Enerpoint: “Risparmio energetico e FER sono priorità”

Paolo Rocco Viscontini, amministratore delegato di Enerpoint, parla a tutto campo del nodo energia e del futuro sviluppo del fotovoltaico, non risparmiando critiche verso quella che definisce “La distrazione del nucleare”. Prosegue con questa intervista l’inchiesta di Ingegneri.cc sul settore del solare fotovoltaico.

Ingegneri. Il settore fotovoltaico italiano sta attendendo il nuovo regime di tariffe. Si avverte, da un lato, il timore che le tariffe incentivanti possano subire una riduzione notevole, dall’altro esiste la consapevolezza che il fotovoltaico in Italia abbia raggiunto una dimensione critica tale da garantirgli la sopravvivenza ai possibili tagli.  Secondo lei come si conciliano queste due posizioni? Nel settore è più forte la paura dei tagli alle tariffe incentivanti o la consapevolezza della propria forza?
Del “vecchio” Conto Energia, cosa dovrebbe portare e cosa lasciare, secondo lei, il nuovo piano?
Paolo Rocco Viscontini. È ancora troppo presto per pensare che il fotovoltaico possa “stare in piedi” con le sue sole gambe, quindi senza incentivi. Qualcuno comincia a sostenere che la famosa “grid parity” è ormai dietro l’angolo. Se i conti sui costi reali dell’energia elettrica fossero fatti bene, è vero: la grid parity è già alla nostra portata. Peccato però che non è così e le esternalità non sono incluse nei costi del kWh che troviamo in bolletta. Dobbiamo quindi pazientare ancora qualche anno, ma il traguardo si sta certamente avvicinando.
I contributi sono ancora necessari, ma il fatto che saranno sufficienti contributi ridotti rispetto a prima è un segnale positivo: il Conto Energia ha funzionato,facendo crescere il settore e consentendo una forte riduzione dei prezzi d’impianto.
I ministeri competenti sono bene informati sulla situazione reale, in particolare grazie al lavoro congiunto delle tre associazioni di riferimento del settore (Gifi, Aper e Assosolare), e per questo ci si attende una versione definitiva della Legge che risponda positivamente alle osservazioni trasmesse dalle Associazioni di categoria.
Del vecchio Conto Energia occorre difendere certamente l’anticipazione di un anno del cambio della legge, che consente di organizzare strategie e investimenti in modo adeguato. Per la verità tale termine ora non è stato rispettato dai ministeri, ma mi auguro che si tratti di un ritardo che si limiti a un mese al massimo, che sarebbe tollerabile. Se si va oltre le difficoltà comincerebbero a sorgere.

Ingegneri. L’attuale Governo (ma pure quelli precedenti n.d.r.) mantiene una posizione di difficile interpretazione nei confronti delle “energie verdi” in generale. Da un lato si dichiara l’intenzione di ridurre le importazioni di gas e combustibili fossili dalla Russia, puntando sui paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo, dall’altro è esplicita la volontà di procedere alla costruzione di impianti nucleari.  Come giudica questi segnali?
Quali sono, secondo lei, le azioni che le aziende e le loro associazioni di rappresentanza auspicano si debbano prendere nel medio periodo?
PRV. La decisione di riprendere la strada del nucleare è sicuramente sbagliata, sia perché occorrerebbe sentire il parere degli italiani, che con il referendum avevano deciso di non procedere (mi chiedo pertanto che valore abbiano i referendum), sia perché non ci sono motivazioni né economiche, né ambientali, né strategiche che giustifichino la scelta del nucleare.
Infatti le centrali nucleari:
– non convengono economicamente: dire che il kWh nucleare sia il più conveniente è ormai diventata più un’ideologia senza riscontri scientifici che il risultato di un vero e proprio calcolo ci convenienza economica
– non sono rispettose dell’ambiente (come ci vogliono far credere): molti studi hanno dimostrato che se si considera tutto il ciclo, dall’estrazione dell’uranio alla realizzazione delle centrali fino alla produzione dell’energia e allo smaltimento dei rifiuti, le emissioni di anidride carbonica sono paragonabili a quelle delle centrali termoelettriche. Inoltre sussistono i gravi problemi di surriscaldamento delle acque utilizzate per il raffreddamento della centrale, che devono poi essere immesse negli ecosistemi (molto spesso fiumi).Quanti sanno che la Francia in estate deve importare energia elettrica perché non dispone dell’acqua necessaria al raffreddamento delle centrali e quindi deve ridurre i regimi di funzionamento?
– Non rispondono a strategie di sicurezza, non solo perché la sicurezza 100% non esiste e ci espone quindi a rischi di conseguenze enormi in caso di guasto, ma anche perché è errato pensare di seguire il nucleare per liberarsi dalla dipendenza dai rischiosi paesi arabi in quanto si cambia solo zona geografica, visto che i giacimenti di uranio non sono così diffusi. Le disponibilità di uranio stanno inoltre diminuendo, tanto è vero che il prezzo dell’uranio è cresciuto moltissimo negli ultimi anni.
Seguire la strada del nucleare significa “distrarsi”: sarebbe molto più opportuno concentrarsi maggiormente sulle fonti rinnovabili (che hanno ancora tanto da dare) e sui risparmi energetici.

