Decreto ’96: miglioramento e adeguamento sismico

Al capitolo C.9. del d.m. del 16 gennaio 1996 sono indicate le procedure e le regole da seguire riguardo agli interventi sugli edifici esistenti in zona sismica. Tale normativa è utilizzabile anche per la riparazione dei danni prodotti da eventi sismici.

Gli interventi di adeguamento sono definiti come il complesso di opere necessarie a rendere l’edificio atto a resistere alle azioni sismiche; è obbligatorio procedere all’adeguamento a chiunque intenda:
– sopraelevare o ampliare l’edificio;
– apportare variazioni di destinazione che comportino incrementi dei carichi originari (permanenti e accidentali) superiori al 20%;
– effettuare interventi strutturali volti a trasformare l’edificio mediante un insieme di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal precedente;
– effettuare interventi strutturali rivolti ad eseguire opere e modifiche per innovare e sostituire parti strutturali dell’edificio, allorché detti interventi implichino sostanziali alterazioni del comportamento globale dell’edificio stesso.
Gli interventi di miglioramento invece riguardano i singoli elementi strutturali degli edifici con lo scopo di conseguire un maggior grado di sicurezza senza però modificare in maniera sostanziale il comportamento globale del fabbricato.

Tra gli interventi effettuati per consolidare i fabbricati ci sono i seguenti:
1) interventi di recupero di dissesti statici e/o degrado degli elementi strutturali. Gli interventi di recupero consistono nel ripristino di singoli elementi strutturali degradati, attraverso la loro riparazione localizzata o sostituzione nei casi di impossibilità del recupero. Le caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche dei materiali nuovi devono essere compatibili con quelli esistenti e le tecniche costruttive non devono essere per quanto possibile invasive o irreversibili.
2) interventi finalizzati ad assicurare una buona organizzazione dell’edificio per ottenere un buon “comportamento scatolare” come collegamenti tra le pareti dell’edificio, collegamenti tra le pareti ed i solai, collegamenti tra elementi dell’orditura lignea;
3) interventi rivolti a ridurre sensibilmente la spinta di coperture, archi e volte.Per non rendere spingente una copertura o un arco o una volta si prevedono solitamente interventi non invasivi come la disposizione di catene metalliche. Invece, per ridurre le spinte delle travi dei tetti, per distribuire i carichi verticali in condizioni statiche, per ripartire gli sforzi orizzontali originati dal sisma e per collegare le murature ortogonali si realizzano cordoli di sommità in c.a..
4) interventi rivolti ad eliminare o ridurre gli indebolimenti locali della struttura portante originaria come la chiusura di aperture.
5) interventi che consentono di migliorare la resistenza alle azioni sismiche degli aggetti verticali, dei cornicioni, ecc.
6) interventi volti a ridurre gli effetti sismici, mediante:
– riduzione delle masse strutturali e non, con particolare riferimento ai piani più elevati ed alla pessima qualità delle murature  (ad esempio n° piani, spessore, qualità della malta, tessitura), tale da pregiudicare il buon funzionamento dei maschi murari;
– ridistribuzione dei carichi portati, spostandoli ai piani più bassi (serbatoi, archivi);
– creazione di giunti sismici;
– riduzione degli effetti torsionali;
– modifica delle rigidezze.
7) interventi sulle fondazioni.
8) interventi tesi ad aumentare la resistenza a forza orizzontale dei maschi murari mediante consolidamento di murature in mattoni o pietrame in elevazione attraverso la riduzione della porosità dei vuoti interni della muratura utilizzando iniezioni di malta o betoncino armato sulle due facce della muratura (placcaggio in c.a.).
9) interventi sui solai o coperture relativi alla sostituzione delle porzioni fortemente degradate o crollate; è ammessa la sostituzione totale nel caso in cui la porzione fortemente degradata o crollata sia prevalente nel campo di solaio o copertura.
10) interventi di irrigidimento di solai in legno, in ferro o in c.a. a travetti indipendenti.

Le operazione di consolidamento presuppongono una buona conoscenza dello stato di fatto, dei materiali presenti, dello stato di conservazione e di degrado degli elementi strutturali e non. Per questi motivi è indispensabile una profonda analisi degli interventi da realizzare.

Articolo dell’Ing. Stefano Valentini


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