Decreto Sviluppo. Spunta l’ipotesi della Perequazione agli Incentivi sul Solare Fotovoltaico

Non si è ancora spenta l’eco delle polemiche scatenate dalla ventilata ipotesi di un condono tombale per gli impianti di energia rinnovabili irregolari, avanzata dal Ministro delle politiche agricole Saverio Romano, che le associazioni di categoria del settore (Aper, GIFI, Assosolare) alzano gli scudi contro l’ipotesi di una perequazione degli incentivi per il solare fotovoltaico, inserita nella bozza del Decreto Sviluppo e anticipato ieri dal Sole 24 Ore.

 

Il meccanismo della perequazione, così come inserito all’articolo 47 della bozza del Decreto Sviluppo, manterrebbegli incentivi al livello attuale per gli impianti solari fotovoltaici al Nord (dove il livello di irraggiamento solare è minore), diminuendo invece il livello degli incentivi nel Meridione d’Italia, dove invece la quantità di energia solare che incide sulla superficie è molto maggiore.

 

Con questa proposta non è d’accordo l’ing. Alessandro Caffarelli, vice presidente di Intellienergia: “Non sono d’accordo assolutamente di dimensionare l’incentivo in riferimento alle produttività del sito”.
“Ed oggi ci risiamo”, continua Caffarelli. “Parlare tra l’altro di perequazione solare oggi significa tentare di nuovo di destabilizzare il settore in un momento in cui dobbiamo trovare la forza di stabliizzarlo. Non si posso cambiare le regole del gioco, ogni volta in corsa” (leggi anche Alessandro Caffarelli lancia l’allarme Rinnovabili: “Così non va! Sfruttiamo questa spelndida occasione!”

 

A meno di cinque mesi dalla già tormentata approvazione ed entrata in vigore del Quarto Conto Energia, e dopo aver assistito al repentino cambiamento delle normative con il passaggio dal Terzo al Quarto sistema incentivante e le restrizioni imposte dal decreto Rinnovabili”, insorgono le tre principali associazioni, “non è accettabile vedere messa ancora una volta in discussione la regolamentazione di un settore come il fotovoltaico, che occupa ormai un posto importante nel comparto energetico e nell’economia italiana”.

 

In un momento quanto mai delicato per la credibilità e stabilità del sistema Paese, minate dai continui downgrading delle agenzie di rating internazionali, i rappresentanti di Aper, Assosolare e GIFI ritengono inaccettabile che imprese e lavoratori debbano subire l’ennesimo cambio di regole in corso d’opera.

 

Le associazioni”, si legge nel comunicato congiunto diffuso, “chiedono ancora una volta e congiuntamente quella stabilità normativa e certezza di diritto in merito alla regolamentazione del settore auspicata da anni senza riscontri, senza scorciatoie come il paventato condono e sollecitano per l’ennesima volta una maggiore concertazione tra Governo e industria, ribadendo la totale apertura ad aprire un tavolo di dialogo costruttivo con tutti gli attori coinvolti nel complesso dibattito sull’elaborazione di un piano energetico nazionale di lungo periodo”.

 

A questo scopo, le associazioni si dicono pronte a presenziare ai tavoli tecnici istituiti dal Ministero dello sviluppo economico in un confronto propositivo con produttori di energia tradizionale, gestore di rete e tavolo della domanda, per trovare soluzioni efficienti per tutti, affinché si arrivi a una seria strategia di sviluppo industriale per le rinnovabili e il comparto energetico italiano.

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