Fotovoltaico galleggiante: energia dall’acqua

Per il sistema economico italiano quella dello sviluppo delle risorse energetiche alternative è una sfida decisiva, una sfida che non può essere rinviata per non perdere ulteriore terreno rispetto ad altri paesi europei, come la Germania, che in questi anni sono stati capaci di coniugare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale. E’ forte anche l’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo produttivo sul futuro dell’energia rinnovabile, che lascia intravedere prospettive interessanti di sviluppo.

Nell’ambito delle nuove tecnologie a servizio delle fonti energetiche rinnovabili il fotovoltaico e senz’altro tra quelle che hanno avuto fin ad oggi, e avranno in futuro, il maggior potenziale di sviluppo: con gli incentivi in Conto energia è stata superata la soglia dei 100.000 impianti fotovoltaici entrati in esercizio in Italia (leggi anche Disponibile gratuitamente nuovo simulatore fotovoltaico in Conto Energia 2011). I dati provengono dal GSE (Gestore Servizi Energetici) e riportano la possibilità di giungere a superare i 2.500 MW di capacità fotovoltaica entro la fine del 2010.

La regione italiana con il maggior numero di impianti entrati in esercizio è attualmente la Lombardia con 15mila, seguita dal Veneto con 11.000 ed Emilia Romagna con 9.000. La grande diffusione degli impianti fotovoltaici nel nostro Paese è, in linea di massima, cosa buona e giusta al fine di produrre energia pulita, abbattere le emissioni di agenti inquinanti, e dipendere sempre meno dal petrolio e dal carbone. Ma se questo vale di certo per gli impianti integrati sui tetti, per quelli installati a terra bisogna comunque fare molta attenzione sia al consumo di suolo, sia alle aree che si vanno ad occupare. Negli ultimi tempi infatti i prezzi dei terreni agricoli stanno lievitando: i proprietari sono maggiormente disposti a cederli alle società attive nelle rinnovabili, strappando un prezzo simile a quello che otterrebbero se si trattasse di aree edificabili, piuttosto che cederli agli agricoltori. Per evitare che in futuro l’installazione del fotovoltaico provochi una irrimediabile distorsione del mercato immobiliare dei terreni agricoli, si stanno sempre più frequentemente proponendo, e in alcuni casi realizzando, progetti di fotovoltaico “offshore” o “galleggiante”, sull’esempio dei maggiormente noti e diffusi campi eolici offshore.

Alcuni esempi significativi:

Loto Progetto Energia
L’associazione ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni), che si occupa di organizzare le bonifiche, ha ideato il progetto Loto, il quale permette l’installazione di pannelli fotovoltaici sulla superficie di specchi d’acqua come piccoli laghetti artificiali, stagni e laghi di montagna. DAIET, idee per tecnologia sostenibile, e il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale hanno proposto un nuovo sistema per l’integrazione ambientale dei pannelli fotovoltaici, nell’ambito degli specchi d’acqua interni richiamando l’idea delle piante acquatiche, fiori di loto, lattuga d’acqua, ninfee, che si sviluppano naturalmente negli acquiferi superficiali. L’idea di base è inserire il fotovoltaico in un ambiente artificiale, già antropizzato, senza sottrarre spazio all’attività agricola e disponendo di un sistema facile da montare.

Il progetto in questione è relativo ad un impianto galleggiante a moduli di circa 20 – 25 m di diametro ciascuno, per una produzione di picco stimata di 20 KW/modulo. La struttura è organizzata per accogliere qualsiasi tipo di pannello fotovoltaico oggi in commercio ed è progettata con elementi galleggianti modulari, testati già da anni in ambiente marino, per la realizzazione di pontili mobili.

L’impianto pilota, realizzato in collaborazione con la società DAIET presso la centrale di pompaggio ad uso irriguo “Santerno-Senio 2 “ in  località Solarolo (Ravenna), è il primo impianto di questo tipo realizzato in Europa. L’impianto, entrato in funzione il 2 dicembre 2009, è collocato all’interno del lago prospiciente la centrale, utilizzato come bacino di accumulo dell’acqua proveniente dal Canale Emiliano Romagnolo ed è progettato per una produzione di picco di 20 KW (unico modulo) con scambio diretto di energia con l’adiacente cabina elettrica di trasformazione realizzata per il funzionamento dell’impianto irriguo. Le dimensioni della “foglia fotovoltaica“ sono di circa 20 – 25 m. Essa contiene 112 pannelli fotovoltaici del tipo policristallino delle dimensioni di 80 x 150.

Progetto Flotovoltaics
Il progetto denominato, con un piccolo gioco di parole, Flotovoltaics (realizzato dalla Thompson Technology Industries) è collocato presso l’azienda vitivinicola californiana FAR NIENTE. A dispetto del proprio nome, l’azienda da qualche anno ha deciso di compiere un importante passo in avanti verso un ammodernamento impiantistico e di immagine con l’intento principale di raggiungere l’autosufficienza energetica e ottenere nel contempo importanti risparmi sui costi di gestione. Tutto questo avviene grazie a mille pannelli fotovoltaici galleggianti posizionati nel proprio stagno (dal quale attinge l’acqua per l’irrigazione), in modo da non sottrarre terreno alla coltivazione dei vigneti.

È invece molto più recente l’installazione a Suvereto (Livorno) di un impianto fotovoltaico galleggiante, che a breve entrerà in funzione, assicurando energia elettrica a sufficienza per alimentare la Cantina Petra della Holding Terra Moretti, proprietaria del terreno e dell’impianto.

Un impianto fotovoltaico che si contraddistingue per due vantaggi:
– un limitato impatto ambientale, essendo l’impianto ubicato in una posizione poco visibile e senza che vengano compromesse le funzionalità di questo specchio d’acqua, che irriga la tenuta raccogliendo acque piovane;
– una resa superiore del 30% rispetto alla media degli impianti fotovoltaici, grazie al fatto che i pannelli ruotano, assumendo la posizione migliore durante il giorno.

I pannelli fotovoltaici di questo impianto a regime produrranno 200 kilowatt, assicurando un risparmio di 70.000 euro sui costi di gestione della tenuta. L’impianto fotovoltaico di Petra è stato realizzato da Sartori BlueHitech di Padova e Moretti Real Estate.

Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini


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