Decreto Conto Energia: aspettando Godot

Oggi si sarebbe dovuta tenere la Conferenza unificata per approvare il decreto sul Conto Energia 2011. Per motivi non ancora noti, invece, l’atteso incontro che avrebbe dovuto finalmente sbloccare la situazione è stato rimandato.

Già nel pomeriggio di ieri Assosolare, l’associazione che riunisce alcuni tra i principali attori del settore, aveva emanato una nota, auspicando la tanto agognata approvazione del decreto. La notizia dell’ulteriore procrastinazione dell’incontro getta una luce sinistra sulla vicenda che, a dicembre, sembrava dovesse risolversi in tempi rapidi.

Già nei mesi scorsi, con una serie di interviste, Ingegneri.cc aveva evidenziato come il timore principale degli addetti ai lavori non fosse tanto l’entità dei tagli alle tariffe (che pure sono state ulteriormente ritoccate al ribasso rispetto alla proposta congiunta Assosolare, ANIE/GIFI e APER del novembre 2009), quanto la possibilità che il decreto non fosse licenziato in tempi brevi, contribuendo a creare un quadro di incertezza in un mercato che ha bisogno di una programmazione e di confini normativi certi.

Nelle parole di ieri di Alberto Dalla Rosa, amministratore delegato, Amplio Solar, sembrava già profilarsi il sospetto che oggi potesse non arrivare il tanto sospirato “ok”: “Qualora il 25 febbraio non fosse approvato il nuovo sistema di incentivi e, qualora tale approvazione fosse rimandata a data posteriore al 15 marzo 2010, data limite per il nostro piano industriale, saremmo costretti a considerare la riallocazione delle nostre risorse su altre aree e, potenzialmente, altri settori industriali, a livello europeo e oltre”.

Per Luca Pantieri di Fase Engineering, da noi intervistato lo scorso gennaio (leggi articolo), l’approvazione del nuovo Conto Energia è un momento fondamentale per il settore: “Un eventuale ritardo”, aggiunge Pantieri, “colpisce in modo grave la nostra attività, ci impedisce di programmare il nostro business in un arco temporale di medio-lungo periodo, come invece sarebbe corretto e auspicabile, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro”.

Stabilità e certezza del diritto è quanto chiede anche Angelo Nogara, a.d. di Solkraft Italia con cui avevamo parlato a fine gennaio (leggi articolo): “Come amministratore delegato di una piccola azienda che ha grandi ambizioni di crescita nel mercato fotovoltaico Italiano, sono molto preoccupato per le possibili conseguenze di un posticipo dell’approvazione del nuovo Conto Energia. Abbiamo estremo bisogno di un sistema stabile, efficiente e con politiche a lungo termine, in modo da pianificare le strategie aziendali e di conseguenza le assunzioni necessarie a raggiungere gli obbiettivi. È ovviamente necessario che il nuovo sistema incentivante sia tale da poter sostenere economicamente il mercato nel modo adeguato”.

In estrema sintesi la situazione attuale, con il continuo rinvio dell’approvazione del decreto crea una duplice preoccupazione: da un lato il blocco delle assunzioni di personale qualificato e, dall’altro, il possibile disimpegno degli investitori stranieri e nazionali verso aree di business ritenute più appetibili, come fa notare Piero Cundari, amministratore Sisolar Energy srl: “La previsione dei tagli agli incentivi e, soprattutto, il rinvio dell’approvazione del DDL sull’argomento hanno creato forti perplessità fra gli investitori che minacciano il disimpegno finanziario. Ciò ha determinato una flessione sull’attività di sviluppo degli impianti fotovoltaici, con ripercussioni negative per le persone che costituiscono la risorsa tecnico-operativa della nostra società. Un ulteriore ritardo potrebbe compromettere irrimediabilmente i nostri rapporti con i diversi proprietari di terreni che hanno già sottoscritto con noi numerosi impegni per ospitare impianti fotovoltaici“.

Infine, rimandando i lettori a quanto ci ha detto nella nostra precedente intervista (leggi articolo), chiudiamo con la dichiarazione di Gianni Chianetta, presidente di Assosolare e a.d. BP Solar Italia (Gruppo BP): “Abbiamo investito, anche se con timidezza, per gli anni successivi avendo dato fiducia al fatto che ci sarà un conto energia e che sarà sostenibile, ma molte delle iniziative programmate in termini di investimenti e nuove assunzioni sono ferme in attesa che ci sia certezza. Un ulteriore ritardo creerebbe sfiducia nel sistema Italia e farebbe dirottare gli investimenti del gruppo in altri Paesi”. Speriamo non accada.

A cura di Mauro Ferrarini


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico