Conto Energia 2011: APER denuncia le criticità e mette in guardia dalle voci

Con una nota l’Associazione dei produttori di energie rinnovabili denuncia la messa in circolazione di bozze del decreto per il Conto Energia 2001 che rischia di creare forte preoccupazione tra gli operatori di settore.

Pur condividendo molte delle perplessità degli addetti ai lavori e dei commentatori sulle bozze che si sono susseguite in questi mesi, l’Associazione ritiene, prima di entrare nel merito del documento, APER indispensabile ribadire che la diffusione di bozze più o meno ufficiali sortisce l’unico effetto di disorientare gli investitori determinando una vera e propria turbativa del mercato.

Molto più utile e costruttiva è, per APER, concentrarsi sul dialogo e sul legittimo pressing nei confronti degli attori istituzionali a cominciare dal Ministero dello sviluppo economico.

Entrando nel merito della questione, si legge nella nota, indubbiamente l’ultima versione del testo di decreto pervenuta a fine gennaio presenta alcune criticità che puntualmente e tempestivamente sono state fatte presenti al Ministero. I tempi e i margini sono ormai piuttosto ristretti e sebbene l’impostazione complessiva del decreto sia giudicata positivamente, l’Associazione ha espressamente evidenziato i punti che presentano le maggiori criticità:
– tariffe incentivanti: sono stati ipotizzati dei tagli eccessivi;
– periodo transitorio tra tariffa incentivante 2010 e 2011;
– decremento annuale delle tariffe incentivanti: non più del 4% annuo;
– bonus (10%) per sostituzione amianto/eternit;
– incentivazione per tettoie e pensiline (stessa tariffa riconosciuta ad impianti su edifici).

Infine, altra grande preoccupazione è rappresentata dai tempi di approvazione del decreto. “Non si faccia il gravissimo errore di rimandare ogni decisione a dopo le elezioni regionali”, affermano dall’APER. “L’avvicinarsi delle elezioni potrebbero causare un
rinvio dell’adozione del presente provvedimento e anche delle linee guida nazionali sul procedimento unico di autorizzazione degli impianti alla Conferenza Stato-Regioni post elettorale di maggio. Deve essere chiaro a tutti che questo eventuale fermo elettorale provocherebbe un danno significativo al mercato, a tutto il settore della produzione di energia da fonti rinnovabili ed un inevitabile blocco di cantieri e progetti in corso”.

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