Edilizia, la regionalizzazione degli studi di settore

È stata presentata a Roma ai rappresentanti delle categorie interessate, la bozza in evoluzione dello studio UG69U relativo alle costruzioni, che sarà applicabile sull’anno d’imposta 2009.

In luogo dei precedenti 39 cluster, lo studio ne ha ora 23, ognuno dei quali costruito su base regionale. Quindi ogni cluster è differente per ciascuna regione, con la possibilità di dare risultati anche sensibilmente differenti a seconda della regione in cui i contribuenti saranno collocati.
Si tratta sicuramente di un salto di qualità degli studi, soprattutto perché l’esperienza fa da apripista ad altri aggiustamenti simili.

I contribuenti potenzialmente interessati allo studio sulle costruzioni sono circa 226.710, dai quali sono state escluse, attraverso successive elaborazioni, circa 30.000 posizioni, che ha portato a 197.469 il numero dei contribuenti studiati per l’elaborazione dello studio regionalizzato.

La distribuzione in regioni, per via della non sufficiente numerosità di alcuni cluster in qualche regione, ha portato a un’ulteriore riduzione del numero, arrivato così a circa 193.000. Lo studio sulle costruzioni si avvia dunque a essere il primo elaborato su base regionale, ma questo non rappresenta l’unico livello di approfondimento territoriale a cui esso dà voce.

Nella sua elaborazione, infatti, si è tenuto conto:
– del livello dei prezzi di vendita degli immobili differenziato per comune;
– del livello di retribuzione del personale dipendente di questo settore articolato per provincia;
– del livello del reddito individuato per comune.

L’attesa è che attraverso questa articolazione lo studio possa raggiungere un livello molto elevato di rappresentatività della situazione dei contribuenti che a esso fanno capo.
La regionalizzazione dello studio delle costruzioni mostra come il livello di rappresentazione territoriale degli studi stessi sia dato dall’intera loro costruzione e non solo dall’indicatore “territoriale”, che serve piuttosto ad un’ulteriore calibratura.

L`amministrazione a oggi non ha ancora reso noto un calendario della regionalizzazione degli studi e quali saranno gli strumenti che seguiranno la via della regionalizzazione, anche perché non è detto che l`operazione possa riguardarli tutti.

È stato pubblicato inoltre nei giorni scorsi, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate con il quale si dà il via libera alla partecipazione effettiva dei comuni all’elaborazione degli studi di settore, tramite l’inserimento di rappresentanti dell’Anci negli Osservatori regionali.
Al fine di assicurare la partecipazione attiva dei comuni alla fase di individuazione, nell’ambito territoriale della regione, dell’eventuale esistenza di specifiche condizioni d’esercizio delle attività economiche a livello locale, sarà quindi ora garantita la presenza permanente di un rappresentante dell’Associazione nazionale dei comuni italiani all’interno degli Osservatori regionali.

Integrazione, questa, cui si aggiunge anche la nomina di due rappresentanti dell’Associazione nazionale dei comuni italiani nella Commissione degli esperti, con il risultato che, in funzione dell’attuazione del federalismo fiscale, la predisposizione degli studi di settore risulterà progressivamente sempre più in linea e aperta nel recepire le differenziazioni territoriali che incidono in modo significativo sui modelli organizzativi delle diverse attività economiche.

I due rappresentanti dell’Associazione nazionale dei comuni italiani che prenderanno parte ai lavori nell’ambito della Commissione degli esperti saranno nominati con successivo decreto ministeriale su segnalazione della stessa Anci, mentre l’integrazione di un rappresentante all’interno degli Osservatori regionali sarà garantita dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Fonti: Ance, Il Sole 24 Ore e Agenzia delle Entrate


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