Controlli sismici. Nuove disposizioni in Emilia Romagna

Si intende, con il presente articolo, richiamare l’attenzione dei colleghi ed operatori del settore sulla seguente, recentissima, novità normativa: in particolare, infatti, il 30 ottobre 2008 la Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha approvato la legge n. 19 (Norme per la riduzione del rischio sismico) che detta nuove disposizioni in merito alle competenze in materia di sismica.

In Emilia Romagna l’articolo 149 della legge regionale n. 3 del 1999 delegava ai comuni l’esercizio delle funzioni in materia di controlli sismici ma i comuni non si sono mai attrezzati in tal senso continuando ad avvalersi dei Servizi tecnici di bacino, ovvero di strutture regionali. Questo è uno degli aspetti che la legge n. 19 si propone di riordinare.

In secondo luogo, la normativa si pone l’obiettivo di fare chiarezza su quali siano i controlli relativi all’attività edilizia da attivare in funzione della zona sismica. Il dibattito in materia nasce dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 182 del 2006 in cui il Giudice delle Leggi ha dichiarato l’incostituzionalità della legge della regione Toscana n. 1/2005 che prevedeva che si potesse costruire senza autorizzazione sismica anche nelle zone a media ed ad alta sismicità, ma con semplice deposito dei progetti e successivo controllo a campione degli stessi: per la Corte Costituzionale è invece sempre necessario acquisire una autorizzazione preventiva per tutte le tipologie di lavori edilizi tranne che per quelli ricadenti in zone a bassa sismicità.

Si rammenta, in tal senso, che dal 2003, a seguito dell’ordinanza d.P.C.M. 3274/2003 e della conseguente presa d’atto regionale, tutto il territorio regionale risulta classificato come sismico: 22 comuni ricadono in “zona 4”, 214 in “zona 3” e 105 in “zona 2”.
Quindi, in ogni comune, i progetti di tutte le costruzioni, anche quelli ricadenti nelle zone a bassa sismicità, devono mettere in conto un’azione sismica (sono definiti “a bassa sismicità” i comuni che si trovano in “zona 3” e in “zona 4”).

Sulla scorta di ciò, oggi, in base alla legge regionale n. 19, in zone a media e ad alta sismicità tutte le pratiche sismiche saranno sottoposte a controlli preventivi. Nel ridetto corpus normativo, inoltre, sono indicati una serie di interventi per i quali è comunque necessaria un’autorizzazione preventiva indipendentemente dalla zona sismica in cui ricadono, ovvero gli interventi edilizi in abitati dichiarati da consolidare (art. 61 del d.P.R n. 380 del 2001), i progetti presentati a seguito di accertamento di violazione delle norme antisismiche, gli interventi di interesse strategico che assumono particolare importanza per le finalità della protezione civile e le sopraelevazioni (art. 90 comma 1 del d.P.R. n. 380 del 2001).

Le amministrazioni comunali (con più di 100.000 residenti) hanno 90 giorni, a partire dall’entrata in vigore della l.r. 19, per comunicare se intendono esercitare le funzioni a loro assegnate in materia sismica autonomamente o in forma associativa con altri comuni, oppure avvalersi dei Servizi tecnici di bacino.
In tal senso si precisa che, dopo un periodo transitorio di un anno, necessario a definire le scelte organizzative e a costruire i servizi tecnici competenti, la l.r. 19 diverrà esecutiva a tutti gli effetti.
È chiaro che in tutte le zone simiche, a prescindere dall’indirizzo che terranno i comuni, certamente aumenterà rispetto ad oggi il numero delle pratiche da controllare e quindi sarà necessario potenziare il servizio con una struttura tecnica di elevata competenza e professionalità, per la verifica della rispondenza del progetto alle norme tecniche per le costruzioni e alle condizioni di pericolosità sismica locale.

In questo senso si precisa che la deliberazione 3 novembre 2008, n. 1804 della Giunta regionale Approvazione degli standard minimi per l´esercizio delle funzioni in materia sismica e definizione del rimborso forfettario per spese istruttorie, rappresenta il primo adempimento attuativo della l.r. n. 19 e prevede la costituzione di un team di lavoro a cui affidare l’esercizio dell’attività di rilascio delle autorizzazioni e di controllo dei progetti e delle opere, composto da un tecnico (ingegnere civile o equipollente) e da una figura tecnico-amministrativa, per lo svolgimento di compiti di supporto.

È previsto un team di lavoro per ogni 300 pratiche annue di controllo sismico, comprendendo quindi le autorizzazioni preventive e i progetti depositati assoggettati a controllo a campione.
Sarà compito di un Comitato regionale consultivo, istituito ad hoc, realizzare l’integrazione tecnico-operativa tra soggetti pubblici e privati mediante il coinvolgimento di enti locali, università, ordini e collegi professionali e associazioni imprenditoriali.
È chiara, a questo punto, anche alla luce anche dell’entrata in vigore delle Norme tecniche per le costruzioni, il ricorso ad un’attività formativa e di aggiornamento professionale sia degli operatori pubblici sia dei tecnici privati.

Articolo dell’ing. Stefano Valentini


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