Fonti rinnovabili. La Fiper chiede un esame complessivo dei sistemi di incentivi

In vista della prossima Conferenza Stato-Regioni, convocata a Roma il prossimo 28 aprile, che vedrà sul tavolo l’esame dello schema di decreto sul Quarto Conto Energia per la rimodulazione degli incentivi al settore fotovoltaico, il presidente della Federazione italiana produttori di energie rinnovabili (Fiper), Walter Righini, ha scritto una lettera nella quale esprime “l’opportunità che i sistemi incentivanti alle fonti rinnovabili siano esaminati e determinati nel complesso dello scenario esistente attualmente in Italia”.

Nella lettera, il presidente della Fiper, che rappresenta i produttori di impianti di teleriscaldamento alimentati a biomassa vergine e di impianti di produzione di energia elettrica e calore alimentati a biogas, chiede dunque il riconoscimento dell’importanza della produzione di energia termica, nel quadro del raggiungimento degli obiettivi previsti nel Piano d’Azione Nazionale.

Incentivi equi alle fonti rinnovabili … Non solo fotovoltaico
È chiara la preoccupazione di Righini in vista della discussione sugli incentivi al fotovoltaico con il Quarto Conto Energia. La Fiper, infatti, “ritiene opportuno e corretto che ogni decisione in merito alla determinazione di qualunque incentivo alle fonti rinnovabili sia determinato nel quadro generale di reali e concrete opportunità, valutando e tenendo conto dei “costi-benefici” connessi e garantendo quindi uno sviluppo equilibrato dei vari settori, evitando eventuali fughe unitarie in avanti, difficilmente giustificabili”.

Un posizione, quella di Righini e della federazione da lui rappresentata, che si sposa ad altre voci del mondo dell’impresa levatisi in questi giorni per il timore che il clamore attorno al fotovoltaico e agli incentivi a esso destinati “soffochi” gli altri rami dell’albero delle energie rinnovabili. Al proposito basti ricordare la recente intervista al ex presidente di Italcogen, ing. Vigani (Cogenerazione e incentivi. Se il mercato è libero, lo sia per tutti), la denuncia del presidente di ANIMA, Bonomi (Per le Rinnovabili termiche investimenti inferiori al Fotovoltaico) e i malumori di Assotermica (Decreto Rinnovabili: i produttori di impianti termici reagiscono)

La lettera di Righini ricorda infine che il decreto 3 marzo 2011 prevede espressamente nei “principi generali” l’applicazione dei criteri di efficacia e di efficienza attraverso il riordino e il potenziamento degli attuali sistemi di incentivazione, stabilendo un quadro generale volto alla produzione di energia da fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica in misura adeguata al raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 3 (…) e inoltre (…) la gradualità di intervento (…) e (…) la proporzionalità degli obiettivi.


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