Fotovoltaico e sostenibilità. Il decalogo del GIFI

Dieci punti per dimostrare che la diffusione sostenibile del fotovoltaico in Italia è possibile. Il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane (GIFI) ha predisposto delle sintetiche linee guida che partono dalla constatazione di come un corretto sviluppo sociale ed economico sia possibile solo se l’energia sia disponibile a prezzi adeguati e abbia un impatto sostenibile. E in questi giorni, mentre assistiamo agli orrendi massacri in Libia che si “confondono” con le preoccupazioni italiane per l’approvvigionamento energetico, le riflessioni del GIFI paiono drammaticamente vere.

Le premesse
La Road Map predisposta dal GIFI per la diffusione sostenibile del fotovoltaico parte da alcune premesse che possono essere così riassunte:
– la risorsa solare è ben distribuita sul Pianeta, abbondante, gratuita e inesauribile;
– l’impatto ambientale è minimo per quanto riguarda le emissioni di gas serra, mentre il territorio può essere salvaguardato se gli impianti vengono installati su facciate e coperture di edifici;
– la tecnologia fotovoltaica, grazie al potenziale di innovazione tipico dei componenti di natura elettronica, garantisce elevati margini di riduzione dei costi e di conseguente competitività nel medio termine con le altre fonti;
– la produzione è concentrata nelle ore diurne più soleggiate e quindi in fase con le punte di consumo;
– la modularità del solare fotovoltaico (gli impianti possono essere dimensionati a piacimento abbinando i singoli moduli FV sino a raggiungere la dimensione richiesta) si coniuga perfettamente con i principi della generazione distribuita, consentendo così di produrre energia là dove la si consuma, riducendo costi di trasporto e trasformazione;
– può garantire la diffusione ulteriore dell’energia elettrica nei Paesi in via di sviluppo (attualmente 1,4 miliardi di esseri umani non dispongono di elettricità) grazie alle caratteristiche della tecnologia (applicazioni stand alone) e alla disponibilità della risorsa solare in tali Paesi.

Il decalogo GIFI
In base a queste premesse il Gruppo delle imprese fotovoltaiche italiane ha elaborate queste linee guida (il decalogo del titolo) per sostenere la diffusione della tecnologia in Italia nel medio e lungo periodo (leggi anche Conto Energia 2011 e Linee guida per l’autorizzazione impianti FER. Disponibili le schede riassuntive).

1. il solare fotovoltaico ha bisogno di adeguati meccanismi incentivanti per poter raggiungere la piena competitività con le altre fonti energetiche rinnovabili e non. Lo stato di piena competitività sarà raggiunto secondo le stime attuali in un arco di tempo compreso fra i 5 e i 10 anni e differenziato per taglia d’impianto e tipologia di applicazione (leggi anche Cogenerazione e incentivi. Se il mercato è libero, lo sia per tutti e anche Incentivi per le rinnovabili “meccanismo succhia-soldi”? );

2. i meccanismi basati sulla remunerazione dell’energia prodotta (anche detti “feed in tariff” o “in conto energia”) si sono dimostrati i più adeguati in quanto sono proporzionati all’effettiva produzione dell’impianto e pertanto favoriscono lo sviluppo di tecnologie al miglior rapporto prestazioni/costi.
L’incentivo deve essere tale da garantire una remunerazione del capitale investito adeguata e comparabile con i ritorni di investimenti analoghi in campo energetico. Le risorse necessarie all’incentivazione devono restare a carico della bolletta elettrica e non della fiscalità generale. Qualsiasi limite sulla potenza installabile (annuale o cumulata) vanificherebbe gli sforzi e gli investimenti sinora sostenuti impedendo lo sviluppo dell’industria nazionale ed il raggiungimento della piena competitività e degli obiettivi nazionali sulle fonti rinnovabili al 2020;

3. ai meccanismi incentivanti devono essere abbinate politiche nazionali e locali di semplificazione di tutte le pratiche amministrative connesse alla autorizzazione, realizzazione, connessione alla rete, esercizio e dismissione a fine vita degli impianti;

4. al solare fotovoltaico dovrà anche in futuro essere concessa la priorità di dispacciamento sulla rete elettrica;

5. le realizzazioni finalizzate all’autoconsumo dell’energia prodotta e poste sulle coperture e sulle facciate degli edifici rappresentano le applicazioni ideali del solare fotovoltaico (generazione distribuita) che pertanto vanno maggiormente sostenute. Nondimeno sono da ritenersi accettabili impianti di generazione posti sul terreno, purché realizzati a valle di un attento studio di inserimento dell’impianto nel paesaggio esistente, privilegiando le aree a vocazione industriale e commerciale e i territori già compromessi da altre attività umane;

6. nell’ambito delle realizzazioni su edifici, le realizzazioni nelle quali il componente fotovoltaico è integrato in un elemento costruttivo dell’edificio (BIPV) dovranno essere privilegiati e maggiormente incentivati attraverso i meccanismi incentivanti e le semplificazioni amministrative;

7. alcun vincolo, limitazione o carattere di preferenza deve essere posto a componenti fotovoltaici e alla forza lavoro sulla base del Paese di produzione o di origine, se non quelli legati a criteri di sicurezza per le imprese installatrici, gli utilizzatori degli impianti e i cittadini in genere nonché di qualità;

8. l’industria nazionale lungo tutta la catena del valore deve essere adeguatamente supportata, nel rispetto delle regole internazionali della concorrenza, per far sì che stabilmente almeno il 50% degli incentivi erogati si distribuiscano in proventi ad aziende operanti sul territorio nazionale;

9. il solare fotovoltaico può e deve garantire entro il 2020 una quota di soddisfacimento dei fabbisogni elettrici italiani per una percentuale compresa fra il 5% e il 10% dei consumi annui;

10. la generazione di energia elettrica da fonte fotovoltaica deve essere abbinata sempre ad azioni di recupero di efficienza negli usi finali dell’energia.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico