Formazione antincendio: cosa prevede l'accordo stato regioni per gli addetti?

Formazione antincendio: cosa prevede l’accordo stato regioni per gli addetti?

Formazione antincendio

Gli obblighi in capo al datore di lavoro affidati dal D.lgs. 81/08 sono tanti, tra i quali quelli in materia di formazione antincendio.

Il Datore di lavoro, come previsto dall’art. 43 comma 1 lettera b) del D.Lgs. 81/08, è tenuto a designare uno o più lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e gestione delle emergenze.

Tutti i lavoratori addetti alla squadra di emergenza antincendio devono ricevere una dedicata formazione attraverso dei corsi antincendio specifici.

I contenuti dei corsi antincendio devono essere correlati alla tipologia delle attività ed al livello di rischio incendio delle stesse (rischio basso, rischio medio o rischio elevato) e conformi al DM 10/03/98.

Le attività a rischio di incendio basso sono le attività “non classificabili a medio ed elevato rischio e dove, in generale, sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme”.

Tra le attività a rischio di incendio medio rientrano: “i luoghi di lavoro compresi nell’allegato al D.M. 16 febbraio 1982 e nelle tabelle A e B annesse al DPR n. 689 del 1959, con esclusione delle attività considerate a rischio elevato”;

Anche i cantieri temporanei e mobili ove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all’aperto sono classificate come attività a rischio basso.

Le attività a rischio di incendio elevato, infine, vengono classificate dall’allegato I del DM 10 marzo 1998.

Quali corsi seguire per la formazione antincendio?

Ogni corso si differenzia dall’altro per il livello di approfondimento degli argomenti trattati e dal numero di ore di formazione. L’attuale normativa vigente stabilisce tre tipologie di corso in funzione al livello di rischio dell’attività:

  • rischio basso;
  • rischio medio;
  • rischio alto;

Il rischio basso ha una durata di 4 ore, il corso per rischio medio 8 ore ed il corso per rischio alto 16 ore.

Gli argomenti, trattati per la formazione antincendio, riguardano i principi base della prevenzione incendi, con indicazione degli accorgimenti comportamentali in caso di incendio. Alla fase teorica di illustrazione dei presidi e protezione antincendio si accosta la fase pratica in cui si attuano le procedure in caso di incendio, le modalità di chiamata dei servizi di soccorso ed esercitazione sull’uso delle attrezzature di spegnimento e di protezione individuale.

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L’aggiornamento dei corsi di formazione per addetti

L’obiettivo dei corsi di formazione antincendio per addetti è fornire le conoscenze necessarie a ricoprire l’incarico di addetto alla squadra antincendio secondo quanto previsto dal D.M. 10/03/98. L’art. 37 del D.Lgs. 81/08 richiede anche che ogni addetto alle squadre antincendio effettui un aggiornamento antincendio periodico della formazione.

I corsi, secondo quanto disposto nell’interpello n. 10/2013 del 24 ottobre 2013 dalla Commissione Interpelli Accordo Stato Regioni, dovranno essere svolti da gli ingegneri, abilitati ai sensi della legge n. 818/1984, che possano svolgere i corsi per addetti all’emergenza e, quindi, rilasciare i relativi attestati di frequenza.

In particolare, per le aziende indicate nell’allegato X del decreto, i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, debbano conseguire l’attestato di idoneità tecnica di cui all’articolo 3 della legge 28 novembre 1996, n. 609.

Le aziende rientranti nell’allegato X del decreto sono:

  1. industrie e depositi di cui agli articoli 4 e 6 del DPR n. 175/1988, e successive modifiche ed integrazioni;
  2. fabbriche e depositi di esplosivi;
  3. centrali termoelettriche;
  4. impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;
  5. impianti e laboratori nucleari;
  6. depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 10.000 m2;
  7. attività commerciali e/o espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 5.000 m2;
  8. scali aeroportuali, stazioni ferroviarie con superficie, al chiuso, aperta al pubblico, superiore a 5000 m2 e metropolitane;
  9. alberghi con oltre 100 posti letto;
  10. ospedali, case di cura e case di ricovero per anziani;
  11. scuole di ogni ordine e grado con oltre 300 persone presenti;
  12. uffici con oltre 500 dipendenti;
  13. locali di spettacolo e trattenimento con capienza superiore a 100 posti;
  14. edifici pregevoli per arte e storia, sottoposti alla vigilanza dello Stato ai sensi del R.D. 7 novembre 1942 n. 1564, adibiti a musei, gallerie, collezioni, biblioteche, archivi, con superficie aperta a pubblico superiore a 1000 m2;
  15. cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 m;
  16. cantieri temporanei o mobili ove si impiegano esplosivi.

Ad oggi i corsi possono essere seguiti sia in modalità in aula che in modalità e-learning come previsto dal’ Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016. In materia di corsi di formazione antincendi anche l’INAIL ha provveduto ad avviare corsi al fine di promuovere la cultura della sicurezza in tutto il territorio nazionale.

L’assolvimento all’obbligo di formazione antincendio ed aggiornamento, inoltre, risponde anche a quanto regolamentato dall’articolo 18 c. 1 lett. b) del D.Lgs.81/08. Questo prevede che il datore di lavoro abbia l’obbligo di designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza”.

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