Controlli infrastrutture: università o organismi accreditati?

Controlli infrastrutture: università o organismi accreditati?

Controlli infrastrutture

La tragedia del Viadotto Morandi ha messo in luce l’annosa questione della manutenzione e dei controlli infrastrutture, rendendo tutti, Stato, gestori delle reti viarie e cittadini, più consapevoli che l’appuntamento con la sicurezza non è più procrastinabile.

Dal quel tragico 14 agosto 2018 gli aspetti circa i controlli infrastrutture e gli interventi sull’esistente in Italia, sono stati oggetto di riflessione, focus e discussioni soprattutto per quanto concerne le responsabilità.

Proprio a proposito di responsabilità, in una recente intervista realizzata da Il Messagero.it, la Ministra delle infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha risposto sulla questione Atlantia, concessionario dell’ormai compianto Viadotto Morandi e sulla battaglia delle concessioni venuta fuori in seguito a tale evento.

Alla domanda su come proceda la controversa faccenda delle commissioni la ministra De Micheli ha risposto sottolineando l’aspetto dei controlli infrastrutture, i quali è necessario che vengano eseguiti da soggetti indipendenti: “c’è una commissione tecnica che sta facendo una valutazione di tutti gli atti relativi al crollo del Ponte Morandi. Contiamo di avere i risultati a breve. Per quanto riguarda le concessioni, lo scorso 14 ottobre abbiamo scritto una lettera a tutte le società concessionarie nella quale stabiliamo che le attività di verifica sulle infrastrutture vengano validate da soggetti indipendenti individuati nelle strutture universitarie che saranno ogni volta diverse secondo il principio della rotazione. È un bel cambio di passo perché fino ad ora le validazioni venivano fatte da società interne ai concessionari. Aspi ha annunciato di aver dato seguito alla nostra richiesta».

Con tale dichiarazione De Micheli, fa sapere che verranno coinvolte le Università nelle attività di verifica sulle infrastrutture, in quanto soggetti indipendenti. Una novità che consentirà di avere competenze e pareri super partes su concessionarie autostradali, soggetti controllati, costruttori, progettisti e committenti.

Tuttavia non bisogna dimenticarsi degli organismi di controllo accreditati indipendenti.

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Controlli infrastrutture. Perché non contare anche sugli organismi accreditati indipendenti?

Ha fatto seguito alle dichiarazioni della Ministra, il commento di Paolo Salza (Rina Services Spa) presidente di Conforma, associazione italiana degli organismi di certificazione ispezione, prova e taratura, che ha sostenuto la proposta di affidare a soggetti indipendenti i controlli infrastrutture pubbliche.

Tuttavia il presidente Salza ha voluto precisare che prima di far scendere in campo le università non vanno dimenticati i soggetti che secondo codice appalti già operano nel campo delle verifiche di progetti e opere, anche in supporto alle stazioni appaltanti come gli Organismi di Tipo A ISO 17020 dalla consolidata esperienza nell’applicazione e verifica delle norme sui lavori pubblici su opere pubbliche:

“l’idea di affidare i controlli a soggetti indipendenti ci trova assolutamente d’accordo. Indipendenti vuol dire lontani dal committente, dal progettista e dal costruttore dell’opera. Questo è un principio corretto e che noi supportiamo…quello che noi teniamo a precisare è che se andiamo in cerca di competenza, conoscenza del settore e presenza sul territorio esiste oggi un settore industriale, composto dagli organismi di controllo accreditati, che è già pronto ad eseguire queste verifiche”.

Paolo Salza ha aggiunto: “la rispondenza degli Organismi di Controllo accreditati ISO 17020 di Tipo A ai requisiti di competenza e indipendenza stabiliti a livello internazionale è verificata e monitorata da Accredia. Questo è l’ente unico nazionale di accreditamento, sorvegliato dal Ministero dello Sviluppo Economico, nei cui Organi Direttivi siedono nove Ministeri.”

Sulla questione si è espresso anche Fabrizio Capaccioli (Asacert Srl), consigliere Delegato alle Costruzioni: “gli Organismi di Tipo A vantano un’esperienza pluridecennale di verifica su migliaia di opere infrastrutturali pubbliche, per un valore di oltre 150 miliardi di euro e rappresentano il naturale interlocutore cui le istituzioni possono rivolgersi in questa delicata congiuntura…questo è il motivo per cui sentiamo il dovere di sottolineare che è già possibile affidarsi a soggetti terzi indipendenti che rappresentano un sistema industriale consolidato, controllato, affidabile e operante su tutto il territorio nazionale.”

Con quale criterio avverrà la scelta del soggetto controllore?

Sulla vecchia questione gara si/gara no resta il dubbio, perché le università attraverso le convenzioni con le pubbliche amministrazioni saltano il passaggio relativo alla partecipazione alla gara d’appalto pubblico a differenza dei privati.

A tal proposito la Corte Ue si è espresse nel 2012, relativamente alla causa C-159/11, dichiarando:
“il diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici osta ad una normativa nazionale che autorizzi la stipulazione, senza previa gara, di un contratto mediante il quale taluni enti pubblici istituiscono tra loro una cooperazione, nel caso in cui – ciò che spetta al giudice del rinvio verificare – tale contratto non abbia il fine di garantire l’adempimento di una funzione di servizio pubblico comune agli enti medesimi, non sia retto unicamente da considerazioni ed esigenze connesse al perseguimento di obiettivi d’interesse pubblico, oppure sia tale da porre un prestatore privato in una situazione privilegiata rispetto ai suoi concorrenti.

Da ciò ne deriva che le Università non possono ottenere incarichi pubblici di progettazione se non a seguito dell’affermazione tramite confronto concorrenziale in una gara pubblica.

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