È sbagliatissimo sostenere che dobbiamo prevedere consumi in crescita: significa che non si è a conoscenza di quanti sprechi sono diffusi nel nostro Paese, a ogni livello.
Le aziende che si occupano di risparmi energetici e di rinnovabili devono lavorare di più sulla comunicazione sia verso il pubblico che verso il mondo politico, per dimostrare, numeri alla mano, quanti miglioramenti ancora si possono e si devono fare.

Ingegneri. Per il settore fotovoltaico sono due le associazioni di categoria che ne difendono gli interessi: Assosolare (Associazione nazionale dell’industria fotovoltaica) e GIFI (Gruppo delle imprese fotovoltaiche italiane). Come giudica questa situazione?
PRV. La recente discussione sul nuovo Conto Energia è stata un’occasione importante di avvicinamento tra le due associazioni, che insieme ad Aper hanno presentato una proposta comune, evitando quindi il rischio di presentarsi con posizioni diverse.
Auspico che questa recente esperienza possa presto tradursi in una riunificazione, che servirebbe certamente per concentrare gli sforzi ed essere più efficaci per ottenere i risultati che alla fine sono attesi e comuni.

Ingegneri. Le ultime stime del GSE rivelano che nel 2008 sono stati prodotti circa 58.000 GWh da fonti rinnovabili. Ciò che colpisce è che la quota parte proveniente da fotovoltaico è minima (anche se la fonte solare ha visto un incremento in termini di capacità di circa il 400%, passando da un valore di 87 MW nel 2007 a 431 MW nel 2008). Come valuta questo dato?
PRV. Il fotovoltaico è come un bambino che ha imparato a camminare da poco. Direi però che non si muove più coi passi incerti del bimbo di un anno o poco più, ma il passo è ormai deciso, ma la strada da fare è ancora tanta. Ma cresce in fretta, molto in fretta. Nel giro di pochi anni (5 – 10) il fotovoltaico fornirà contributi evidenti e sempre più significativi al fabbisogno di quei paesi che han deciso di puntare a tale fonte energetica. 5 o 10 anni non sono niente nei periodi storici tipici di una fonte energetica: l’idroelettrico supera abbondantemente il secolo, il termoelettrico pure, il nucleare viaggia sui 50-60 anni. In quest’ottica si capisce che vale la pena insistere nelle politiche di sostegno al fotovoltaico, memori anche che tutte le fonti energetiche hanno beneficiato di forti contributi (anche ben superiori a quelli di cui si parla oggi per il fotovoltaico).

Ingegneri. Il settore fotovoltaico continua a proporre innovazioni tecnologiche. Alcune sono già diventate realtà, come il fotovoltaico a film sottile, altre sono più avveniristiche (come lo sfruttamento di Sali fusi per produrre energia anche dopo il tramonto o il fotovoltaico organico). In ogni caso, ciò dimostra una vivacità del settore che fa ben sperare nel futuro. Come si pone Enerpoint nei confronti della ricerca e della innovazione?
Può fornirci qualche indicazione delle strategie di sviluppo e di comunicazione future di Enerpoint? Quali progetti avete in cantiere per i prossimi anni?
PRV. Enerpoint monitora le novità tecnologiche introdotte principalmente dalle aziende che hanno più esperienza di industrializzazione. I risultati della ricerca sono sicuramente fondamentali per lo sviluppo della tecnologia, ma per esperienza posso dire che prima che arrivino a una vera e propria industrializzazione occorre attendere degli anni. Come Enerpoint abbiamo la fortuna di lavorare con aziende che sono leader mondiali non solo come produzioni ma proprio anche come industrializzazione di nuove tecnologie. La giapponese Sharp, con cui Enerpoint lavora ormai da 8 anni, penso sia il massimo esempio.
La strategia di sviluppo di Enerpoint si basa su alcune aree di attività:
– la fidelizzazione dei clienti installatori esistenti e l’incremento della base clienti attraverso servizi sempre più apprezzati e portafoglio prodotti costituito da marche affidabili e all’avanguardia della tecnica
– il consolidamento del ruolo di EPC Contractor per grandi impianti di clienti industriali e investitori finanziari
– la diversificazione dei mercati, rafforzando la nostra già buona presenza in Germania e aprendo nuove sedi in Israele, Francia, Spagna e Stati Uniti
La comunicazione sarà sempre fondata sulla massima correttezza tecnica. Si desidera ampliare il raggio di azione intercettando sempre più clienti finali, sia per continuare a “fare informazione” sia perché i contatti che ne derivano sono la “base clienti” di interesse dei nostri clienti installatori.
È inoltre in partenza un ambizioso progetto che porterà moltissimi clienti ai nostri installatori, grazie alla ormai consolidata collaborazione con la società Leader Energia (specializzata nella creazione, sviluppo e gestione di reti di vendita specializzate), che sta ora affinandosi in una strategia commerciale che porterà risultati sicuramente eccellenti.
Quest’ultimo progetto ha le carte in regola per affermarsi come il progetto “Leader” per la diffusione del fotovoltaico tra migliaia di utenti e rappresenta sicuramente il progetto più significativo dell’anno 2010.
Da segnalare infine che Enerpoint presenterà il 30 gennaio, in occasione del primo Convegno Installatori Enerpoint a Milano, i sistemi Tigo Energy per il monitoraggio dei singoli moduli e per la massimizzazione delle prestazioni degli impianti fotovoltaici, distribuiti in esclusiva in Italia. Raccomando ai progettisti di prestare la massima attenzione a questi dispositivi, che rappresentano una rivoluzione (positiva) nel mondo del fotovoltaico.

A cura di Mauro Ferrarini


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