Fotovoltaico tartaruga, Nucleare come una lepre

È ancora alta la tensione tra gli operatori del settore fotovoltaico e delle rinnovabili in generale (leggi anche Fotovoltaico ed Eolico sottotiro), che dal Ministero dello sviluppo economico viene diffusa una dichiarazione del Ministro Romani: “Meno burocrazia, più rapido il ritorno del nucleare in Italia”.

E proprio su proposta del responsabile del dicastero dello sviluppo economico, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di modifica del decreto legislativo del 15 febbraio 2010 relativo all’energia nucleare.

Le novità del decreto
– adeguamento della normativa alla sentenza della Corte Costituzionale circa il parere obbligatorio, ma non vincolante, della Regione nel cui territorio ricadrà l’impianto, in merito all’autorizzazione unica alla costruzione e all’esercizio della centrale.
– semplificazione delle procedure di valutazione e di autorizzazione dei nuovi impianti, nel rispetto della normativa ambientale, riducendo i tempi di costruzione e di individuazione dei siti.
– l’autorizzazione ambientale integrata avrà una validità di 15 anni contro i 5 ordinariamente previsti per altri tipi di impianti;
– altre misure di semplificazione delle procedure e di chiarificazione dei soggetti destinatari dei benefici economici; in particolare si prevede che i benefici connessi all’inizio dei lavori e all’esercizio dell’impianto siano concessi ai cittadini degli enti locali in cui è ubicato l’impianto e a quelli degli enti limitrofi in un raggio di 25 km dall’impianto.

Ora che è stato approvato lo schema, quest’ultimo sarà trasmesso al Consiglio di Stato, alla Conferenza unificata ed alle Commissioni parlamentari per il relativo parere.

E intanto il fotovoltaico
Con l’ultima bozza del decreto legislativo sulle energie rinnovabili si prepara la “fine del fotovoltaico”. Con queste parole molto forti, affidate a una nota, il presidente di Assosolare, Gianni Chianetta, lancia un grido di allarme condiviso da tutti gli operatori del settore solare e fotovoltaico

Siamo molto sorpresi”, prosegue nella nota Chianetta, “da questo approccio che non ha tenuto minimamente conto delle opinioni dell’industria del solare, dei pareri di Camera e Senato, vanificando il tanto impegnativo lavoro di concertazione. Ci auguriamo che il Governo abbia modo di rivedere la sua posizione, anche per non compromettere uno dei pochi settori in controtendenza nell’attuale congiuntura economica negativa, e le migliaia di posti di lavoro”.

Staremo a vedere che succede.


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