Deroghe alle norme di prevenzione incendi

Con lettera circolare n. 8269 del 20 maggio scorso da parte della Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica, Area prevenzione incendi dei Vigili del fuoco, sono stati ulteriormente chiariti gli indirizzi sui criteri di ammissibilità all’istituto della deroga alle norme di prevenzione incendi di cui all’art. 6 del d.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37.

La precisazione si è resa necessaria poiché, allo stato attuale, l’istituto delle deroghe viene applicato sul territorio nazionale con criteri non uniformi.
Come è noto”, si legge nella circolare, “un’attività può essere trattata secondo le procedure di deroga nei casi in cui l’impossibilità di poter ottemperare alle disposizioni normative derivi o da una caratteristica dell’attività o da un vincolo esistente” (1).

Mentre l’interpretazione di “vincolo esistente” è ormai sufficientemente chiaro e interpretato in modo uniforme, i problemi più grossi risiedono sulle “caratteristiche dell’attività”, poiché molti CTR respingono le richieste di deroga adducendo motivi di non ammissibilità.

Di particolare valore la considerazione riportata nella circolare, secondo cui “l’applicazione della norma tecnica di prevenzione incendi ad ogni costo non deve costituire un impedimento alla ricerca di nuove soluzioni progettuali né rappresentare un processo di omologazione verso standard prescrittivi studiati per la generalità dei casi”.
In altri termini, nell’esame da parte dei CTR sulla ammissibilità o meno di concedere deroghe alla norma di prevenzione incendi, accanto alle caratteristiche tecniche devono essere prese in considerazione e valutate anche quelle riguardanti la ricerca di soluzioni architettoniche innovative, la ricerca e la sperimentazione di materiali, le nuove tecnologie costruttive oltreché elementi legati a “problematiche locali, economiche, ecc.”.

La circolare dunque, ricordando che l’istituto della deroga “nella sua accezione più ampia” fu creato per affrontare e risolvere situazioni particolari, richiama l’attenzione dei destinatari (2) sulla necessità di approfondire anche l’accertamento della consistenza dei motivi della richiesta della deroga, rammentando che, comunque, il difetto di motivazione non può da solo comportare il rigetto dell’istanza.

Note
1. Si confronti, al proposito, l’art. 5, comma 1, lettere c) e d) del d.m. 4 maggio 1998.
2. La lettera circolare n. 8269 del 20 maggio 2010 è indirizzata ai direttori regionali e interregionali e ai comandanti provinciali dei VV.F.

Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica, Area prevenzione incendi dei Vigili del fuoco, lettera circolare n. 8269 del 20 maggio 2010

Immagine di apertura di Elmar Ersch, tratta da commons.wikimedia.org


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