Domotica. Quali vantaggi e difficoltà esistono per gli abitanti delle Smart Home?

Domotica. Quali vantaggi e difficoltà esistono per gli abitanti delle Smart Home?

Smart Home

Migliorare la sicurezza, aumentare il comfort ambientale, mettere l’abitazione in comunicazione col mondo esterno, ottimizzare i consumi energetici sono alcuni fra i più importanti vantaggi che la domotica o meglio l’automazione della casa offre a coloro che la abitano.

Il dato registrato nel 2017, relativo al settore della domotica per le Smart Home si aggirava attorno ai 250 milioni di euro. Il dato è risultato in crescita con un +35% rispetto al 2016.

Se si analizza l’andamento di mercato del settore nel panorama internazionale, l’Italia si colloca al quinto posto, tra Francia (600 milioni di euro) e Spagna (200 milioni di euro) nella top 6 dei paesi occidentali che vede sul podio Stati Uniti (10,8 miliardi di euro), Germania (1,5 miliardi di euro) e Regno Unito (1,4 miliardi di euro).

I dati raccolti dall’Osservatorio sull’Internet of Things della School of management del Politecnico di Milano descrivono il mercato italiano della domotica che ha visto protagoniste nel 2017 le soluzioni domotiche applicate alla sicurezza, al riscaldamento e alla gestione degli elettrodomestici.

Quando si parla di domotica si spazia dagli Home speaker agli impianti di riscaldamento, passando per la comunicazione e informazione, sicurezza, audio-video ed illuminazione. I sistemi domotici, secondo il mercato, possono essere divisi in due categorie:

  • domotica di base con funzionalità utili a tutti (sicurezza antintrusione, sicurezza ambientale, comfort ambientale, automazioni, illuminazione ecc.) con un valore medio attorno ai 3 mila euro; tale importo è determinato grazie alla progressiva maggior accettazione da parte dei costruttori edili di fornire un sistema base nei nuovi appartamenti;
  • domotica avanzata dove all’impianto base vengono aggiunte personalizzazioni e offerte specialistiche (telesorveglianza, sistemi audio, video ecc.) con un valore medio dell’impianto che si aggira attorno ai 15 mila euro.
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©Osservatori.net

 

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Quali vantaggi apporta la domotica alle abitazioni e agli abitanti?

L’automazione domestica introduce una serie di nuove opportunità per gli utenti, tra le quali:

  1. vantaggi funzionali;
  2. multifunzionalità dei componenti e delle apparecchiature;
  3. unica interfaccia utente;
  4. creazione di scenari.

Il valore aggiunto dell’automazione risiede nella possibilità di mettere in comunicazione e far dialogare i vari componenti, dispositivi e sistemi impiantistici e affinché gli apparecchi e gli impianti possano essere considerati parte integrante della casa intelligente, è necessario che dispongano di particolari requisiti tra cui:

– la possibilità di essere comandati nel modo più semplice possibile (sistemi disponibili al tocco);

– la possibilità di integrarli interfacciandoli col minimo sforzo;

– la capacità di elaborare le informazioni ed i dati inviandoli facilmente da un dispositivo all’altro;

– la possibilità di usufruire dei servizi delle varie apparecchiature da qualsiasi punto della casa senza disturbare gli altri componenti della famiglia;

– la possibilità di sfruttare le risorse audio/video per usufruire di alcuni servizi essenziali dell’abitazione (citofono, videocitofono, impianti di sorveglianza).

Inoltre, attraverso il monitoraggio ed il controllo dei consumi, per un’abitazione smart si è in grado di ottimizzare le varie risorse, con conseguente risparmio economico, ad esempio:

il consumo dellenergia elettrica mediante lo spegnimento automatico delle luci lasciate accese, l’attivazione di elettrodomestici o altre utenze in modo razionale e comunque tale da evitare sprechi e picchi di potenza richiesta. Quest’ultimo requisito è particolarmente importante in quei casi in cui sono presenti molti carichi di elevato assorbimento, evitando così all’utente di dover richiedere all’ente fornitore una potenza contrattuale maggiore con conseguenti aggravi di costo;

– la gestione intelligente del condizionamento ambientale attraverso la suddivisione degli ambienti in diverse zone di temperatura riscaldando/raffrescando in orari e modalità diverse a seconda dei fabbisogni e delle condizioni di utilizzo;

– il consumo dellacqua mediante il controllo ed eventuale chiusura automatica di elettrovalvole generali in caso di perdita;

– il consumo del gas attraverso il controllo ed eventuale chiusura automatica di elettrovalvole generali in caso di perdita;

– l’utilizzo del telefono mediante il controllo del traffico telefonico, interdizione o limitazione della teleselezione in base a determinate fasce orarie o password di utilizzo, trasmissione differita di dati in fasce orarie più economiche ecc.

Perché un edificio Smart Home possa essere definito intelligente, non è sufficiente dotarlo di impianti tecnologicamente raffinati in quanto un’azione di questo tipo risulterebbe probabilmente anti- economica e porterebbe a risultati modesti anche sotto il profilo delle funzioni realizzate. Piuttosto è fondamentale che i vari impianti debbano essere integrati già in fase di progettazione, per tener conto in modo unitario della coesistenza delle strutture architettoniche e degli impianti, piegando le scelte progettuali alle reciproche esigenze.

Quindi l’integrazione è possibile nella misura in cui siano stati presi gli opportuni accorgimenti costruttivi già nella fase di realizzazione degli edifici e degli impianti di una Smart Home.

Leggi anche: Smartphone e misurazioni fonometriche. Il giudice può emettere sentenza sui dati raccolti?

Smart Home, cosa ne pensano gli abitanti?

Nonostante si registi una crescita nel settore domotica, gli abitanti restano indietro sulle Smart Home. Solo il 51% degli italiani riconosce l’espressione “casa intelligente”.

Nelle abitazioni, il 38% degli italiani possiede almeno un oggetto smart tra questi ben il 74% ha richiesto l’aiuto di un professionista per l’installazione e il 51% si dice preoccupato per i rischi legati alla privacy e ai cyber attacchi.

Inoltre, il mercato pur essendo popolato di dispositivi in grado di offrire prestazioni sopra descritte singolarmente, presenta un rapporto costo/servizio fornito ancora molto elevato e poco appetibile per lutente.

I servizi citati potrebbero facilmente essere realizzati in una casa in cui tutte le periferiche fossero sotto la supervisione generale di un sistema a microprocessore, nel quale potrebbe facilmente trovare posto il software di gestione, personalizzabile con costi relativamente bassi.

Le tecnologie di cui disponiamo attualmente sono molto più evolute rispetto al passato, pertanto anche le funzioni possono essere molteplici, tuttavia il rischio è legato alla possibile sovrapposizione delle une alle altre creando interferenze e difficoltà di utilizzo, alle quali sono legate anche quelle di supporto tecnico.

In merito a ciò, Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio IOT, ha dichiarato: “Bisogna poi lavorare sulla formazione degli addetti all’installazione e alla vendita, spesso non in grado di fornire un adeguato supporto all’utente, e sull’offerta di servizi valore abilitati dagli oggetti connessi”.

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