Drone Box. Ecco l’aeroporto mobile di FS in aiuto alle infrastrutture

Drone Box. Ecco l’aeroporto mobile di FS in aiuto alle infrastrutture

Drone box

La drone box è l’aeroporto mobile che Gruppo Ferrovie dello Stato in collaborazione con l’Università di Siena ha brevettato per garantire la sicurezza delle aree sensibili della rete ferroviaria.

L’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, chiarisce che i Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, noti come droni, sono considerati a tutti gli effetti aeromobili come previsto dall’art. 743 del Codice della Navigazione e definiti come tali da leggi speciali, dal regolamento comunitario dal regolamento dell’ENAC e, per quelli militari, dai decreti del Ministero della Difesa.

Il drone nato come tecnologia militare, ha poi trovato il suo impiego in molteplici settori con diverse finalità tra le quali fotografiche e di rilievo. A tal proposito la diffusione di questi apparecchi negli ultimi anni è stata massiva sia per gli apparecchi di grandi dimensioni sia per quelli di ridotte dimensioni. Tale aumento, legato alla semplicità di utilizzo, di reperibilità e ai costi estremamente accessibili, ha anche agevolato anche un uso illecito, minando la sicurezza.

Drone Box. Di cosa si tratta?

Drone box

Drone Box 1_©FS

La Drone Box è stata esibita in occasione del workshop “Soluzioni per la sicurezza delle infrastrutture del paese: il volo automatico con mezzi unmanned. Sinergie possibili tra pubblico e privato”. Si tratta di un vero e proprio aeroporto mobile, completamente automatizzato per droni volanti.

Una ultimissima novità che nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria dell’informazione e Scienze matematiche dell’Università di Siena e Rete Ferroviaria Italiana con l’intento di garantire la sicurezza delle aree sensibili della rete ferroviaria italiana, ovvero le zone dedicate all’alimentazione delle linee o che sono a rischio terroristico, col fine anche di controllare gli accessi a quelle zone remote.

Il funzionamento della Drone Box, controllabile anche da remoto dalla Sala Situazioni Sicurezza di RFI a Roma, può essere garantito anche per mesi senza alcun apporto di personale specializzato – unmanned – nello svolgimento delle missioni ispettive in completa autonomia. La tecnologica scatola è in grado di registrare i video di ciascuna missione e di inviarli alla sala di controllo, attivando allarmi automatici e voli di perlustrazione per effettuare verifiche.

Alla presentazione della Drone Box presenti: Francesco Frati, Rettore dell’Università di Siena, Gianni Candotti, Generale dell’Aeronautica militare, Alessandro Mecocci, professore dell’Università di Siena e Franco Fiumara, Direttore Centrale Protezione Aziendale del Gruppo FS Italiane. Il prototipo è stato partorito da VISLAb (VIsion and Smart sensors Laboratory), sotto la supervisione del professor Alessandro Mecocci, e dal LEEME (Laboratorio di elettronica, elettrotecnica e misure elettroniche), sotto la supervisione del professor Valerio Vignoli, e Rete Ferroviaria Italiana – Ricerca e Sviluppo.

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Drone Box per le infrastrutture e l’edilizia. In che modo i droni vengono in aiuto?

Drone Box

Drone Box 2_©FS

Mecocci ha dichiarato in occasione del workshop: “la centralità di questo tipo di realizzazione deriva anche dal fatto che i droni volanti sono in procinto di cambiare completamente lo scenario tecnologico contemporaneo, introducendo un vero e proprio stravolgimento del modo di fare in moltissimi ambiti della nostra vita futura. Ad esempio, si pensi alle operazioni di supporto all’individuazione delle persone durante le operazioni di salvataggio a seguito di emergenze, alla valutazione dei danni prodotti da catastrofi di origine naturale e non, al trasporto di medicinali in zone difficilmente raggiungibili via terra e a tante altre applicazioni, in agricoltura, edilizia, nella comunicazione”.

L’interesse verso la tecnologia dei droni, non si limita ai privati ma coinvolge portatori di interesse quali RFI, Autostrade, Anas, Enel e Italferr. Il monitoraggio di viadotti ed il rilievo in edilizia solo alcuni dei campi nei quali trova applicazione la nuova tecnologia.

I droni in edilizia sono sempre più impiegati in edilizia: dalle fasi di rilievo di terreni o edifici esistenti, al monitoraggio ed ispezione di strutture inaccessibili, cantieri e vaste aree. Il loro uso combinato ad altre tecnologie aumenta il loro potenziale. Ad esempio basta pensare all’integrazione della tecnologia drone con i processi BIM.

Mecocci, a tal proposito, ha inoltre ribadito: “colgo l’occasione della presenza, oggi all’Università di Siena, di queste importanti istituzioni per proporre di creare un’architettura distribuita sperimentale, basata sull’impiego di droni volanti, volta a monitorare alcuni tra viadotti, tratte ferroviarie, elettrodotti, centrali termoelettriche e altre infrastrutture critiche. Immaginate di poter accedere in tempo reale alla ricostruzione tridimensionale di un viadotto, alle sequenze video ad alta risoluzione relative allo stato di conservazione della superficie dei suoi piloni. Supponete che tali registrazioni video siano effettuate autonomamente da droni, senza necessità di mandare in trasferta né mezzi né persone. Supponete che tali ricognizioni visuali siano accompagnate dalle registrazioni dell’andamento del traffico e dalle informazioni sulle deformazioni strutturali ottenute mediante una IoT di sensori. A questo punto si verrebbe a disporre di una ‘fotografia multimediale, multi-temporale e multisensoriale’ e costantemente aggiornata dello stato di salute di tutte le infrastrutture a rischio presenti sul territorio nazionale, a vantaggio della sicurezza dei cittadini, della tempestività nell’identificazione di possibili pericoli o criticità, della capacità di intervento from beginning”.

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