Elementi vetrati: comfort visivo e acustico

Gli obblighi di risparmio energetico, di cui sentiamo sempre parlare e per i quali continuano ad uscire leggi nazionali, regionali, piuttosto che norme di calcolo, coinvolgono anche gli elementi vetrati in edilizia.

Occorre considerare prima di tutto che laddove ci viene richiesto di sfruttare al massimo la luce naturale, non si possono trascurare le strette relazioni che vi sono tra questa necessità e le prestazioni richieste in termini energetici ed acustici degli elementi vetrati. In particolare non vengono adeguatamente considerate le proprietà radiative del vetro nel campo del visibile, ovvero i riflessi, che spesso non vengono computate durante il dimensionamento.

Le proprietà radiative dei vetri sono espresse dal fattore trasmissione solare (g), mentre quelle ottiche dal fattore di trasmissione luminosa (τv). Allo stesso modo le prestazioni acustiche sono espresse dall’indice del potere fonoisolante (Rw).
Per soddisfare i requisiti acustici occorre utilizzare dei vetri pesanti e stratificati, mediante interposizione di strati di polivinilbuttirale (PVB acustico). I vetri acustici non hanno interferenze sulle prestazioni luminose, bensì su quelle termiche, collegate alla presenza del PVB.

Le proprietà bassoemissive
richieste ai vetri per rispettare i limiti di prestazioni energetiche evidenzia la stretta relazione tra il fattore di trasmissione solare e quello di trasmissione luminosa: la forte riduzione della trasmissione energetica richiesta corrisponde una forte riduzione della trasmissione luminosa.

Soddisfacendo i requisiti di legge spesso si trascura un aspetto non poco importante per le persone che abitano l’ambiente progettato, ovvero il comfort visivo e le conseguenti sensazioni indotte relativamente alla quantità e alla qualità della luce trasmessa dagli elementi vetrati.

Il controllo dell’irraggiamento solare può avvenire in diversi modi, ad esempio:
– colorando il vetro (l’obiettivo della colorazione del vetro è quello di riflettere e/o assorbire una porzione dell’energia solare termica e luminosa);
– applicando pellicole o film sulle superficie vetrate o nelle intercapedini;
– trattando le superfici, trasformandole in coating riflettenti o bassoemissive (i depositi di ossidi metallici – coating – su lastre vetrate colorate o chiare costituiscono un modo per controllare l’irraggiamento solare nonché gli scambi termici radiativi, avendo i depositi proprietà bassoemissive).

Tuttavia l’uomo tende ad apprezzare maggiormente l’illuminazione naturale ottenuta da vetri ad alta resa cromatica e trasmissione della luce, a patto che possano controllare con apposite schermature l’intensità dell’illuminazione. Per quanto concerne vetri colorati con bassa trasmissione luminosa l’uomo in generale li considera troppo scuri.
Ecco che la ricerca allora è impegnata a studiare nuovi elementi vetrati in grado di controllare l’irraggiamento senza penalizzare i vantaggi della trasmissione luminosa.
Inoltre la domotica interviene in aiuto del comfort visivo, in quanto ai fini del risparmio energetico si stanno effettuando degli studi per correlare l’influenza del fattore di trasmissione luminosa del vetro sul consumo di energia per l’illuminazione artificiale. Quest’ultima la si può impostare come controllata da sistemi di rilevazione di presenza combinati con rilevatori di disponibilità di luce naturale.

Articolo dell’Ing. Roberta Lazzari

Fonti:
CDA – Condizionamento dell’aria riscaldamento refrigerazione n. 2/10


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