Decreto Sviluppo. Le misure per gli appalti e l’edilizia

Lo sviluppo a costo zero. Questo è lo slogan coniato dal premier Berlusconi per descrivere il decreto sullo sviluppo firmato ieri durante il Consiglio dei ministri. E l’approvazione del dispositivo di legge per ridurre gli oneri gravanti sulle attività produttive e per creare incentivi, si accompagna alla firma del Quarto Conto Energia (leggi anche Incentivi fotovoltaico. Godot è arrivato: le novità del decreto). Vediamo brevemente quali sono le misure più importanti per il settore delle costruzioni e per quello degli appalti contenute nel decreto sviluppo.

Concessioni sulle coste e Distretti Turistico-Alberghieri
Accanto alle misure per favorire il turismo e la nautica da diporto, l’articolo 3 del decreto introduce una norma che introduce un diritto di superficie sulle spiagge della durata di 90 anni.
Viene prevista quindi sulle aree inedificate l’attività edilizia, comunque nel rispetto della disciplina urbanistica, edilizia e ambientale vigente. Sulle aree già occupate da edifici, sono invece consentite sia attività di manutenzione e ristrutturazione ma anche di trasformazione e ricostruzione (sempre coi vincoli imposti dalle leggi vigenti).

Elemento di novità è anche l’istituzione dei c.d. Distretti Turistico-Alberghieri nei territori costieri. Di cosa si tratta?
In buona sostanza su richiesta di imprese del settore, che operano in un determinato territorio, potranno essere individuate aree da rilanciare e riqualificare.
All’interno di questi distretti, le imprese godranno di agevolazioni in materia amministrativa e fiscale (art. 3, comma 6, lettera a)). Tali zone saranno considerate “a burocrazia zero” (per sapere cosa significa bisogna andarsi a vedere l’art. 43 del d.l. 78/2010). Saranno attivate anche degli Sportelli Unici dedicati per tutte le questioni relativa alla fiscalità alla previdenza sociale.

Opere pubbliche
Previste anche misure per semplificare le procedure di appalti delle opere pubbliche che, ha detto Tremonti ‘”oggi richiedono il doppi del tempo e costi doppi’”.

Ecco in sintesi le novità principali:
1. inserimento di un limite alle riserve che le imprese possono proporre, per evitare la variazione del progetto originario e aumentare i costi;
2. divieto di arbitrato per i lavori pubblici; l’utilizzo esasperato dell’arbitrato ha visto, ad oggi, le pubbliche amministrazione soccombere nel 90% dei casi con il conseguente pagamento di costi elevatissimi;
3. stop anche alle liti temerarie, cioè quelle intentate al solo fine di bloccare l’iter dell’aggiudicazione; in tal caso è previsto che l’impresa soccombente in giudizio, dovrà pagare tutte le spese processuali oltre a una sanzione

Piano Casa, SCIA e semplificazione le detrazioni
Viene riformato l’art. 10 del testo unico dell’edilizia (d.P.R. 380/2001) alla lettera c): in parole povere significa che per la ristrutturazione edilizia non servirà più il permesso di costruire ma sarà sufficiente la SCIA (segnalazione certificata inizio attività) con il silenzio assenso.
Per godere delle detrazioni del 36% e del 55% non sarà più necessario l’obbligo di comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate: i dati andranno inseriti direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Giudizi positivi per l’edilizia privata vengono dall’associazione nazionale dei costruttori. “Le norme “che consentono finalmente di abbattere e ricostruire un edificio cambiandone la sagoma e la destinazione d`uso”, dichiara Paolo Buzzetti, presidente Ance, “vanno nel senso da noi da sempre auspicato di consentire anche in Italia, come avviene in tutto il mondo, di avviare un processo serio di riqualificazione delle nostre citta”.
Negativo, invece, il giudizio dell’Ance sulle misure che prevedono un tetto massimo alle riserve del 20% che penalizza le imprese anche nel caso di evidenti carenze ed errori nelle fasi progettuali.

Testo della bozza del Decreto Sviluppo


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