Fondazioni profonde: i micropali

Nella presente dissertazione si prosegue nell’analisi delle fondazioni profonde, cioè quella tipologia di fondazione che trasferisce i carichi della sovrastruttura a strati profondi di terreno.

Argomento di questa trattazione è una tipologia molto particolare di fondazioni profonde: quella dei micropali.
Con tale denominazione vengono identificati pali trivellati ottenuti attrezzando le perforazioni di piccolo diametro (d<250 mm) con tubi metallici, che possono anche essere dotati di valvole di non ritorno (a secondo delle modalità di solidarizzazione con il terreno), che sono connessi al terreno mediante:
– riempimento a gravità;
– riempimento a bassa pressione;
– iniezione ripetuta ad alta pressione.

La prima modalità di connessione con il terreno viene realizzata per micropali eseguiti in roccia o terreni coesivi molto compatti il cui modulo di deformabilità a breve termine sia superiore ai 200 MPa; per micropali eseguiti in terreni di qualunque natura, caratterizzati da un modulo di deformazione a breve termine inferiore a 200 MPa, si utilizzano il secondo ed il terzo tipo di connessione.

L’armatura metallica può essere costituita da:
– tubo senza saldature, eventualmente dotato di valvole di non ritorno;
– da un profilato metallico della serie UNI a doppio piano di simmetria;
– da una gabbia di armature costituita da ferri longitudinali correnti del tipo ad adernza migliorata, e da una staffatura esterna costituita da anelli o spirali continue in tondo ad aderenza migliorata o liscio.

I tubi di acciaio, di tipo Fe 430 – Fe 510, sono senza saldatura longitudinale e le giunzioni tra i diversi spezzoni di tubo potranno essere ottenute mediante manicotti filettati o saldati.
I profilati metallici della serie UNI di norma sono costituiti da elementi unici. Sono ammesse giunzioni saldate, realizzate con l’impiego di adeguati fazzoletti laterali, nel caso di lunghezze superiori ai valori degli standard commerciali (12–14 m).
Nel caso si usino barre longitudinali ad aderenza migliorata e spirale di tondino liscio, queste sono pre-assemblate in gabbie da calare nel foro al termine della perforazione, mentre la giunzione tra i vari elementi della gabbia è ottenuta mediante doppia legatura; tra una gabbia e la successiva (in caso di pali di profondità eccedente le lunghezze commerciali delle barre) la giunzione avviene per saldatura delle barre longitudinali corrispondenti.
Durante la perforazione è necessario adottare particolare attenzione per evitare il franamento del foro, la contaminazione delle armature, l’interruzione e/o l’inglobamento di terreno nella guaina cementizia che solidarizza l’armatura al terreno circostante. Le perforazioni dovranno quindi essere eseguite con rivestimento, ed i detriti allontanati mediante opportuni fluidi di perforazione. Solitamente si utilizza:
– acqua;
– fanghi bentonitici;
– schiuma;
– aria (nel caso di perforazione a rotopercussione con martello a fondo foro).

La perforazione è eseguita mediante sonda a rotazione o rotopercussione, con rivestimento continuo e circolazione di fluidi, fino a raggiungere la profondità di progetto. Per la circolazione del fluido di perforazione sono utilizzate pompe a pistoni con portate e pressioni adeguate.

Articolo dell’Ing. Stefano Valentini

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