Decreto Rinnovabili: i produttori di impianti termici reagiscono

Quando si parla di solare si pensa che ci sia solo il fotovoltaico. – afferma Paola Ferroli, Presidente di Assotermica (Associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici) – La nostra Associazione, invece, rappresenta  anche  il solare termico, che è una tecnologia italiana, efficiente e ben adattabile a tutte le realtà costruttive. 

Gli obblighi sulle rinnovabili di cui si parla nello schema di decreto  e i relativi tempi  e modalità di adozione  metterebbero in seria difficoltà l’industria italiana del riscaldamento e dell’acqua calda sanitaria (prevalentemente rivolta alla tecnologia delle caldaie a gas  di ultima generazione abbinate al solare termico), a favore di tecnologie da FER (fonti energetiche rinnovabili) per le quali la leadership è in mano a realtà extra-europee.

Assotermica da tempo propone di spalmare l’obiettivo nazionale su una base più ampia di edifici, con interventi più facilmente realizzabili, proposta che assicurerebbe  una crescita armoniosa del mercato per le aziende nazionali. Dal punto di vista economico, le attuali soluzioni utilizzanti f.e.r. in grado di garantire le coperture proposte dal decreto risulterebbero un impegno eccessivo per l’utente finale.

La soluzione proposta dall’industria di settore, che prevede di dare continuità alla legislazione vigente mantenendo un requisito combinato con un importante vincolo sulla copertura del fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria (almeno al 50% con rinnovabili) e un ulteriore requisito più realistico sul totale RES per la somma dei fabbisogni annui di energia primaria ( dal 20% al 25% ),  garantisce invece un impegno economico più contenuto per il singolo utente, oltre che essere di più facile applicazione e penetrazione nel mercato  con gli stessi risultati finali. 

Da ultimo segnaliamo che, ad oggi, non sono richiesti agli impianti di teleriscaldamento alti valori di efficienza degli impianti di incenerimento. Non sono calcolate nemmeno le perdite della rete di distribuzione del calore agli utenti che devono sostenere tutte le tipologie di teleriscaldamento, anche non alimentate da fonti rinnovabili attraverso un fondo alimentato da una voce della bolletta del gas.

Fonte Assotermica/Federazione ANIMA


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico