Detrazione 55% non cumulabile e non prorogabile

Con la circolare 44/E l’Agenzia delle entrate ha chiarito che le misure anticrisi non sono cumulabili alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica. L’Agenzia ha ricordato che le detrazioni concesse alle imprese per l’acquisto di nuovi macchinari, introdotte dal decreto legge “Anticrisi” 78/2009, convertito dalla legge 102/2009, consentono di escludere dall’imposizione sul reddito d’impresa un importo pari al 50% del valore degli investimenti in nuove apparecchiature comprese nella divisione 28 della tabella Ateco 2007.

Con la circolare si chiarisce che lo sgravio previsto in funzione anticrisi può cumularsi con altre agevolazioni a meno che non ci siano disposizioni in senso contrario in altre norme per la regolazione di incentivi differenti.
La detassazione degli investimenti in macchinari non è però cumulabile con il bonus del 55%, riconosciuto a chi compie interventi per la riqualificazione energetica degli edifici e previsto dalla stessa Legge Finanziaria. 

Il contribuente in questo modo deve operare una scelta tra la detrazione spettante per le spese di riqualificazione energetica o escludere dall’imposizione sul reddito di impresa il 50% del valore degli investimenti effettuati per l’acquisto di nuovi macchinari.
Nei giorni scorsi è stata respinta dalla Commissione ambiente e territorio del Senato la possibilità di prorogare fino al 31 dicembre 2012 il bonus del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, come previsto dalla Finanziaria 2008. Rimane quindi in vigore il limite del 2010. 

L’emendamento all’articolo 2 del ddl si proponeva anche di estendere gli incentivi alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti di riscaldamento mediante la combustione di legna e biomasse, in grado di consentire un notevole risparmio energetico ed economico. 
Accantonata poi la proroga fino al 31 dicembre 2012 delle detrazioni fiscali per l’incentivo alla sostituzione intera o parziale degli impianti di climatizzazione invernale non a condensazione. 

È stato accantonato in Commissione anche un emendamento all’articolo 1 per la rimozione del rischio sismico e idrogeologico. Era stato proposto un piano urgente di verifiche da parte della protezione Civile, da effettuare non oltre il 31 dicembre 2012, con il supporto delle regioni, nelle aree contigue a quelle coinvolte dal sisma abruzzese.
L’operazione avrebbe richiesto 50 milioni di euro annui ai quali si sarebbero aggiunte le detrazioni del 55% per le spese di adeguamento alle NTC, Norme Tecniche per le Costruzioni, fino a un massimo di 100 mila euro spalmabili in tre anni. 

La mancata approvazione della proposta non rende quindi possibile l’attuazione di misure preventive, come l’inutilizzabilità per gli immobili non sanati entro sei mesi dalle verifiche e la mappatura delle zone di maggiore rischio, comportante la demolizione degli edifici abusivi entro la fine del 2010 e ulteriori 510 milioni di euro annui.
L’estensione delle detrazioni fiscali del 55% per l’adeguamento degli edifici alle norme antisismiche era stato proposto all’indomani del terremoto in Abruzzo contestualmente alla discussione sul Piano Casa governativo.

Agenzia delle entrate, circolare 44/E del 27 ottobre 2009, Decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 – Articolo 5 – Detassazione degli investimenti in macchinari


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