendiamo uno dei principali fornitori al mondo di tecnologie per la generazione e la distribuzione di elettricità. Circa un terzo dei dipendenti di GE lavora nell’ambito dell’energia. Nello specifico del settore eolico, il Wind Field Service Operation , per il quale lavoro come Service Area Manager Wind, opera in varie zone. Quella che comprende l’Italia è quella del Sud Europa e annovera anche Francia, Portogallo e Spagna.

Ingegneri. Parliamo di sicurezza. A proposito delle attività teoriche e pratiche sulla sicurezza, che si sono svolte presso il parco eolico Sa Turrina Manna, può dirci da chi e come è nata l’iniziativa e quale è stato il grado di coinvolgimento di GE nell’iniziativa?
FM. Quando GE iniziò, nell’ambito delle sue molteplici attività, a muoversi nel settore Eolico, ci si accorse fin da subito che le tematiche legate alla sicurezza sul lavoro nel ramo eolico erano state affrontate solo superficialmente. Se poi considera che Ambiente, Salute e Sicurezza sul lavoro (EHS – Environment, Health, Safety) sono tre concetti cardine della politica industriale di GE, e protagonisti di ingenti investimenti, comprenderà che occorreva da parte nostra dare un segnale forte.
L’idea di iniziare dunque un percorso virtuoso per rafforzare la consapevolezza dell’importanza della sicurezza nel settore Wind è nata quasi naturalmente dal nostro Team Service. La prima iniziativa si è svolta nel 2008 a Firenze; organizzammo un seminario sulla sicurezza, focalizzandoci sull’analisi della normativa e dei DPI legati al settore eolico. Successivamente, forti dell’interesse suscitato da questa esperienza, abbiamo preso contatti con i comandi dei Vigili del fuoco delle Province di Foggia e Sassari, da cui è poi nata la collaborazione con il nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale). Abbiamo poi svolto a partire dal 2009 dei training teorici e pratici, per addestrare circa 50 Vigili del fuoco a operare sulle turbine eoliche in caso di emergenza.

Ingegneri. E arriviamo a Sa Turrina Manna, oggi …
FM. Nel frattempo, infatti, abbiamo coinvolto gli uomini del 118 e, in collaborazione con Enel Green Power sono state promosse una serie di iniziative articolate presso il parco eolico di Sa Turrina Manna, tra Tula ed Erula, in provincia di Sassari. La giornata sulla sicurezza si è aperta con la simulazione pratica di recupero da una altezza di 80 metri di un operatore ferito, durante un normale attività in navicella, attraverso l’ausilio dell’elisoccorso, la prima di questo genere in Italia. In una seconda esercitazione, l’infortunato, assicurato a una barella, è stato portato a terra dopo una discesa in corda all’interno della torre eolica. Nel pomeriggio, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate e delle amministrazioni comunali di Erula e Tula, l’incontro è proseguito con una sessione teorica finalizzata a individuare alcuni aspetti della sicurezza legati alla gestione di un parco eolico, per studiare possibili aree di miglioramento.

Ingegneri. Parliamo di incentivi. La discussione sul Quarto Conto Energia e quella sul referendum per l’abrogazione delle norme che consentono la costruzione delle centrali nucleari in Italia hanno finora oscurato il dibattito sul settore eolico. Gli ultimi dati parlano di una diminuzione del 50% della potenza installata nei primi sei mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Com’è la situazione?
FM. Non c’è dubbio che la situazione non sia rosea. Anche prima del referendum, quando si discutevano i particolari del nuovo Conto Energia per il settore solare fotovoltaico, le banche avevano congelato tutti gli investimenti nei nuovi progetti. In queste situazioni, dovendo gestire una variabile non controllabile come il vento, e quindi una remunerazione del kWh prodotto non costante, la mancanza di programmazione diventa un fattore critico determinante. È opportuno che il futuro Piano energetico nazionale, che dovrà considerare le politiche di incentivazione anche delle altre fonti di energia rinnovabile, proponga sussidi seppur ridotti ma almeno costanti e certi. Senza certezza, il nostro settore non può svilupparsi. Esiste poi un’ altra questione che esula da quello degli incentivi …

Ingegneri. Quale sarebbe?
FM. L’eolico va sfruttato meglio. In Italia la rete di distribuzione non riesce ad assorbire la potenza generata nei momenti di picco con la conseguenza che molta dell’energia prodotta non viene poi utilizzata e si spreca. L’infrastruttura è obsoleta e ha necessità di crescere e di potenziarsi. A onor del vero, occorre dire che da qualche tempo Terna sta investendo ingenti quantità di risorse soprattutto nei nodi di distribuzione, che rappresentano oggi il collo di bottiglia dell’intero sistema energetico nazionale.

Ingegneri. “Il Paesaggio sotto attacco: la questione eolica” (titolo di un convegno tenutosi a Palermo a marzo di due anni fa), addirittura sul web c’è un sito dal nome abbastanza chiaro, “viadalvento”, che ha elaborato un “manuale di difesa dall’eolico”, una piattaforma europea “contro l’eolico” … insomma pare che l’eolico sia, insieme all’idroelettrico, la fonte rinnovabile “meno amata dagli italiani”. Ci piacerebbe avere qualche sua considerazione in proposito.
FM. Non ritengo che l’eolico sia così “temuto” e avversato dalla pubblica opinione. Nella mia esperienza ho potuto vedere in Sardegna parchi eolici perfettamente integrati nel paesaggio, addirittura con greggi di pecore che si riposano all’ombra delle torri e coltivazioni che si estendono fino alla base dei piloni, senza sottrarre terreno all’agricoltura!
 Al di là di considerazioni personali, le posso citare uno studio recente di giugno dell’anno scorso condotto dall’Ispo del professor Renato Mannheimer, secondo il quale l’80% degli italiani è favorevole all’eolico e che il 75% di questi lo ritiene un volano per l’innovazione. E ancora le posso citare i referendum locali, che si sono tenuti a Ragusa e in due comuni toscani (Monteverdi e Montescudaio, entrambi in Provincia di Pisa) circa la possibilità di installare all’interno del territorio comunale dei parchi eolici, referendum passati con un largo consenso.

A cura di Mauro Ferrarini


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