Degrado muratura. Patologie e diagnostica nelle costruzioni

Degrado muratura. Patologie e diagnostica nelle costruzioni

Degrado muratura 1

Il degrado delle murature è motivo di interventi mirati al recupero delle costruzioni esistenti. Infatti l’elevata incidenza degli edifici in muratura su tutto il territorio nazionale (circa il 57%) è evidentemente in diretto rapporto con la distribuzione in relazione all’epoca, di costruzione degli immobili. Molti dei fenomeni di degrado dei materiali edilizi sono legati al loro tempo di vita utile, dunque a normali processi di invecchiamento, aggravati dalla carenza di manutenzione.

Tutti i materiali impiegati in edilizia sono soggetti a fenomeni di deterioramento e decadimento, inteso come perdita di qualità, in maniera diversificata in relazione alle loro specifiche caratteristiche tecniche e per effetto delle interazioni dei materiali con gli agenti che caratterizzano l’ambiente esterno in cui si trovano.

Nell’ambito del panorama italiano, le tipologie di murature sono estremamente frammentate, con peculiarità locali, legate a molteplici fattori: disponibilità di materiali diversi per l’approvvigionamento, differenze nella prassi locale (le codifiche di cui si tratterà non sempre risultavano essere la regola generale), disponibilità economica del proprietario e quindi importanza dell’opera, evoluzione della costruzione ed eventuali ricostruzioni a seguito di eventi catastrofali, bellici ecc. In sostanza, il termine “murature” in Italia identifica un’ampia famiglia.

Fig.1- Catalogazione delle tipologie murarie in relazione alla tipologia di blocchi

Per un risanamento a lungo termine degli edifici storici, sarebbe opportuno adoperare materiali aventi caratteristiche il più possibile simili a quelle degli originari; da qui, l’importanza di un esame conoscitivo preventivo.

Invece, se non conseguente a vetustà, il degrado può assumere caratteristiche patologiche, ad esempio, quando nasce da situazioni generate da errori di progettazione o di esecuzione, che accelerano le normali dinamiche di degrado, mettendo in discussione la salubrità e la qualità abitativa degli edifici.

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Indagine patologica per riconoscere il degrado della muratura

Nonostante l’enorme importanza rivestita dalla patologia edilizia spesso vi è scarso interesse nell’investire in operazioni di indagine patologica o di analisi sui materiali; l’attività è, purtroppo, spesso sottovalutata. Una diagnosi errata della patologia, non solo non rimuove la causa del male, ma porta ad un peggioramento dello stato di salute dell’organismo malato.

Recuperare una struttura o un componente edilizio affetto da un fenomeno di degrado comporta, spesso, l’inserimento di nuovi materiali che ripristinano gli esistenti. Il rischio che si corre è quello di un’incompatibilità, che può essere di tipo chimico, quando le reazioni chimiche necessarie all’adesione della finitura al supporto non possono innescarsi; di tipo fisico-meccanico, quando non vengono adeguatamente considerate le caratteristiche di elasticità e porosità dei materiali. A tal proposito, sovrapponendo agli strati preesistenti, altri più rigidi, possono generarsi fessurazioni superficiali; pertanto, risulta opportuno, applicare materiali aventi moduli elastici, porosità e resistenza meccanica sempre crescenti dal supporto alla finitura esterna.

Le costruzioni in muratura, in quanto costituite da un sistema organizzato di elementi portanti interagenti tra loro, possono diventare sede di fenomeni generalmente denominati come dissesti, che si rendono evidenti ad un osservatore tramite tipiche manifestazioni segnalatrici della presenza di una o più cause perturbatrici che, alterando il regime di equilibrio originario dell’opera a livello locale o anche a livello globale, evidenziano dette situazioni con segni esteriori ricorrenti nell’ambito di tali tipologie strutturali.

Si manifestano in forma di deformazioni quando “le strutture subiscono variazioni permanenti nella loro forma geometrica, cioè quando due punti mutano la loro distanza relativa”, ovvero in presenza di moti rigidi; in quest’ultimo caso le particelle non mutano la loro distanza relativa ma l’intero corpo si atteggia in una configurazione variata rispetto a quella originaria nella quale si trova nuovamente in equilibrio; la manifestazione in forma di lesioni o fessurazioni avviene “quando le strutture subiscono soluzioni di continuità nel materiale murario”; la combinazione delle due, fessurazioni e deformazioni, e un ulteriore manifestazione del dissesto in atto, essendo presenti configurazioni geometriche variate accompagnate da soluzioni di continuità della massa muraria.

Le tipologie di fessurazioni che sono generate dai meccanismi elementari di sollecitazione con riferimento ai solidi prismatici sono rappresentate nella figura 2.

Fig.2 – Meccanismi elementari di deformazione quadro fessurativo

Prove diagnostiche

La problematica del degrado deve essere affrontata mediante opportune indagini diagnostiche, siano esse visive o strumentali, al fine di valutare lo stato di conservazione e le condizioni di funzionamento dei manufatti. La diagnostica deve accertare se un sistema si presenta, nell’insieme o nelle sue parti, soggetto a fenomeni che possano indurre:

– rischio: probabilità del verificarsi di eventi, anche rari, tali da provocare danni più o meno rilevanti;

– patologia: alterazione, inefficienza, guasto anomalo ecc.;

– degrado: decadimento normale e prevedibile di materiali, componenti e manufatti;

– disagio: insufficienti condizioni di comfort o fruibilità;

– obsolescenza: perdita di efficienza funzionale per effetto dell’insorgere di nuove esigenze.

L’esito dell’attività di diagnosi ha lo scopo di segnalare le eventuali carenze prestazionali dell’edificio. Le analisi dei materiali, in base al luogo dove vengono effettuate, possono essere:

Analisi in situ – non distruttive, parzialmente distruttive, distruttive.

Analisi in laboratorio – parzialmente distruttive, distruttive.

Tra le tipologie di indagine in situ non distruttiva possiamo elencare le indagini con tecnologia laser,indagini soniche ed ultrasoniche, termografie, indagini idrologiche, igrometriche, ecc. Tra le tipologie di indagine in laboratorio ricordiamo le indagini petrografiche, chimiche, analisi biologiche e microbiologiche, prove meccaniche ecc. La scelta della strumentazione opportuna, oltre a dipendere dallo specifico caso studio, è legata anche alle risorse disponibili, in termini di tempo e costi di realizzazione, alla qualità dei risultati di output ed alla preparazione tecnica dell’operatore.

Le immagini ed il testo sono tratti da:

Il degrado degli edifici in muratura

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In Italia le costruzioni in muratura incidono in modo preponderante sull’intero patrimonio costruito e una quota importante di queste ha un’età di servizio di quasi 50 anni. Buona parte degli edifici in muratura si trova in stato di abbandono o soffre per l’inadeguatezza di interventi...


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