Corsi di laurea in ingegneria 2019-2020. Quali sono i più numerosi?

Corsi di laurea in ingegneria 2019-2020. Quali sono i più numerosi?

corsi di laurea in ingegneria

Dal Centro Studi CNI arriva il nuovo report periodico che inquadra la tendenza circa i corsi di laurea in ingegneria in riferimento all’anno accademico 2019-2020. I dati descrivono un’ offerta in crescita, maggiormente indistinta e la grande novità interessa l’aumento dei corsi in lingua inglese.

Giuseppe Margiotta, Presidente del Centro Studi CNI, ha commentato i risultati oggetto del report: “l’analisi del nostro Centro Studi attesta come il numero di corsi di laurea in ingegneria vada consolidandosi, facendo registrare anche un piccolo segno positivo. Un’offerta formativa che si dimostra in linea con la domanda di formazione ingegneristica nel nostro Paese. Mi preme poi sottolineare come risulti particolarmente spiccata l’attitudine, da parte dei nostri atenei, ad attivare corsi in lingua inglese che hanno lo scopo, da un lato, di formare laureati in grado di competere anche all’estero e, dall’altro, di attrarre studenti stranieri. Nell’ultimo anno accademico analizzato un corso di laurea magistrale su quattro è svolto in lingua inglese. Un dato che mi sembra particolarmente significativo”.

Sono ben 791 i corsi di laurea in ingegneria attivati per l’anno accademico 2019-2020 e questi comprendono sia corsi di primo livello sia corsi di secondo livello. Il numero è in lieve aumento rispetto allo scorso anno.

Corsi di laurea in ingegneria 2019-2020. Ingegneria industriale e dell’informazione le più numerose

I corsi di primo livello ad essere maggiormente diffusi interessano le aree di ingegneria dell’Informazione ed ingegneria industriale. Se guardiamo verso le lauree magistrali, i corsi più numerosi sono quelli relativi all’ingegneria industriale, ma altri 82 corsi attengono sia al settore industriale che a quello dell’informazione.

Tra i corsi di primo livello, la classe di laurea L-9 Ingegneria industriale risulta la più numerosa con quasi il 44% dei corsi (144 corsi), seguita dalla L-8 Ingegneria dell’informazione che racchiude un terzo dei corsi di laurea “triennali”.

Se analizziamo nel dettaglio i dati, i corsi di laurea magistrale delle classi afferenti al settore industriale dell’Albo professionale sono 143 (come lo scorso anno) pari al 31,4% di tutti i corsi di laurea magistrale ingegneristici.

corsi di ingegneria

©Centro studi CNI

Rispetto ai corsi di primo livello varia, tuttavia, la distribuzione tra i diversi settori e il numero di corsi appartenenti al gruppo civile ed ambientale (121, pari al 26,6%) che supera quello dei corsi del settore dell’informazione (109 pari al 24%).

Il gruppo civile ed ambientale conta anche il contributo dei 16 corsi di laurea a ciclo unico in Architettura e ingegneria edile-architettura, mentre in quello dell’informazione sono esclusi gli 82 corsi appartenenti a quelle classi di laurea magistrale che consentono l’accesso sia al settore industriale sia a quello dell’informazione (LM-21 Ingegneria Biomedica, LM-25 Ingegneria dell’Automazione, LM-31 Ingegneria Gestionale e LM-26 Ingegneria della Sicurezza, ma in quest’ultimo caso l’accesso è consentito addirittura a tutti e tre i settori).

Per quanto concerne le lauree di primo livello, rispetto all’anno precedente, si rileva un corso di laurea in più nella classe L-7 Ingegneria civile e ambientale e 7 corsi di laurea in meno nelle altre. Un risultato che indica un ritorno di attrattività verso i corsi del settore civile ed ambientale, dopo gli ultimi anni di perdita.

corsi di laurea in ingegneri

©Centro studi CNI

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Lauree ad orientamento professionale. La delicata questione dei 12

A rientrare nei 791 corsi di laurea in ingegneria, anche i 12 nuovi corsi di laurea ad “orientamento professionale”. Ovvero:

  1. L-7 Politecnico di Bari – Costruzione e gestione ambientale e territoriale
  2. L-8 Bologna – Ingegneria meccatronica
  3. L-8 Napoli Federico II – Ingegneria meccatronica
  4. L-9 Modena e Reggio – Ingegneria per l’industria intelligente
  5. L-9 Bolzano – Ingegneria del legno
  6. L-9 Salento – Ingegnerie delle tecnologie industriali
  7. L-9 Palermo – Ingegneria della sicurezza
  8. L-9 Sassari – Gestione energetica e sicurezza
  9. L-23 Padova – Tecniche e gestione dell’edilizia e del territorio
  10. L-23 Politecnica delle Marche – Tecnico della costruzione e gestione del territorio
  11. L-23 Udine – Tecniche dell’edilizia e del territorio
  12. L -23 Roma La Sapienza – Tecniche per l’edilizia e il territorio per la professione di Geometra

La questione relativa ai nuovi 12 corsi di laurea ad orientamento professionale, introdotti dal Decreto MIUR n.635 dell’8 agosto 2016 “al fine di rafforzare l’attrattività delle Università a livello internazionale e il collegamento con il mercato del lavoro”, viene definita delicata in quanto il CNI ritiene che questi laureati non possano accedere all’Albo degli ingegneri iuniores essendo più rispondenti agli obiettivi formativi attinenti alle figure dei geometri e dei periti industriali.

L’obiettivo dei “delicati 12” è quello di formare dei tecnici di livello avanzato con competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, che divergono sensibilmente da quelle possedute dai laureati di primo livello. Tuttavia il sistema di accesso all’Albo degli ingegneri appare del tutto incoerente con i requisiti, in termini di conoscenze e competenze, necessari per l’esercizio della professione di ingegnere.

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A tal proposito il CNI da tempo richiede al MIUR chiarimenti ed un riordino complessivo della materia e una nuova classificazione delle lauree “professionalizzanti”. La richiesta ha carattere di urgenza possibilmente prima che gli attuali iscritti conseguano il titolo, al fine di rimuovere, l’attuale forzata commistione che crea gravi confusioni tra studenti e futuri professionisti.

Armando Zambrano, presidente CNI, ha commentato: “considerando la peculiarità delle lauree ad orientamento professionale riteniamo che questi laureati non possano accedere all’Albo degli ingegneri iuniores, poiché rispondono più agli obiettivi formativi di figure come i geometri e i periti industriali. Tuttavia, l’assenza di una specifica disposizione attuativa che distingua le classi di laurea professionalizzanti da quelle “tipiche” di primo livello, permette anche ai laureati di questi corsi di sostenere l’Esame di Stato per l’accesso alla professione di ingegnere iunior. Tale sistema di accesso all’Albo degli ingegneri ci appare del tutto incoerente con i requisiti necessari per l’esercizio della professione di ingegnere. Per tali motivi da tempo chiediamo al MIUR un riordino complessivo della materia e una nuova classificazione di questo tipo di lauree”.

Restiamo in attesa di novità sulla questione.

Leggi i dati completi dal report CNI

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