Conto Energia 2011: promosso, ma con riserva

Nell’ambito delle imprese attive nel settore del fotovoltaico, più precisamente nella parte della filiera che fornisce componenti, tecnologie di supporto e inverter, Solarday è una delle eccellenze italiane. L’azienda lombarda rappresenta infatti un punto di riferimento per impiantisti, progettisti e installatori di impianti fotovoltaici per la fornitura di prodotti e soluzioni affidabili e di qualità. A poche settimane dalla pubblicazione del decreto 6 agosto 2010, che fissa gli incentivi per il settore a partire dal 1° gennaio 2011 (il c.d. Conto Energia 2011), abbiamo incontrato Alessandro Sotgiu di Solarday, per ricevere qualche impressione sul testo normativo.

Ingegneri. Lo scorso 24 agosto è stato finalmente pubblicato il decreto sul Conto Energia 2011. Il testo non ha subito alcuna modifica rispetto a quello approvato dalla Conferenza unificata di luglio. È soddisfatto di questo decreto così faticosamente elaborato?
Alessandro Sotgiu. C’è ovviamente soddisfazione nel vedere finalmente partorito il testo normativo ora diventato, a tutti gli effetti, ufficiale con la pubblicazione in Gazzetta. Personalmente ritengo molto positivo il contenuto del decreto poiché vengono privilegiate le installazioni di impianti fotovoltaici sui tetti, cioè impianti realmente produttivi, a discapito di quelli a terra, che sono spesso caratterizzati da una forte componente “speculativa”.

Ingegneri. Rimaniamo in tema di Conto Energia 2011. Tra le novità spicca l’eliminazione della distinzione tra impianti integrati, non integrati e parzialmente integrati. Rimane solo una macro suddivisione tra “impianti realizzati su edifici” e “altri impianti”. Come giudica questo cambiamento?
AS. Si tratta di una innovazione del testo molto positiva. La vecchia suddivisione creava spesso situazioni di disparità di trattamento tra i proprietari degli impianti fotovoltaici e sovente interpretare se un impianto fosse totalmente o solo in parte integrato era un vero e proprio rebus. Oppure vi erano situazioni a dire poco bizzarre, secondo le quali impianti fotovoltaici installati su coperture con pendenze inferiori al 3% ricadevano nella classe degli “impianti a terra”. Quando poi, nel vecchio Conto Energia, si entrava nell’ambito degli impianti “totalmente integrati” ci si immergeva in un ginepraio di possibilità ed eccezioni con l’unico risultato di complicare le procedure e il lavoro dei professionisti.

Ingegneri. Sono 8 i GW di potenza installata fissati come obiettivo per il 2020, mentre il tetto di potenza fotovoltaica incentivabile è stato indicato a 3 GW. Le sue impressioni al riguardo?
AS. Certamente il livello individuato non è soddisfacente. In ogni caso, 8 GW, sebbene il valore potesse essere superiore, è comunque un primo passo nella giusta direzione. Questo è tanto più vero se si considera che la nostra politica energetica nazionale non punta solo sulle fonti energetiche rinnovabili, ma riserva un posto di assoluto rilievo anche alle fonti fossili e all’energia nucleare.

A cura di Mauro Ferrarini

L’intervista completa ad Alessandro Sotgiu sarà pubblicata sul numero di ottobre del tabloid Ingegneri


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