Decreto Rinnovabili: incentivi e tecnologia vadano a braccetto

Sostenibilità, Stabilità, Tecnologia. Tre parole per definire le priorità che il Decreto Romani (e l’imminente decreto che fisserà la nuova incentivazione per l’uso delle fonti rinnovabili) dovrà garantire in fase di attuazione. Sono queste, in sintesi, le richieste che ha fatto l’ad di Enel Green Power, Francesco Starace, durante l’ultima audizione della Commissione Ambiente della Camera dei deputati.

L’intervento di Starace si è svolto nell’ambito dell’indagine conoscitiva che la Commissione sta effettuando sull’applicazione delle politiche ambientali del Governo e sul raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano energetico nazionale per il 2020.
Secondo il responsabile di Enel Green Power, lo sviluppo coerente delle fonti rinnovabili dovrà prevedere incentivi certi, a prescindere dalla loro entità, attraverso meccanismi stabili nel tempo e sostenibili da un punto di vista economico. Inoltre, gli incentivi dovranno essere sempre calibrati con l’evoluzione tecnologica

Nello specifico, gli incentivi dovranno prima di tutto garantire la sopravvivenza degli impianti esistenti, essere adeguati al sistema delle aste e prevedere norme che contemplino scadenze semestrali, soglia di accesso a 5 MW e penali in caso di mancata realizzazione dell’impianto.
Sul Quarto Conto Energia, Starace propone misure che controllino la speculazione (con il supporto dei gestori di rete) in modo da delineare un sistema di incentivi al fotovoltaico in graduale riduzione ma senza compromettere gli investimenti e i progetti in itinere.


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