Enerqos: “Conto Energia 2011, un’occasione da non sprecare”

L’inquinamento atmosferico e ambientale e l’ineluttabile aumento dei prezzi dei combustibili fossili, dovuto al progressivo esaurimento dei giacimenti di petrolio e di gas, rendono sempre più attuale il tema del risparmio energetico e il reperimento di fonti di energia alternative e rinnovabili. Per la sua posizione al centro del Mediterraneo, l’Italia possiede una riserva di energia illimitata e gratuita: il Sole. E proprio il fotovoltaico, che consente di trasformare l’energia solare in corrente elettrica, è al centro in questo periodo del dibattito non solo tecnico ma anche politico. Ne parliamo con l’ingegner Giorgio Pucci, vice presidente di Enerqos, società di engineering specializzata nella fornitura di sistemi fotovoltaici “chiavi in mano”: dalla progettazione all’installazione, dal supporto alle operazioni finanziarie fino allo svolgimento delle pratiche amministrative.

Ingegneri. Il settore fotovoltaico italiano è in fibrillazione per l’imminente revisione da parte del Governo del Conto Energia per gli impianti che entreranno in funzione dopo il 2010. Cosa si aspetta da questo documento? Teme un calo delle tariffe?
Giorgio Pucci. Il calo delle tariffe, se non generalizzato e non eccessivo, è un fatto di per sé naturale, anticiclico allo sviluppo tecnologico degli impianti e all’incremento dell’efficienza dei pannelli. Nella proposta che le associazioni di categoria hanno presentato al Governo per il Conto Energia 2011-2015 sono già state considerate delle riduzioni delle tariffe. Mi auguro ovviamente che la risposta della politica sia in linea con le ipotesi presentate dal mondo produttivo e imprenditoriale del nostro settore. Seppur importanti, a mio giudizio non sono le tariffe il nodo centrale della questione.

Ingegneri. E qual è allora?
GP. La questione è che il fotovoltaico rappresenta per l’Italia un’opportunità strategica fondamentale. Siamo un Paese senza petrolio ma con una potenzialità enorme per quanto riguarda lo sfruttamento dell’energia solare e, in alcune zone, dell’eolico.
Il nuovo Conto Energia, e tutte le future politiche di sviluppo, dovranno tenere conto di queste ricchezze, sfruttandole al massimo. Nel nostro settore stiamo assistendo a una fase di crescita e di consolidamento del mercato che ha necessità di continuare a essere sostenuta per non perdere terreno nei confronti degli altri Paesi europei. L’Italia ha ottime potenzialità per sviluppare una forte industria del fotovoltaico, ma non possiamo permetterci di “perdere il treno” con decisioni politiche sbagliate.

Ingegneri. Eppure l’attuale Governo (ma pure quelli precedenti n.d.r.) mantiene una posizione di difficile interpretazione nei confronti delle “energie verdi” in generale. Da un lato si dichiara l’intenzione di ridurre le importazioni di gas e combustibili fossili dalla Russia, puntando sui Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo, dall’altro è esplicita la volontà di procedere alla costruzione di impianti nucleari. Come giudica questi segnali?
GP. Guardi, la questione è piuttosto semplice. La riduzione della nostra dipendenza dai combustibili fossili è senz’altro auspicabile. Forse non sarà possibile ottenere rapidamente questo risultato per quanto riguarda i carburanti per le auto, ma per quanto attiene la produzione di energia elettrica, le fonti rinnovabili rappresentano un’alternativa validissima.
Sulla questione del nucleare, poi, personalmente non sono affatto contrario. Il punto è un altro: non è possibile pensare di ottenere l’autosufficienza energetica solo con l’atomo. Come le ho già detto, l’Italia presenta delle zone vocate per lo sfruttamento delle energie rinnovabili e sarebbe un delitto non assecondare queste peculiarità del nostro territorio. E poi,a favore del fotovoltaico rispetto al nucleare, ci sono altre questioni non meno importanti: il fattore tempo e l’impatto ambientale.

Ingegneri. Ci può spiegare meglio?
GP. Per costruire un impianto nucleare ci vogliono, come minimo, una decina d’anni. Per installare e mettere a regime un impianto fotovoltaico impieghiamo dai due ai tre mesi di lavoro. Si tratta di una flessibilità non di poco conto. E poi chiaramente c’è l’aspetto ambientale. Le scorie radioattive devono essere trattate e gestite con costi elevati. A fine vita, invece, un impianto fotovoltaico è riciclabile: dai moduli all’alluminio delle intelaiature per produrre altri moduli e altre strutture.

