Dissequestro Bagnoli ex Italsider Napoli. Entro il 2021 partirà la bonifica

Dissequestro Bagnoli ex Italsider Napoli. Entro il 2021 partirà la bonifica

Sono passati 25 anni, durante i quali si è parlato e tentato di attuare bonifica e progetti di riqualificazione urbanistica dell’area Bagnoli ex Italsider, senza giungere ad un risultato conclusivo.

La chiusura dello stabilimento ex Italsider risale al ’92 e da allora le vicende, che hanno segnato la storia dell’area Bagnoli ex Italsider, interessano bonifiche mai completate, opere mai collaudate e avviate e fallimenti di società.

Una serie di eventi che culminano con un’inchiesta della Magistratura, attivata nel 2013 sulla bonifica mai compiuta, con l’accusa di disastro ambientale. Conseguenziale è stato il sequestro dell’area Bagnoli ex Italsider.

Nel settembre del 2015, Invitalia, viene insignita come soggetto attuatore della bonifica e degli interventi di sviluppo dell’area Bagnoli ex Italsider. Con la legge Sblocca Italia, sono definiti i ruoli: lo Stato farà da garante mentre l’agenzia nazionale Invitalia aprirà ai privati per gli investimenti che serviranno per la bonifica e la ripresa dell’area Bagnoli ex Italsider.

L’articolo 6 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 ottobre 2015 assegna la proprietà delle aree e degli immobili (Fig.1) all’Agenzia nazionale per l’attivazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di cui era titolare Bagnoli Futura S.p.A. fallita nel 2014.

Bagnoli ex italsider

Fig.1_cartografia terreni al 28 gennaio 2016 ©Invitalia.it

Dissequestrata area Bagnoli ex Italsider dopo 5 anni di attesa

Dopo 5 anni, il Tribunale ha dissequestrato tutte le aree Bagnoli ex Italsider. La notizia del 13 luglio 2019 è stata commentata, attraverso una nota, dal Ministro per il sud, Barbara Lezzi che ha precisato: “La Corte d’Appello infatti ha disposto la restituzione delle aree ad Invitalia, ritenendo che le esigenze cautelari che avevano portato al sequestro siano venute meno. Si tratta di un fatto di estrema importanza che fa seguito alla recente presentazione della gara bandita, sempre da Invitalia, per la bonifica dell’amianto nell’ex area Eternit, situata all’interno del SIN”.

Bagnoli ex italsider

Fig.sx – Perimetro del Sin Bagnoli – Coroglio, D.M. 31 agosto 2001; Fig.dx – Riperimetrazione del SIN Bagnoli – Coroglio D.M. 8 agosto 2014

Barbara Lezzi ha dichiarato la soddisfazione per lo sblocco della situazione che apre nuovi orizzonti sul difficile progetto area Bagnoli ex Italsider :“ll giorno che tutti stavamo aspettando da tempo per Bagnoli finalmente è arrivato: la Terza Sezione della Corte d’Appello di Napoli, che voglio pubblicamente ringraziare, ha accolto la richiesta di dissequestro delle aree del SIN ex Italsider che avevamo recentemente presentato. Questo significa che i lavori per le bonifiche ora possono partire a pieno regime, per realizzare il piano complessivo di rigenerazione e riqualificazione di Bagnoli. Questa è una grande notizia”.

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Quali tempi sono previsti per la bonifica?

L’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, intervistato dal quotidiano Il mattino di Napoli, ha definito una data: la bonifica partirà (da zero) nel 2021 e si concluderà nel 2023. Arcuri ha dichiarato: “Il Tribunale ha dissequestrato tutte le aree di Bagnoli. Adesso davvero non ci sono più scuse per nessuno, a partire da noi”.

Una svolta per i piani futuri dell’area segnata da una speranza di riconversione, ma l’AD di Invitalia precisa: “non ci si chieda di recuperare 25 anni. Perché è semplicemente impossibile”.

Invitalia è partita ed annuncia il bando, entro fine anno, di 35 gare. L’ultima, risale al primo luglio 2019 ed interessa la rimozione integrale dell’amianto nell’area ex Eternit dalla vasta estensione pari a 20 campi da calcio dalla quale verrà rimosso uno strato di 10 centimetri del tossico materiale per un volume di 15 mila metri cubi.

Il 15 giungo 2019 con la Conferenza dei servizi è stato dato il via libera al piano urbanistico, con un piano di rigenerazione che comprende Coroglio e arriva a Piazzale Tecchio, da Nisida alle aree del litorale verso Pozzuoli.

Sono previsti 198 mila mc circa da destinare a residenze di nuova edificazione e 200 mila mc circa di conservazione di Borgo Coroglio. In totale, sia sulle aree interne che esterne al perimetro commissariale, è prevista una volumetria di 1 milione e 600 mila mc. Finalizzata ad attività di produzione di beni e servizi, spazi espositivi, attività culturali, una piccola quota di commerciale, terziario, archeologia industriale.

Lo Stralcio Urbanistico del PRARU si compone di circa 90 tavole, tra grafici ed elaborati descrittivi, che definiscono il perimetro commissariale, certificato dal comune di Napoli, i Ministeri competenti, le Amministrazioni statali compresa l’Autorità portuale e le Soprintendenze, che tuttavia non ha ricevuto l’ok della Regione che ha evidenziato alcune criticità, quali:

  • borgo Coroglio: mancata chiarezza sul progetto di recupero delle abitazioni, sulle modalità di indennizzo in caso di esproprio e sulle garanzie di rientro negli immobili;
  • città della Scienza: ricostruzione dello Science Centre delocalizzandolo in un’area concordata con la Fondazione Idis evitando il permanere del contenzioso in atto;
  • mancata salvaguardia delle attività del circolo ILVA, che vanta una storia di oltre 100 anni e che conta 1700 iscritti e che rappresenta un elemento di identità specifico del territorio e che svolge un ruolo sociale;
  • mancanza nell’attuale stralcio urbanistico di sufficiente documentazione ed elaborati necessari a fornire consistenza al piano;
  • mancata esplicitazione della sostenibilità finanziaria del programma in relazione alle opere ed alle infrastrutture pubbliche;
  • aleatorietà e indeterminazione del ricorso alle fonti private rispetto alla mancata definizione dei processi espropriativi.

È inevitabile sperare in un superamento di tali difficoltà, auspicio sostenuto dalla Regione che chiede un’immediata risoluzione con chiarimento dei punti sopracitati, al fine di un rilancio concreto e tempestivo del programma di modifica e sviluppo dell’area Bagnoli ex Italsider.

Ulteriori ritardi mettono a rischio di definanziamento degli investimenti per decine di milioni di euro realizzati in quell’area (Cittadella dello Sport, Porta del Parco,Turtle Point) e non rendicontati all’Unione Europea e allontanano nel tempo la possibilità di beneficiare e godere di spazi che appartengono alla comunità.

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