Eolico. L’impatto delle pale va compensato coi benefici

Come noto, gli impianti energetici alimentati dallo sfruttamento dei venti (le c.d. pale eoliche), per le loro notevoli dimensioni sono spesso al centro del dibattito per il loro conseguente impatto – almeno, visivo – sul paesaggio circostante. Al tempo stesso, però, questi sono elementi strategici dello sviluppo sostenibile, perché gli stabilimenti energetici che ricorrono alle fonti energetiche rinnovabili (c.d. FER) rappresentano ormai il futuro (meglio, uno di quelli possibili) dell’approvvigionamento energetico mondiale.

Per questo, le questioni attinenti alla realizzazione e gestione di simili categorie di impianti suscita notevoli contrasti tra le parti coinvolte (principalmente, privati, enti pubblici ed associazioni ambientaliste), che spesso finiscono per dar vita a controversie decise in tribunale (leggi anche Eolico: realtà e Leggende nel Windbook).
Da ultimo, si segnala T.A.R. Calabria, sez. I, n. 32/2011, che in argomento presenta diversi aspetti da analizzare.

Innanzitutto, dato che gli impianti alimentati con FER sono di pubblico interesse e di pubblica utilità, la loro costruzione – peraltro, liberalizzata – è dichiarata indifferibile e urgente e vincolata al rispetto delle regole procedurali imposte dalla legge nazionale (cioè l’art. 12, d.lgs. 387/2003), per i riconosciuti ed indiscussi benefici sulla salute e sull’ambiente.

Ne segue che un comune non può negare il rilascio dell’autorizzazione (urbanistica) sul presupposto della mancata approvazione del piano energetico comunale, perché in tal modo realizzerebbe una sorta di “sospensione sine die” delle richieste di autorizzazione in tale settore, “in contrasto con il principio fondamentale del d.lgs. n. 387/2003, che esige la conclusione del procedimento entro il termine definito di 180 giorni, in coerenza con le regole della semplificazione amministrativa e della celerità, in modo uniforme sull’intero territorio nazionale”.

Questo perché, riallacciandosi a quanto detto in esordio, l’impatto territoriale degli impianti per la produzione di energia eolica, sicuramente rilevante e tale da giustificare l’esercizio dei poteri urbanistici e paesaggistici, “non è tuttavia un elemento da considerare in via esclusiva, dovendo l’attività in parola tener conto altresì (e principalmente) dell’interesse nazionale – costituzionalmente rilevante – all’approvvigionamento energetico, soprattutto se in forme non inquinanti, il quale richiede la necessità, in base al principio di proporzionalità, della precisa indicazione delle ragioni ostative al rilascio della autorizzazione paesaggistica, al fine di eliminare sproporzioni fra la tutela dei vincoli e la finalità di pubblico interesse sotteso alla produzione ed utilizzazione dell’energia elettrica”.

A cura di Paolo Costantino e Primiano De Maria


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