Ingegneri. Una domanda sulle associazioni di categoria. Come giudica il fatto che vi siano due strutture che, in definitiva, difendono lo stesso tipo di interesse?
GP. La storia del fotovoltaico in Italia è relativamente recente. Possiamo dire che inizia nel 2005 con il primo Conto Energia. Nelle prime fasi di nascita di un business, è quasi fisiologico che nascano più associazioni con i medesimi fini. Personalmente auspico che si arrivi a una fusione in un’unica categoria di rappresentanza per avere un maggior peso in sede di trattativa con i vari interlocutori. Ritengo che presto o tardi l’unione si avrà e la proposta comune per il nuovo Conto Energia che le associazioni di categoria hanno presentato è un segnale positivo in questo senso.

Ingegneri. Secondo i dati del GSE il settore fotovoltaico ha conosciuto negli ultimi tre anni un incremento notevole: 87 MW nel 2007, 431 MW nel 2008 e i dati parziali del 2009 parlano di oltre 700 MW. Eppure, la quota parte dell’energia elettrica prodotta sfruttando il sole è minima se la paragoniamo ad altre fonti energetiche alternative, come l’idroelettrico. Come valuta questa situazione?
GP. Lei dimentica che l’ idroelettrico è ormai un settore saturo, che non ha, almeno nel nostro Paese, possibilità di ulteriori incrementi. Il fotovoltaico, invece, è ancora un terreno vergine in cui le possibilità di crescita sono interessantissime. È mia convinzione che l’Italia abbia le potenzialità tecnologiche e lo spazio fisico per raggiungere nel nostro settore, diciamo in 2-3 anni, gli eccellenti risultati che hanno già raggiunto Paesi come la Spagna o la Germania. E vorrei ricordarle che i tedeschi hanno un territorio molto meno irraggiato dal Sole del nostro!
Sul fatto che il fotovoltaico copra ancora una percentuale piccola rispetto a quella complessiva delle fonti rinnovabili, credo che si debba lavorare molto sull’educazione e sull’informazione. Nelle scuole, per farle un esempio, si parla ancora di centrali idroelettriche ma c’è scarsa preparazione sull’energia del Sole. C’è ancora molta confusione e tra i non addetti ai lavori si confonde persino il solare termico con il fotovoltaico.

Ingegneri. Quindi maggiore informazione e più incontri per spiegare cos’è il fotovoltaico?
GP. Sì, certo. Ma non parlo solo di incontri tecnici. Pure importante, questo tipo di confronto è limitato agli specialisti: progettisti e installatori. Quando parlo di maggiore informazione intendo anche la gente comune, a cui occorre parlare in modo chiaro e senza tecnicismi. Solo con una corretta divulgazione delle informazioni il fotovoltaico potrà diffondersi sempre più velocemente.

Ingegneri. Fotovoltaico e innovazione. Il settore sta indubbiamente conoscendo una fase di intenso sviluppo. Le attività di ricerca e innovazione sfornano nuove soluzioni e proposte quasi senza soluzione di continuità. In questo senso, Enerqos come si sta muovendo?
GP. Come Enerqos siamo impegnati in una continua ricerca di soluzioni per migliorare la qualità e le prestazioni dei nostri impianti. In particolare, nel fotovoltaico l’innovazione coincide con l’elettronica. Si può dire anzi che il fotovoltaico è elettronica. Il nostro sforzo è quello dunque di incrementare l’efficienza dei nostri sistemi, ricercando i componenti più idonei e innovativi per massimizzare le performance degli impianti nel tempo. Le potenzialità di innovazione sono molto elevate perché l’elettronica lo consente. Per darle un’idea: se la meccanica avesse fatto i medesimi progressi che il fotovoltaico ha fatto negli ultimi dieci anni, a quest’ora si potrebbe fare il viaggio Terra-Luna in un’ora, consumando un litro di benzina!

Ingegneri. E a livello di mercati, qual è la vostra situazione?
GP. Enerqos è specializzata nella realizzazione di impianti medio-grandi, principalmente impianti industriali e campi solari, senza però tralasciare gli impianti integrati architettonicamente. Sul territorio nazionale Enerqos è ormai uno dei leader del settore, con una significativa capacità installata. Per il prossimo anno abbiamo un piano di crescita ambizioso con numerosi progetti prevalentemente in Puglia e Sicilia, ma siamo un’azienda internazionale che mira a espandere ulteriormente la presenza anche sui mercati esteri. Abbiamo già una buona presenza in Grecia e in Francia. Infine, proprio in questo periodo ci siamo aggiudicati la gara promossa dall’Unione europea per la costruzione del primo parco fotovoltaico nella parte turca di Cipro. L’impianto, della potenza di 1,3 MW, verrà completamente finanziato dai fondi della Commissione europea e sarà donato alla società elettrica turco cipriota Kib-tec.

A cura di Mauro Ferrarini


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